martedì, Agosto 3

Il Vietnam lento field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – Dal almeno 30 anni il Vietnam si porta addosso l’aura di ‘Prossima Tigre Asiatica’, nel più ampio novero dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo. Certo, i passi avanti non sono mancati, molta strada è stata fatta da parte del Vietnam e sono numerosi i successi conseguiti in alcuni campi, soprattutto dal punto di vista economico e della produzione. Allo stesso tempo, però, gli osservatori di cose economiche e gli esperti del settore finanziario affermano che non si può sottacere la lentezza nel tasso di sviluppo del Vietnam e che probabilmente si erano poste delle vette di sviluppo troppo alte rispetto a quel che effettivamente il Vietnam riesce via via a raggiungere. In special modo se ci si concentra su quel che si poteva fare e che ancora non è stato fatto soprattutto in materia di sostenibilità e di crescita del settore privato.

In fasi similari, i Paesi in via di sviluppo si ritrovano a dover fronteggiare una vera e propria ristrutturazione del proprio apparato economico e produttivo per non dire poi di tutto il lavoro che si deve svolgere in materia di inclusività ed in materia più latamente sociale, nelle pari opportunità di accesso al management della cosa pubblica e nel mondo del lavoro, insomma, per una Nazione come il Vietnam, duramente provato da guerre e combattimenti sanguinosi, da lacerazioni politiche, sociali e ideologiche, riguadagnare il terreno perduto – soprattutto se ci si confronta con altri Paesi che hanno vissuto percorsi differentemente complicati, segnati certo da povere condizioni di partenza ma non da conflitti così profondi e passati alla Storia proprio per la loro drammaticità anche sociale – ci si ritrova a dover affrontare una montagna da scalare la cui vetta è ben difficile da ravvedere allo stato attuale.

La scorsa settimana Tran Din Thien, professore associato, Presidente dell’Istituto vietnamita di Economia, ha svolto il suo resoconto all’interno dei lavori del Forum Economico vietnamita intitolato ‘Sintesi dello sviluppo economico negli ultimi trent’anni in Vietnam’ e non ha mancato di sottolineare quanti successi abbia conseguito il Vietnam in questi 30 anni, anzi, i record raggiunti consecutivamente nella produzione, trascinando via a forza dalla povertà milioni di persone, migliorando le condizioni della produzione e portando il Vietnam tutto al livello del consesso globale dove oggi può meritare di integrarsi a pieno titolo non sono certo di poco conto. Si tratta di un cammino segnato dal fatto che il Vietnam partiva dall’essere un Paese a prevalente produzione agricola con un reddito medio pro capite intorno ai 98 Dollari USA per poi giungere all’essere una Nazione con un reddito medio più accessibile a molti e nel 2013 ha raggiunto la cifra di 1.910 Dollari USA, sei volte quello del 2000 e 9,5 volte se comparato con il 1986 quando fu introdotta la riforma «doi moi» ed oggi siamo al livello di 2.200 Dollari USA pro capite. Oggi il Vietnam ha siglato numerosi accordi e trattati bilaterali e multilaterali e molti sono gli investitori che investono nel Paese asiatico nella forma di Investitori Diretti Stranieri FDI. Si tenga conto che oggi gli investitori diretti stranieri possono annoverare il 70 per cento delle esportazioni vietnamite.

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