sabato, Luglio 24

Il Sud Africa rinascerà dalle proprie ceneri?

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 minatori sudafrica

L’economia sudafricana è stata sotto i riflettori per molto tempo. Motivo di sconforto per la maggior parte dei sudafricani sono state proprio le scarse prospettive di ritorno ad una situazione economica nazionale prospera. Il coltello nella piaga lo ha ammesso con il suo discorso di medio termine del 2014 sul bilancio, l’appena nominato Ministro delle Finanze Nhlanhla Nene, che ha messo in luce i problemi di lungo periodo che il Paese dovrà affrontare, promettendo allo stesso tempo, però, soluzioni concrete. Una situazione che non sembra essere poi così intricata, però, per uno dei migliori analisti del Sud Africa, Sandy McGregor, che ha affermato che le soluzioni ai problemi del Sud Africa non “sono scienza missilistica”.

“E’ fonte di enorme frustrazione per molti attori del panorama imprenditoriale del Paese e per la maggioranza dei cittadini il fatto che l’economia sudafricana non riesca ad espandersi oltre i risultati raggiunti” ha detto il Ministro Nene. Alcuni dei punti salienti del suo discorso, qui menzionati hanno, nonostante tutto, suscitato un senso di speranza in tutto il Paese.

 Sandy McGregor, dal canto suo, crede nella necessità di guardare alla storia del Sud Africa, la che potrebbe offrire suggerimenti su quali riforme e azioni mettere in campo. Inoltre sostiene che incrementare i proventi delle esportazioni è una condizione necessaria per la crescita sostenibile del Paese. Una delle preoccupazioni più serie, aggiunge, è che il Governo e il settore privato abbiano, a lungo andare, sviluppato un rapporto di diffidenza. Una situazione che, sostiene McGregor, deve necessariamente cambiare.

 McGregor, inoltre, ritiene che la prosperità del Sud Africa nel primo decennio del millennio può essere attribuita principalmente a due fattori fondamentali: la decisione del Governo in carica nel 1997 di sostenere una politica di rigore fiscale, con l’applicazione del Programma GEAR (Growth, Employment and Redistribution), il quale implicava un obbligo di corrispondenza tra le spese e le entrate dello Stato. “Una manovra che ha richiesto una notevole quantità di coraggio politico” ha detto, “che, tra l’altro, non ha goduto della giusta considerazione, specialmente se si tiene conto che si è rivelata di grande successo nel creare le condizioni che, in definitiva, hanno permesso un decennio di crescita per l’intero Paese. Il programma GEAR ha permesso Sud Africa, infatti, di trarre notevoli benefici dalla successivo boom dei prezzi delle materie prime, all’epoca il secondo dei due fattori che permettevano una crescita rapida”.

 “Un aumento della Spesa pubblica tra il 2004 e il 2007 è stato possibile solo grazie al boom delle materie prime”, sostiene McGregor. “uUna situazione positiva che è stata rafforzata dal fatto che, grazie alla strategia portata avanti con GEAR, il deficit fiscali è risultato contenuto, e il Governo non è stato successivamente costretto a tagliare fuori il settore privato dal mercato del debito. Tutto ciò ha permesso ai risparmiatori sudafricani di potersi dedicare completamente al sostegno della crescita economica. Queste condizioni, così favorevoli alla crescita, non esistono più. Non solo: la tendenza si è addirittura invertita. Prima di tutto nell’ambito del rigore fiscale. Dopo la crisi del 2008, i ricavi dello Stato si sono contratti. L’Amministrazione Zuma non ha avuto la stessa determinazione dell’amministrazione Mbeki nel mantenere la spesa sotto controllo. Un fatto che si può facilmente verificare osservando il numero dei dipendenti pubblici e dei loro stipendi, che sono aumentati entrambi in modo significativo”.

 McGregor osserva che il Sud Africa è attualmente bloccato in un ciclo in cui il deficit fiscale ha raggiunto circa il 5% del PIL. “Le manovre messe in campo dal Governo, nuovamente, stanno assorbendo una quota significativa del risparmio nazionale. I compensi crescenti dei dipendenti del settore pubblico, inizialmente hanno incentivato i consumi e promosso la crescita, ma in benefici si sono rivelati temporanei ed effimeri e, in definitiva, insostenibili”.

 Dal 2012, i ricavi derivanti da esportazioni sono calati. Un crescente disavanzo delle partite correnti ha indebolito il rand, erodendo il reddito personale reale dei cittadini. Si è registrata una contrazione anche degli investimenti nel settore minerario. “La macchina che stava guidando la crescita, si è spenta”, afferma McGregor.

