venerdì, Settembre 17

Il Vietnam si arma field_506ffbaa4a8d4

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Una sede dove campeggiano ancora oggi i volti del fondatore rivoluzionario Ho Chi Minh e dell’eroe militare Generale Vo Nguyen Giap. Collocata tra i rilievi montuosi del nord e le antiche risaie del delta del Fiume Rosso, la Divisione 308 è la più antica delle divisioni ancora oggi operativa in difesa del confine nord del Paese. Gli ufficiali -se contattati dai media- minimizzano, ma lo stato di tensione è sempre alto e tutto è pronto a scattare da lungo tempo, nel caso in cui si verifichi un eventuale improvviso attacco da parte cinese. Anzi, la prontezza della risposta è il vertice delle preoccupazioni in quella parte del Paese, come peraltro riportato anche sulla rivista ‘Esercito Popolare del Vietnam‘, e non solo per bocca degli stessi alti vertici militari vietnamiti o del personale che opera all’interno della Diplomazia vietnamita. E quando si parla di ‘nuova situazione’ nel paludato linguaggio dei militari vietnamiti -si fa notare tra gli esperti accademici dell’Accademia delle Forze di Difesa dell’Australia a Canberra- ci si riferisce quasi esclusivamente a quel che sta accadendo nei pressi del Mar Cinese Meridionale.

Mentre prende sempre più piede la questione della prontezza al combattimento, i Generali che una volta erano reclusi ad Hanoi ora sono tutti in giro a caccia di una sempre più vasta gamma di partner strategici. Russia e India sono la principale fonte di armi a tecnologia avanzata, nella formazione e nella cooperazione dell’intelligence. Hanoi sta anche costruendo forti legami con gli Stati Uniti e i loro alleati giapponesi, australiani e filippini, così come si cercano alleati in Europa e in Israele.

Il clima di tensione comporta un maggior numero di visite da parte di imbarcazioni e navi e una maggior condivisione di dati riservati frutto del lavoro di intelligence, ma Hanoi tende a frenare tutto nel caso in cui si travalichino i confini di una stretta osservanza della propria politica di indipendenza territoriale e confinaria.

Ora il Vietnam sta cercando di acquistare nuovi aerei da combattimento e bombardamento di costruzione russa, e sono in fase avanzata i colloqui con imprese militari in Unione Europea e Stati Uniti per acquistare aerei per monitoraggio e combattimento e droni per sorveglianza non armata. Inoltre, l’implementazione militare del Vietnam sta comportando anche l’acquisto di sistemi di sorveglianza radar forniti da Israele e sistemi missilistici avanzati terra-aria di costruzione russa.

Secondo l’Istituto di Ricerche sulla Pace di Stoccolma SIPRI, la crescita degli investimenti e delle spese militari in Vietnam ha notevolmente superato il livello delle spese in pari settori da parte delle Nazioni asiatiche vicine al Vietnam stesso nelle ultime decadi. E tutto questo -affermano gli studiosi del SIPRI- non è certo per fare delle semplici parate militari ma vanno proprio nella direzione della costruzione di una difesa militare solida, duratura e integrata. Il tutto è confermato anche dagli esperti dell’Istituto Internazionale per gli Studi Strategici di Singapore.

 

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