domenica, Settembre 19

Il terrorismo visto dall’Australia Il Paese teme il verificarsi di nuovi attentati: le diverse opinioni degli esperti

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Sydney – I drammatici eventi degli ultimi giorni verificatisi a Parigi – e in minor misura quelli avvenuti a Beirut, Baghdad, in Egitto, Nigeria ed in Mali – hanno avuto importanti ricadute sull’opinione pubblica australiana, sempre meno certa che eventi di tale natura non possano più ripetersi nel proprio Paese.

Gli Australiani hanno infatti ancora impresso nella memoria il Dicembre dello scorso anno, mese in cui un gruppo di ostaggi veniva trattenuto in una cioccolateria nel cuore di Sydney e una bandiera islamica nera veniva esposta da una finestra del locale, nel quartiere degli affari della città, Martin Place. L’attacco si risolse con la morte di 3 persone – incluso l’attentatore – e con il ferimento di 4 persone. Solo tre mesi prima, nel mese di Settembre, si concludeva la più imponente operazione anti-terrorismo della storia australiana, in cui 800 tra ufficiali di polizia, soldati e membri dei servizi segreti compivano più di 20 raid nelle periferie occidentali di Sydney ed in quelle meridionali di Brisbane, portando all’arresto di 15 persone.

Queste ultime facevano parte di un gruppo estremista islamico radicato da tempo nel Paese, il cui piano, elaborato a partire dal Maggio dello scorso anno, era di sgozzare in maniera casuale passanti nei centri delle due città, al fine di creare un clima generalizzato di panico, per poi inviare i video all’IS (Islamic State), il quale li avrebbe messi in rete con la oramai consueta efficacia. Scopo del gruppo era anche quello di raccogliere fondi per Jabhat al-Nusra, tentacolo siriano di al-Qaida. Quegli avvenimenti seguivano di pochi giorni la scoperta di un piano per attaccare il parlamento federale di Canberra, al pari dell’arresto di due uomini, sempre nella città di Brisbane, i quali erano sospettati di aver reclutato nuove leve per l’IS direttamente in Australia.

Ma quali sono le implicazioni dei nuovi attentati terroristici per l’Australia? Secondo David Wroe, esperto di sicurezza nazionale australiana «un’atrocità come quella avvenuta a Parigi ci obbliga a guardare più da vicino la nostra situazione. Il quadro che emerge, grazie a diverse conversazioni con esperti di sicurezza e fonti dell’intelligence, è quello di un mondo occidentale esposto. Però, nonostante l’Australia condivida alcune debolezze della Francia nei confronti dello Stato Islamico, che mira a diventare sempre più forte nel suo attacco all’Occidente, tali rischi sono mitigati dalla geografia, dalle leggi e dalla forza della società civile australiana».

Andrew Zammit, ricercatore e dottorando presso la University of Melbourne, ritiene che «un incremento delle ‘attenzioni’ dello Stato Islamico provocherebbe sicuramente un aumento del pericolo in Australia, ma non quanto in Medio Oriente, Africa Settentrionale o Europa. Migliaia di Europei si sono uniti all’IS, creando migliaia di potenziali terroristi che i servizi di intelligence non riescono e non possono controllare. E’ un fattore estremamente pericoloso».

Altre parole d’impatto sono quelle pronunciate dal Ministro della Giustizia australiano Michael Keenan: «L’Australia è la società multiculturale di maggiore successo e con la maggiore armonia che ci sia al mondo, un luogo dove i Musulmani respingono appieno la tirannia religiosa di gruppi come quello dell’IS. Abbiamo potuto avere un successo simile grazie al fondamentale valore australiano del rispetto reciproco. Altre differenze con Paesi amici includono l’avere il completo controllo sui flussi migratori in entrata ed un efficace regime di controllo della diffusione delle armi da fuoco. Questo fattori rendono più difficile per i terroristi organizzare un attentato qui in Australia».

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