lunedì, Luglio 26

Il terrorismo si riorganizza

0

terrorismo filippine

Bangkok – Gruppi estremisti che si muovono nelle aree dell’estremo Sud delle Filippine pare stiano mutando in una «organizzazione vasta, più coordinata e più sofisticata» e che oggi potrebbe lanciare nuovi attacchi in tutto il territorio filippino, come riferito in un incontro pubblico da un alto ufficiale dell’apparato militare delle Filippine martedì scorso. Si è trattato di un Forum sulla sicurezza, dove il Generale Maggiore Joselito Kakilala ha affermato senza mezze misure che il brutale Gruppo Abu Sayyaf ed il gruppo secessionista Bangsamoro Movimento di Libertà Islamico «possono persino agire in consonanza o singolarmente e lanciare nuovi ed improvvisi attacchi alle posizioni detenute dal Governo in carica ed alla popolazione civile a Mindanao e nei territori attigui».

Entrambi i gruppi hanno profferto alleanza verso lo Stato Islamico in Iraq e Siria, cioè verso l’ISIS che sta conducendo ed alimentando le guerre civili al fine di creare un nuovo califfato islamico. Il General Maggiore Kakilala, Capo delle Forze Armate delle Filippine Unità Studi Strategici, ha mostrato una particolare preoccupazione nei confronti dell’emergenza determinata dal Khalifa Islamiyah Mindanao che sta lottando aspramente per trasformare Mindanao in una repubblica islamica, una “organizzazione ombrello” per gli attuali gruppi di jihadisti ma anche per quelli emergenti” che hanno legami più o meno diretti con l’ISIS.

Il General Maggiore afferma che Jemaah Islamiyah con sede nella Malaysia potrebbe anche vivificare i propri legami con un altro gruppi operativo di miliziani islamici, i combattenti del  Bangsamoro Islamic Freedom «per accrescere la attrattività delle loro idee ed obbiettivi soprattutto nella zona centrale di Mindanao». L’ex Presidente Fidel Ramos, che guidava le forze militari delle Filippine in qualità di Capo dello Staff Militare, ha affermato che circa 200 filippini stanno combattendo ora nelle file dell’ISIS in Siria ed Iraq dove il gruppo terroristico ha conquistato vaste aree e dichiarato il Califfato Islamico.

Per ricordare quale sia lo stato delle cose, basti ricordare che solo lo scoro 28 Luglio, alla fine del Ramadan, durante un attacco condotto sulla via di ritorno di alcuni pellegrini, sono stati uccise  dal Gruppo Abu Sayyaf 21 persone, tra i quali sei bambini, colpiti da armi pesanti. Altri 11 civili sono stati colpiti mentre si muovevano a bordo di due automezzi in un villaggio costiero a Talipao, nella Provincia a predominanza Islamica Sulu, dove i miliziani ancor oggi sono sopravvissuti in campi costruiti nella giungla nonostante anni di offensive condotte contro di loro dalle Forze Militari delle Filippine, peraltro con appoggio militare degli USA.

Il Gruppo Abu Sayyaf, opera con un numero di circa 300 miliziani al proprio interno sebbene suddivisi in varie fazioni e che si sono poi via via sempre più uniti a partire dagli Anni Novanta. Successivamente è stato variamente colpito da operazioni militari governative, oggi conduce la propria battaglia anche attraverso una vasta campagna di cattura di ostaggi, attualmente ne trattengono prigionieri una decina di essi, compresi i due turisti tedeschi presi in ostaggio nello scorso mese di Aprile mentre due osservatori scientifici di uccelli, uno olandese ed uno svizzero, sono stati catturati due anni fa.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->