sabato, Maggio 15

Il summit dei buoni propositi field_506ffb1d3dbe2

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Summit Eu Us

Il summit EU-USA che si è tenuto il 26 marzo nella capitale belga ha messo in rilievo il rafforzamento della partnership tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, che, come affermato dai leaders, si basa sui valori condivisi della democrazia, libertà individuale, la certezza del diritto e dei diritti umani, insieme ad uno sforzo maggiore per società ed economie sempre più aperte agli scambi.

Il Presidente americano Barack Obama ha discusso insieme al Consiglio e Commissione di molti temi. Il primo è stato la situazione in Ucraina. I leaders hanno affermato che l’Ucraina ha il diritto di scegliere il proprio futuro. La Russia deve scendere a patti politici evitando di destabilizzare i propri vicini. Uno degli obiettivi di questo incontro è stato quello di parlare di crescita economica e creazione di nuovi posti di lavoro. Crescita che deve avvenire in maniera bilanciata. Alla crescita è associato il partenariato translatlantico per gli investimenti e il commercio (TTIP) che si compone di 3 miliardi di euro in accordi bilaterali 13 milioni di nuovi posti di lavoro sulle due sponde dell’Atlantico. Al TTIP bisogna aggiungere le contrattazioni che i due partner stanno svolgendo presso il WTO per quanto riguarda il libero commercio e l’allentamento delle dogane per i prodotti europei. L’accordo in programma presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio, basato sulla crescita economica sostenibile, deve tenere in conto anche i rischi che derivano dall’imperante cambiamento climatico che non crea danni solo di natura meteorologica ma è un vero e proprio fardello che pesa sul prezzo di molti prodotti. Per ovviare a questo,i due partner hanno concluso di intensificare il lavoro sulla ricerca di energie alternative che impattino meno possibile sull’ambiente. Ma ciò non si può fare senza considerare il ruolo chiave che le fonti energetiche hanno anche nelle crisi politiche. Obama ha parlato dei rifornimenti di gas e ha dichiarato alla stampa che gli Stati Uniti sono pronti a supplire alla mancanza russa. Chiaro che questo supporto statunitense non deriverebbe dalle riserve nazionali (che non bastano agli stessi Stati Uniti) ma dall’appoggio di altri partner commerciali non collegati con la politica estera di Vladimir Putin.

Si è parlato anche di tecnologia e sicurezza dei dati personali. All’attivo sono presenti due accordi per la politica spaziale: il Translatlantic Ocean Research Alliance e il GPS/Galileo Agreement. Il problema della protezione dei dati è ben evidente in due settori: i visti e la sicurezza delle telecomunicazioni. Andando con ordine, tra UE e Stati Uniti il problema dei visti si lega alla richiesta, per i cittadini UE, di snellire le procedure burocratiche per entrare nel territorio americano. L’altro problema riguarda la sicurezza dei dati. Diplomaticamente non  è stato citato, ma lo scandalo NSA ha inciso negativamente e ha instillato una maggior diffidenza dei partner europei nell’amministrazione Obama. Sebbene il presidente americano abbia da tempo avviato un’indagine sui vari abusi di potere che l’agenzia ha compiuto in questi anni spiando anche le istituzioni europee, sembra che l’attenzione ufficiale, o almeno quello che riportano le note ufficiali, si sia spostata sul terrorismo e l’impegno a un utilizzo più sicuro di internet. La protezione dei dati non dovrebbe essere intralciata dalle norme anti-terrorismo, ambito in cui i due partner collaborano in regioni come il Sahel, Magreb, il corno d’Africa e il Pakistan. La protezione dei dati, per UE e USA comprende anche la protezione dei bambini e degli adolescenti dai pericoli della rete. I nodi di  politica estera da risolvere sono stati diversi.

Sui Balcani, si è discusso del dialogo Belgrado-Pristina , che porta a progredire nella normalizzazione dei rapporti , in particolare grazie all’accordo aprile 2013.  I due partner condividono la preoccupazione per l’attuale situazione di stallo politico ed economico in Bosnia-Erzegovina e sono pronti ad assistere il paese nel avvicinandolo alle strutture europee ed euro–atlantiche, oltre che a sostenere il processo di integrazione politica ed economica con l’UE di paesi come la Georgia.

In Nord Africa, restano preoccupanti le conseguenze della primavera araba e soprattutto si nota come l’Egitto sia il paese più instabile da questo punto di vista dal punto di vista politico, mentre la Libia resta un problema sia politico sia di sicurezza: il fatto che in Cirenaica non si riconosca il governo di Tripoli destabilizza la regione ed è una fonte di preoccupazione per tutto il Mediterraneo. Si è parlato anche del nucleare iraniano e della Siria.

Il dossier iraniano è direttamente collegato a quello siriano. Sul nucleare iraniano i partner hanno affermato che «Gli sforzi forti e credibili del E3/EU +3 che hanno determinato un accordo lo scorso novembre su un piano d’azione comune, sono ampiamente supportate dalla comunità internazionale. Gli sforzi devono ora concentrarsi sulla produzione di una soluzione globale e definitiva. Sollecitiamo inoltre congiuntamente l’Iran a migliorare la sua situazione dei diritti umani e di lavorare più strettamente con le Nazioni Unite e la comunità internazionale a tal fine».

Il processo negoziale di Ginevra è di fondamentale importanza per il raggiungimento di una vera transizione politica in Siria . I leaders hanno affermato: «Chiediamo a tutte le parti , in particolare, il regime siriano, di consegnare senza ostacoli gli aiuti umanitari e di assistenza medica a livello nazionale e oltre i confini e le aree comprese sotto assedio, nel pieno rispetto della risoluzione 2139 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Siamo preoccupati che non ci siano ritardi nel processo di trasferimento di armi chimiche fuori della Siria, e sollecitiamo la Siria a rispettare gli obblighi previsti dalla risoluzione 2118 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle decisioni del Consiglio Direttivo OPCW per eliminare in modo verificabile il suo programma di armi chimiche nella più breve tempo possibile».

Si è toccato anche il problema afgano. UE e USA vedono nella cooperazione regionale e nell’importante ruolo dell’ ASEAN (Associazione dei Paesi dell’Asia Sud Orientale) il successo delle iniziative come la ‘New Silk Road’, come un mezzo per promuovere la sicurezza , la stabilità e lo sviluppo nella regione. Restando in Asia, si invita la Corea del Nord a rispettare pienamente, incondizionatamente e senza indugio con i suoi impegni di denuclearizzazione nel quadro della dichiarazione comune del 2005 dei colloqui a sei e dei suoi obblighi internazionali, tra cui sancito pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite , al fine di adoperarsi per la pace e  la sicurezza. L’UE, di accordo con gli Usa, ha chiesto che la Corea del Nord abbandoni tutti i suoi programmi nucleari e missilistici balistici esistenti in modo completo, verificabile e irreversibile e tornare al TNP  (Trattato di Non Proliferazione) e ai controlli di sicurezza dell’IAEA  (Agenzia Internazionale per l’energia atomica).

Le politiche di cooperazione e sviluppo avviate in Africa subsahariana permettono una maggior stabilizzazione nelle aree in conflitto territoriale e anche una maggior collaborazione tra UA (Unione Africana) e Onu, al fine trovare situazioni politiche coerenti, soprattutto nelle aree impegnate dalle missioni di peace-keeping. Fondamentale, resta per l’UE e per gli Stati Uniti, raggiungere alcuni obiettivi prefissati dai Millenium Development Goals.

 

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