lunedì, Novembre 29

Il Tibet e l’Ambiente Potenziate le politiche per la difesa dell’Ambiente e dell’ecosistema tibetano

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Bangkok – Il Governo centrale cinese prosegue sulla sua strada nella direzione del sostenere la regione autonoma del Tibet nelle politiche di sviluppo adattate sulla specifica natura ed equilibrio della regione. Alla fine degli Anni ’50, il Tibet ha attraversato riforme che si sono concluse con la acquisizione ed il pieno possesso del territorio (oppure “cinesizzazione” in toto se si guarda da un differente punto di vista). Nel 1990 la regione nella sua interezza ha avviato una intensa opera di ri-forestazione e di protezione ambientale. Al giorno d’oggi, le riserve naturali coprono circa il 40 per cento dell’intero territorio del Tibet, se si compara con il solo 15 per cento del resto della Nazione. Grazie al supporto finanziario dell’Autorità Centrale, la qualità di vita del popolo tibetano è progressivamente migliorata senza incorrere nel vasto inquinamento da produzione industriale che caratterizza ampia parte del territorio cinese. Probabilmente questo è quello che sottolineava Losang Jamcan Capo del Governo della Regione Autonoma del Tibet, durante il Forum di Sviluppo del Tibet 2014, «I residenti del Tibet stanno vivendo la miglior condizione edilizia, le cure mediche, l’istruzionee la rete di trasporto migliori nella propria Storia».

L’ufficio del Governo Regionale del Tibet ed il Consiglio di Stato per l’Informazione agli inizi di questo mese hanno avuto occasione di cooperare fattivamente in sede congiunta in occasione del Forum, quando le Autorità cinesi hanno sottoposto suggerimenti agli stranieri circa lo sviluppo sostenibile del Tibet.

Dal 1952 al 2012 i fondi del Governo Centrale hanno sommato una cifra pari al 96 per cento della spesa del Governo tibetano. L’economia del Tibet è aumentata di sei volte negli ultimi 10 anni. Ma –diversamente da quello che è accaduto nella parte orientale e centrale della Cina- lo sviluppo tibetano non ha compromesso gravemente l’Ambiente, è stato accuratamente evitato il vecchio principio e modello cinese di sviluppo  “prima inquiniamo, puliremo più tardi”. Per certi versi, la scarsa presenza di opifici e fabbriche manifatturiere ha aiutato il Tibet a mantenere un certo equilibrio tra sviluppo economico e la necessità di proteggere l’Ambiente. Gli svantaggi della crescita economica diventano vantaggi quando lo sviluppo lo si intende secondo paradigmi di crescita differenti, che enfatizzano la difesa ambientale e non la produzione.

Le credenze popolari tibetane che ripongono grande fiducia nel potere della Natura, un modo di divere più rispettoso dell’Ambiente ed un governo locale orientato a favore della gente rendono molto più facile portare a casa il messaggio per il quale la felicità non è decisa solo dal denaro, un tratto rampante in molte altre regioni della Cina.

L’idea generale che gira in Cina a proposito del Tibet è che il suo Ambiente vada protetto. Il Buddhismo Mahayana , che ha avuto grande influenza sulla cultura cinese, condivide valori similari con il Buddhismo tibetano (o Vajrayana ).

I 40 e passa gruppi etnici che vivono in Tibet amano le montagne innevate sulle sommità, l’acqua pulita, le foreste ed i prati sui plateau così come se amassero se stessi. Circa 13 milioni di visitatori sia nazionali sia esteri si sono recati in Tibet nell’anno in corso, il che rappresenta quattro volte di più la popolazione della intera regione. Gli scenari naturali, la cultura e la religione del Tibet lo hanno reso una destinazione tra le più popolari al Mondo. Il Turismo, se ben pianificato, potrebbe anch’esso essere utile a generare ulteriori risorse a fini di protezione dell’Ambiente e dell’ecosistema tibetano, per migliorare così anche le infrastrutture regionali e la qualità di vita degli stessi tibetani.

 

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