mercoledì, Giugno 23

Il Tarì: è tutto oro quello che luccica

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Questa cittadella dell’oro può essere un modello da esportare?

 Lo è già. Dopo l’esperienza, qualche anno fa, del supporto da noi offerto alla costituzione del Parque joyero di Cordoba in Spagna stiamo oggi studiando altre collaborazioni internazionali di ampio respiro. Tra i progetti recenti di cui andiamo più orgogliosi vi è un importante rapporto di collaborazione con il Governo del Sud Africa, in virtù del quale oggi il Tarì ospita 25 studenti sudafricani che per 2 anni frequenteranno la nostra scuola per acquisire competenze orafe, di design, incastonatura e orologeria che porteranno nel proprio Paese e che contribuiranno ad una cooperazione futura di grande interesse con quei nuovi mercati. Il progetto, fortemente sostenuto dal consolato e dall’ambasciata del Sud Africa, già da ora rappresenta per quel Governo una case history di successo, che sta per essere replicata anche in altri settori.

Quali iniziative di medio lungo periodo ha in programma Il Tarì ?

I nostri progetti sono molti e molto ambiziosi. Il 2016 per diversi motivi rappresenterà non tanto un anno di celebrazioni, ma una vera ripartenza del nostro Centro verso nuove sfide, sia sul mercato interno che su quello internazionale. Vorrei precisare che il 30% del prodotto delle aziende è destinato all’export (in prevalenza Paesi europei e del Mediterraneo, ma anche Stati Uniti, Russia, Cina).
E’ vero che il settore orafo insieme a moda e agroalimentare è uno dei comparti che identifica l’Italian Style?

E’ assolutamente certo, anzi, come una recente ricerca di Confindustria Federorafi ha rilevato, è anche il comparto che rappresenta maggiormente la propensione alla internazionalizzazione. Nessun prodotto italiano viaggia di più nel mondo del gioiello e nessun prodotto è in grado di testimoniare in modo più completo, creativo ed efficace l’eccellenza del made in Italy.

Ravvede delle criticità in questo comparto?

Direi di no. E’ certamente un settore particolare, si pensi che la dimensione media delle aziende italiane conta 4 dipendenti. Ciò rappresenta, a dispetto di quanto si possa credere, un grande punto di forza, perché ha consentito di difendere i requisiti di artigianalità, creatività e alta qualità del prodotto italiano sviluppando nel contempo grande flessibilità e capacità di adattamento alle nuove esigenze del mercato.

Presidente, una curiosità: da dove deriva la scelta del nome?

Il nome del Tarì è quello di un’antica moneta aurea araba, diffusa nel Regno di Napoli fino all’età aragonese. La semplicità della parola, facilmente pronunciabile in tutte le lingue, le sue radici storiche, l’identità col prodotto prezioso ne fanno la più idonea identificazione di un luogo in cui tradizione e innovazione sono le due facce di una stessa moneta.

 

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