lunedì, Maggio 17

Il Van Gogh di Palazzo Reale delude Il genio di Van Gogh non delude, ma gli organizzatori sì

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Qualche giorno fa ho visitato insieme ad una mia carissima compagna d’università la mostra Van Gogh, l’uomo e la terra a Palazzo Reale a Milano. Il genio del grande Van Gogh non delude mai, ma non si può dire altrettanto dell’allestimento della mostra, che non valeva i 10,00 euro (prezzo ridotto) spesi per il biglietto.

Innanzi tutto le tele esposte erano numericamente scarse, perciò la visita non era appagante, per esempio, quanto la retrospettiva di Marc Chagall, allestita in questo periodo proprio a Palazzo Reale. Le opere famose, quelle che attirano i turisti della domenica, erano inoltre piuttosto poche, se non consideriamo uno dei celebri autoritratti di Van Gogh, Paesaggio con covoni di grano e luna che sorge e Il postino Joseph Roulin. Abbondano le raffigurazioni dei contadini olandesi, mentre scarseggiano le variopinte tele dell’ultimo periodo della vita dell’artista, che resero la pennellata di Van Gogh inconfondibile in tutto il mondo. La mia amica ha infine notato che non tutte le opere erano esposte in ordine perfettamente cronologico, ma può darsi che tale scelta fosse dettata da motivazioni estetiche o di altro genere.

Negli ultimi anni non tutte le mostre di Palazzo Reale hanno soddisfatto i visitatori, infatti molte persone con cui ho parlato hanno espresso il proprio disappunto al riguardo. Alcuni allestimenti, come la già citata retrospettiva di Chagall e la mostra di Andy Warhol dell’anno scorso, meritano di essere visitati mentre altri, come la mostra di Van Gogh in corso e Pollock e gli irascibili della scorsa stagione, si sono rivelati inferiori.

Credo di aver capito che Palazzo Reale abbia la tendenza di organizzare una sola mostra “bella”, con tante opere e la presenza di grandi capolavori, e molteplici allestimenti mediocri. Personalmente preferisco le grandi mostre di qualche anno fa, quando ne venivano organizzate al massimo due in tutta la stagione invernale mettendoci tutto l’impegno possibile e il denaro a disposizione. Tale soluzione prevede naturalmente incassi inferiori, ma la qualità del prodotto (ahimè, qui si parla di economia anziché di arte) non avrebbe prezzo.

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