venerdì, Luglio 23

Il Vietnam che cresce ora è un esempio per tutti Un PIL che è aumentato negli ultimi 25 anni più di tutti gli altri Paesi dell’area

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Tra gli osservatori di cose d’Economia, soprattutto intesa nel contesto globale, ci si chiede quali Nazioni siano state capaci, negli ultimi 25 anni, di essere trainanti nel fuoriuscire da una condizione di povertà diffusa oppure siano state capaci di mantenere una propria anima rurale e – senza rinnegarla – diventare allo stesso tempo un fattore di sviluppo in un’intera area geografica e geopolitica.

Gli esperti potrebbero rispondere affermando sia la Cina nel primo caso e l’India nel secondo. Ma – al giorno d’oggi – tali interpretazioni andrebbero riviste, alla luce della comparsa sulla scena internazionale di Nazioni che sono riuscite a farsi spazio nonostante le precondizioni di tipo economico, sociale e politico non avrebbero lasciato immaginare una crescita così vistosa e distribuita su tutto il corpo sociale ed economico di un intero Paese. Una di queste Nazioni è certamente il Vietnam, che ha mostrato sì tassi di crescita molto marcati ma – allo stesso tempo – lascia prefigurare ampi margini di miglioramento nel futuro recente e non solo nel medio-lungo periodo.

Il Vietnam, con una popolazione di circa 90 milioni di abitanti, ha conseguito il secondo tasso di sviluppo pro capite fin dal 1990, secondo solo alla Cina. Gli esperti hanno stimato che – se il Vietnam mantenesse il tasso di sviluppo al 7 per cento nei prossimi dieci anni – si allineerebbe allo stesso tasso medio di crescita di ‘Tigri asiatiche’ quali Corea del Sud e Taiwan. Un record davvero inimmaginabile per una Nazione che negli Anni ’80 stava appena emergendo risollevandosi da tassi di povertà come quelli dell’Etiopia.

Diversamente da Cina e India, il Vietnam non usufruisce del vantaggio di essere una Nazione a dimensione continentale, quindi le lezioni che si possono trarre dal suo esempio possono tornare estremamente utili per i Paesi viciniori e che vivono anch’essi una fase di sviluppo e crescita. L’esempio vietnamita, inoltre, è utile anche per valutare quale sia l’apporto e la tipologia di contributo che possa dare la tecnologia nel mondo della produzione alla crescita economica di un Paese emergente. Il che vuol dire aggiungere benzina nel motore del tecno-pessimismo. La diffusione della tecnologia nelle imprese, infatti, ha potenziato le preoccupazioni relative al fatto che si ritiene le Nazioni povere non possano più essere capaci nel gestire una crescita derivante da manifattura basata sul lavoro intensivo. Il Vietnam, al giorno d’oggi, dimostra che l’esperienza nel mondo della produzione accumulata fino ad oggi è ancora utile per delineare lo sviluppo che verrà. In buona sintesi, si ritiene sia ancor oggi la modalità più affidabile.

La globalizzazione dell’Economia e soprattutto un atteggiamento improntato ad una maggiore apertura verso l’esterno ha pagato positivamente fino ad oggi. Il Vietnam, oltretutto, è particolarmente fortunato poiché posizionato nelle immediate vicinanze del colosso cinese e questo è il panorama preferito per tutte le imprese che sono perennemente a caccia di manodopera a basso costo. Bisogna, però, anche aggiungere che vi sono anche altre Nazioni altrettanto ben posizionate nella stessa area ma che non sono state capaci di governare le proprie scelte economiche e produttive allo stesso livello del Vietnam. Il Vietnam, ad esempio, ha fortemente sintetizzato e semplificato le leggi e le normative riguardanti il commercio fin dagli Anni ’90.

Oggi il commercio estero assomma circa il 150 per cento dell’intero PIL nazionale, cioé più di qualsiasi altra Nazione posizionata allo stesso livello di introiti o costo-lavoro. Il Governo vietnamita poi ha facilitato gli investitori stranieri non obbligandoli a comprare prodotti nazionali ma semplificando il regime commerciale, migliorando la pressione fiscale ed il livello dei dazi doganali ottenendo il risultato di vedere affollarsi sempre più gli investitori esteri, tanto che oggi sono essi la causa positiva dei due terzi delle esportazioni vietnamite. In questo modo il Vietnam si è posto in aperta concorrenza con un colosso commerciale e produttivo nell’area qual è l’Indonesia ma anche Nazioni che oggi sono in chiara difficoltà nel mantenere il ruolo di ‘Tigre asiatica’ come la Thailandia che ancor oggi si attesta su misure economiche e commerciali fortemente penalizzanti per gli investitori stranieri e duramente protezionistiche.

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