giovedì, Maggio 13

Il Turismo crea lavoro 40

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Bangkok – Le cose ultimamente non si erano presentate bene. La Commissione Europea aveva dato una bella passata di bianchetto su tutte le Compagnie Aeree nepalesi a causa del livello scarso di sicurezza, un record (negativo) nel settore specifico, ed aveva chiesto a tutti i viaggiatori europei di evitare accuratamente di viaggiarci. Successivamente non è andata meglio, un evento naturale terrificante si è sviluppato sull’Everest uccidendo 16 sherpa nepalesi lo scorso 18 Aprile, il che –di fatto- ha tagliato le ali alla stagione ascensioinista ed alpinistica.

Si preparava il punto di non ritorno negativo nella storia delle montagne del Nepal. Le proteste di varie compagnie di viaggi e turistiche hanno accusato il Board del Turismo Nepalese –una partnership pubblico/privato costituita presso il Ministero del Turismo e creata per promuovere il turismo locale- di irregolarità finanziarie, il che ha dato adito ad una lunga serie di cancellazioni di previste partecipazioni alla sesta edizione del National Tourism Fair che era stato programmato agli inizi di Maggio.

Poi il Governo ha cancellato le celebrazioni dell’Everest Day, che avrebbero dovuto commemorare il 61mo anniversario dalla prima ascensione sul picco più alto del Mondo.

Dopo tali punti bassi, si è capito che il turismo in Nepal aveva necessità di tornare ad essere un affare. Nel bel mezzo della tempesta negativa, il Ministero per il Turismo ha emesso la Ricerca sull’Impiego nel Turismo 2014 nella scorsa settimana, che ha chiarito ulteriormente le strade da intraprendere in questo settore.

Lo studio, condotto su 193 differenti istituzioni (agenzie di trekking e di viaggi, compagnie aeree, catene di hotel, etc.) in 10 Distretti, ha rilevato che in Nepal ogni sei turisti si crea un posto di lavoro.

La gran parte degli impiegati (il 68 per cento) degli intervistati avevano tra i 20 e i 40 anni di età mentre il 78 per cento ha un livello di istruzione secondario o anche più elevato.

In termini di etnìa di appartenenza, nel campione sottoposto a studio, il 58 per cento degli impiegati sono stati Janajati, seguiti dal 33 per cento di Bramini e Chhetri mentre i Dalit e i Tarai-Madhesi hanno sommato un 5 e 3 per cento rispettivamente.

Si tratta di dati non esaustivi, data la limitatezza della copertura del campione previsto nella ricerca. In ogni caso, si tratta di uno studio che offre uno squarcio di comprensione sull’importanza del turismo come elemento generatore di impiego soprattutto per i giovani.

Tutto dimostra ulteriormente che il turismo è un modo efficace e reale per creare lavoro.

Il turismo genera impiego diretto, al momento, attraverso l’immissione al lavoro di guide e componenti dello staff di hotel ed indirettamente crea lavoro in altri settori attraverso l’impiego di catene edilizie adibite alle costruzioni specifiche ma anche attraverso il lavoro di operai e tutto il personale di cantiere impiegato nella costruzione di strade ed infrastrutture, aeroporti e nella strutturazione di destinazioni turistiche, tra tanti altri.

Sulla base di tutte queste nozioni, il Governo ha già una sua “Visione sul Turismo 2020” da mettere sul piatto della bilancia, il cui scopo è di incrementare gli arrivi dei turisti su base annua fino a due milioni e di impiegare un milione di persone entro il 2020.

 

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