mercoledì, Maggio 19

Il vantaggio competitivo delle donne Dal romanzo di Antonella Cilento in lizza per lo Strega si traggono riflessioni sull'eterno femminino

0

antonella-cilento 

 

Le buone intenzioni vanno rivelate fin dall’inizio, senza che, in mano alle insinuazioni dei velenosi, possano trasformarsi in vere e proprie accuse. D’altronde, non si dice che ‘Le vie dell’Inferno sono lastricate di buone intenzioni’?

Dunque, il mio AMBRacadabra di oggi è uno schietto, esplicito intervento lobbystico in favore della scrittrice Antonella Cilento, in corsa nella cinquina del Premio Strega con il suo romanzo: ‘Lisario o il piacere infinito delle donne’ (Mondadori).

Senza neanche farvi compiere lo sforzo di cercare connessioni, vi confermo che Antonella è una mia amica da tanto tempo: ci accomunano le origini, la passione per la storia, l’aver scritto (io per qualche anno, lei molto di più) sul quotidiano napoletano ‘Il Mattino’.

I più tignosi nell’investigare scopriranno che Antonella fa parte di quella pattuglia di giornaliste e scrittrici che partecipò, nel 2010, a comporre l’entusiasmante mosaico de’ ‘Le Italiane’ (Castelvecchi), il libro, frutto di una mia idea, dedicato a donne eccellenti nei 150 anni dell’Unità d’Italia; i suoi proventi furono destinati al sostegno delle attività di Telefono Rosa di Roma.

Ad Antonella, generosamente entrata nel bouquet delle Autrici, in corsa, a causa del forfait di un’altra scrittrice (Dacia Maraini), toccò la biografia di Teresa Filangieri Ravaschieri Fieschi, nobildonna napoletana dell’800, nipote del filosofo illuminista Gaetano Filangieri e figlia del generale Carlo Filangieri, munifica benefattrice delle classi umili e fondatrice del primo ospedale dei bambini al mondo.

La Cilento  scrisse la storia di Teresa  da par suo, valorizzando la donna, la madre, l’impegno sociale di una ‘grande’ che, fino ad allora  -salvo qualche biografia diffusa dall’editoria locale-   era scarsamente conosciuta a livello nazionale (e il nostro libro fu un bestseller…).

Ecco, dopo questo antefatto, necessario per anticipare ogni commento malevolo  -sono sempre in agguato-  mi dedico al libro della Cilento in gara per la gran serata del Premio Strega, in programma, come di consueto, a Roma, al Ninfeo di Valle Giulia, il prossimo 3 luglio.

La mia intenzione, non dissimulata, è quella di valorizzare l’opera, ma non da amica cieca e di parte, bensì come lettrice ‘forte’, anzi divoratrice di libri e di buona scrittura.

Insomma, non sono ‘un’Amica della Domenica’, ma un’amica di sempre sì; e la mia non è una ‘cultura della domenica’, bensì il fulcro della mia vita. E posseggo gli strumenti culturali  -perdonate l’albagìa-  per godere (o patire) ciò che leggo.

Ebbene, ‘Lisario o il piacere infinito delle donne’ procede a cerchi concentrici. Il romanzo sembra uscito dal ‘Pentamerone’ (ho usato il titolo ‘nobile’ de ‘Lo cunto de li cunti’ di Giambattista Basile), perché elementi fiabeschi abbondano; ma è anche un vero e proprio trattato di storia, anatomia, arte, usi e costumi della Napoli seicentesca.

La fantasia sconfinata di Antonella sa miscelare sogno, realtà, ‘meraviglioso’, colpi di scena, offrendo un viaggio fantastico e, insieme, esperienziale, nel tempo.

E’ cronaca e fiaba insieme, insomma: e, sul tutto, sovrasta il gran tabù, quello delpiacere infinito delle donne’, elemento che incuriosisce e, talvolta, come nel caso del deuteragonista del romanzo, il marito di Lisario, Avicente, incarognisce gli uomini.
Sì, loro hanno parlato in libri su libri di questo UFO, che loro non riescono a capire, ma da uomini: Antonella, invece, riesce a parlare da donna alle donne, senza falsità o ipocrisie.

Poveri maschietti: anche Rocco Siffredi, pur mettendosi di buzzo buono, mai potrà vantarsi di poter sviluppare un piacere infinito, senza lunghe pause di ‘ricarica delle batterie’.

Poveri maschietti: concentrati come sono sulle glorie di una capricciosa appendice di carne, appiattiti su questioni da righelli, pèrdono tutto il bello del piacere (quello sì, infinito) della mente, dell’incontro delle menti… Ma qui esorbito dal tema e mi richiamo all’ordine (o al disordine… fate voi!).

Poveri maschietti, dicevamo… e son tre: si sono persino inventati, per gratificarsi, quell’invidia del pene che non gl’invidia nessuna di noi… Piuttosto sono loro a invidiarci il nostro ‘piacere infinito’ e, nel contempo, la nostra capacità di dare vita alle forme della vita, sviluppando una specie di ‘invidia del grembo’ (è stato detto) che sempre rinnegano, anche di fronte all’evidenza.

Il libro di Antonella è un inno alla forza delle donne, una corale rappresentazione di quanto una piccola, evanescente donna, Belisaria, detta Lisario, cresciuta nella bambagia, marcata da una cicatrice alla gola  -frutto di una primordiale operazione al gozzo- perciò muta, soggetta a catalessi (una specie di linguaggio tutto suo che freudianamente sceglie per contrapporsi a chi vuole forzarla nell’agire) riesca a sovvertire il mondo. Il ‘suo’ mondo, ma sempre mondo è!

Un libro modernissimo e attuale che meriterebbe di vincere il Premio Strega per una serie di motivi che enuncio: la capacità di raccontare come una favola antica un tema di grande attualità, in cui potrebbe anche ravvisarsi una sorta di concatenazione con i femminicidi, innescati talvolta da un senso d’inferiorità maschile rispetto al ‘piacere infinito delle donne’…
E ora si leveranno proteste, tutte da una sola parte, a contestare questo mio assunto. Ma signori, una potrà avercele una teoria e un’opinione? Siamo in democrazia, il che vale persino per le donne …
Poi c’è l’accurata ricostruzione storica, fin nei minimi particolari… il che attribuisce un merito ulteriore all’opera rispetto ai competitori. Per dovere di cronaca, si tratta di quattro uomini: tre parlano delle loro paturnie e di fatti della propria vita; l’altro, giovane e acerbo nel rapportarsi con il pubblico, ha raccolto un caso di cronaca e l’ha romanzato…, dando così vita a un personaggio mitologico, mezzo giornalismo, mezzo letteratura.

Nel libro di Antonella Cilento, oltre alla letteratura, c’è la storia, lo studio, l’accuratezza di ogni particolare, la ricostruzione psicologica

Insomma, ha una marcia in più.

Ora ditemi che sono partigiana; che sto giocando sporco a favore di un’amica; che è perché nel romanzo si parla del mio adorato Regno di Napoli e obiettatemi persino che sono una femminista misantropa su cui fare poca fede o una Masaniella (e la storia ci dice che Masaniello fece una brutta fine…).

Consentirei ogni confutazione, però, ed entrerei in dibattito con chi mi contesta solo se il libro lo avesse letto sul serio. Se ne avesse anche approfondito il valore storico e letterario, facendo salve le invenzioni fantastiche, che riguardano ogni tessitura di romanzo.

Un bel libro, una brava scrittrice, un piacevole sogno sentire, al Ninfeo di Valle Giulia, che sono stata una profetessa porte-bonheur …  

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->