 Una situazione certamente negativa, che rappresenta il quadro generale della situazione di forte disavanzo delle partite correnti del Sud Africa, attualmente il 6% del PIL. “Se si tiene conto del portafoglio di infrastrutture, del sistema educativo inadeguato e di ulteriori complicazioni che si stanno verificando anche nell’ambito dei rapporti di lavoro, è facile constatare che il Sudafrica dovrà affrontare enormi problemi che impiegheranno anni per essere risolti. Ciò che è più preoccupante è che non è possibile contare su una ripresa dei prezzi delle materie prime nel breve periodo. Un boom dei prezzi delle materie prime, come quello che verificatosi di recente, non è un evento tra i più frequenti. Nuove idee e azioni che siano basate sul tessuto produttivo attuale del Paese, sono ora necessarie, per generare quel tasso di crescita elevato di cui abbiamo un disperato bisogno”.

 Ministro Nene fa sul serio

Nel suo discorso di medio termine sul bilancio dello Stato, il Ministro Nene ha riconosciuto che le Misure fiscali da lui messe in campo potrebbero avere «un effetto frenante sulla crescita economica nel breve termine», ma ha detto che, in ogni caso, sono da considerarsi essenziali per sostenere e rilanciare la crescita degli investimenti a lungo termine. Inoltre, Nene ha avvisato il popolo sudafricano della sua revisione delle previsioni di entrate per il 2014/15, che si piazzano a quota 1.093 miliardi di rand (una fetta pari al 29,5% del PIL), ma ha avvertito che tale livello di ricavi non è sufficiente a coprire le spese. A questo scopo, il Governo propone di ridurre il massimale di bilancio di 25 miliardi nei prossimi due anni. L’attuale bilancio spese (non in quota interessi) è di 1.028 miliardi per quest’anno, 1.106 miliardi nel biennio 2015/16, e 1.184 miliardi nel 2016/17. “Il Governo propone di ridurre tale massimale da 10 miliardi nel 2015/16, e 15 miliardi nel 2016/17,” ha affermato il numero uno delle Finanze sudafricano.

 Si procederà, quindi, con la vendita di asset non centrali, un fatto che non dovrebbe essere letto come un cambiamento della politica del Governo o una deriva verso la privatizzazione. Nene sostiene, infatti, che “ l’alienazione delle attività ‘non-core’ potrebbe sostenere lo Stato nello svolgere il suo compito di sostegno allo sviluppo e di finanziamento per nuove infrastrutture, anche attraverso l’operato di organismi parastatali, i quali non potranno più contare direttamente sulle casse del Tesoro. Queste riduzioni saranno, inoltre, ripartite proporzionalmente tra Governo nazionale, provinciale e locale, secondo la loro quota di reddito nazionale. “In totale, la spesa continuerà a crescere in termini reali dell’1,8% l’anno”.

 Tutti indistintamente.Una situazione che è aggravata anche dal fatto che il Tesoro ha dovuto pompare centinaia di milioni di rand in vari Dipartimenti per coprire la spesa inaspettata dovuta alle necessità connesse al controllo del virus Ebola (peri a 32.6 milioni), ai funerali dell’ex presidente Nelson Mandela (67.4 milioni di rand), e danni causati da calamità naturali (circa 157 milioni). Tutte spese che hanno, ovviamente, eroso le casse del Paese in modo significativo.

Tagliare il grasso.Tutti i dipartimenti governativi e le agenzie dovranno ora ridurre inefficienze e sprechi, e ridurre al minimo l’impatto di spesa sulla fornitura di servizi di front-line, prendendo di mira gli elementi non essenziali e le risorse non impegnate. Una svolta che i sudafricani aspettavano da molto tempo.

 L’elefante nella stanza.Per quanto riguarda la tumultuosa arena dei rapporti di lavoro, il Ministro Nene ha detto che il servizio pubblico dovrà accettare aumenti legati all’inflazione o sarà costretto ad affrontare tagli di personale. “Se gli incrementi degli stipendi del settore pubblico continueranno a superare in modo significativo l’inflazione, il Governo sarà costretto a limitare l’erogazione dei servizi, anche attraverso la diminuzione di spese o di capitali affidati ai bilanci del welfare, o da taglio degli organici”.

 Il ministro Nene ha aggiunto, inoltre, che il personale del servizio civile sarebbe stato congelato nel medio termine, un blocco che investirà, quindi, anche la creazione di nuovi reparti, che avrebbero dovuto essere finanziati con le attuali risorse.

“Per contenere le pressioni sul bilancio di compensazione, anche il numero di operatori nel personale di Governo sarà congelato per i prossimi due anni,” ha aggiunto Nene. “Qualsiasi aumento del personale sarà finanziato dagli stanziamenti esistenti”.

 Niente più salvataggi.Le aziende statali (SOE), come la SA Airways e il Post Office SA (SAPO), non saranno privatizzati, ma saranno riformati per renderli finanziariamente sostenibili. Il Governo non estenderà nessuna nuova garanzia sul debito della Eskom (la società elettrica sudafricana, ndr.), ma interverrà attraverso una serie di misure, per aiutare l’azienda a colmare i suoi debiti.

Un impulso per l’istruzione. