lunedì, Settembre 27

Il valore della visita in Perù di Renzi

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Lima – Era il 3 aprile 1961. Le Poste avevano giá iniziato a vendere il famosissimo francobollo Gronchi Rosa. Il giorno dopo Giovanni Gronchi avrebbe iniziato il suo viaggio in Argentina, Uruguay e Perú. Per un grave errore commesso dai cartografi dell’epoca, i confini del Perú, visibili sul francobollo, erano stati disegnati secondo un atlante antico, che non considerava i nuovi possedimenti peruviani (il triangolo amazzonico) che erano stati vinti all’Ecuador. Per questo il francobollo fu subito ritirato, generando la caccia di quelle poche migliaia di esemplari che erano già stati venduti.

Dopo più di 50 anni un alto rappresentante del governo di Roma, senza considerare l’ambasciatore naturalmente, torna in Perù. Domenica scorsa é atterrato a Lima il Presidente Renzi. Molte persone nei social network, specialmente in Twitter e in Facebook, hanno commentato le parole del premier che ora dopo ora seguivano il suo girovagare diplomatico, prima in Cile, poi in Perú e Colombia, e oggi a Cuba (27 ottobre). Articoli di giornale e news nelle principali televisioni peruviane hanno descritto l’arrivo di Renzi come un evento storico. «Questa visita é stata la prima di un Capo del Governo della Repubblica Italiana in Perú da quando si stabilirono le relazioni diplomatiche nel 1874», ha dichiarato Pedro Cateriano Bellido, Presidente del Consiglio peruviano (elcomercio.com.pe).

Mentre dall’Italia, l’opposizione e non pochi italiani scalpitano – quando il gatto non c’é i topi ballano, verrebbe da aggiungere – «La telefonata di Renzi a Rossi? Ma si occupasse dell’Italia», ha affermato il leghista Matteo Salvini, parlando dell’episodio del motociclista Valentino Rossi (gazzetta.it). Il Giornale prende di mira la ‘decantata’ riforma elettorale renziana, sottolineando che a novembre sono in arrivo i ricorsi in tutti i tribunali dei capoluoghi delle 26 Corti d’appello. Il 24 ottobre ci si mette anche la magistratura, fra i tanti, a cantarle al Presidente Renzi in visita a Machu Picchu, quando il presidente Rodolfo Sabelli ha aperto il 32 congresso dell’Anm di Bari, criticando il governo su tutti i fronti, dalla «sottomissione della giurisdizione all’economia», ai minori controlli per favorire la crescita economica e, infine, sulla spinosa questione delle intercettazioni.

Allo stesso tempo, altri italiani, quelli che vivono fisicamente fuori dal Belpaese, ma con il cuore e gli affetti in Italia, hanno ascoltato le parole del Presidente, sentendosi di nuovo considerati e in un certo senso ascoltati dalla politica italiana. Il nostro giornale ha intervistato il professore Luigi Bruzzone, che da più di trentanni vive e lavora in Perù, testimone diretto del discorso del Presidente Renzi al Teatro Pirandello nel distretto di Lince (Lima).

 

Lei era presente alla serata-incontro tra la comunità italiana e il Presidente del Consiglio Renzi. Che pensa del suo intervento?

Sì, ero presente, direi che il suo intervento non è stato molto lungo ma abbastanza interessante ed anche simpatico in quanto oltre a toccare certi temi importanti ha anche dimostrato un certo humor. In quanto al discorso è stato abbastanza positivo, mettendo in evidenza il ruolo di un’Italia che sta riemergendo e che è ottimista verso il futuro.

Come si ‘legge’ l’attuale situazione italiana, vivendo all’estero?

L’attuale situazione italiana, vista da chi vive all’estero, anteriormente non era molto chiara, ma grazie a internet e a tutti i siti web esistenti, oggi l’informazione è più chiara e precisa. Credo che si possa sperare in un recupero non facile ma graduale dell’economia italiana che evidenzia già certi aspetti positivi. Questo tour de force sudamericano mette inoltre in evidenza la voglia e l’interesse di una collaborazione più costante, proficua che permetta un ulteriore avvicinamento e miglioramento di entrambi  i Paesi, che hanno in definitiva un ruolo importante (l’Italia) in Europa e (il Perù) in Sudamerica.

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