mercoledì, Agosto 4

Il treno che non va da nessuna parte Il limbo dei migranti bloccati in Grecia dall'accordo UE-Turchia

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I treni sono una componente essenziale per i viaggi di molti migranti che entrano in Europa, ma per il quarantaduenne Wissam Arab, un uomo proveniente dalla città siriana di Idlib e in fuga dalla guerra che sta devastando il suo Paese, il treno è su un ‘binario morto’. L’uomo si trova bloccato al confine tra Grecia e Macedonia insieme a suo figlio di 11 anni. Un tempo era un infermiere, adesso vive insieme a suo figlio e a migliaia di suoi connazionali su un treno che non va da nessuna parte, abbandonato alcune settimane fa dalla Ferrovia Nazionale Greca.

«Dentro al treno è meglio» racconta Wissam alle telecamere, «perché fuori piove e fa freddo. Mio figlio ha freddo. Qui va bene». E prosegue: «Sono molto triste. Mia madre non mi vede, mia moglie non mi vede, i miei figli non mi vedono. Io sono qui».

Il convoglio è fermo nel campo di Idomeni e le persone che vi si rifugiano si ritrovano in una sorta di limbo causato dall’accordo tra Unione Europea e Turchia, che ha l’obiettivo di bloccare l’esodo verso l’Europa, infrangendo così il sogno di migliaia di migranti.

Le autorità greche hanno iniziato ad evacuare il campo domenica scorsa, mandando i migranti in altri campi e in Turchia ma molti di loro restano a bordo del treno nella speranza di proseguire il loro sogno.

 

 

(Video tratto dal canale YouTube AFP News Agency)

 

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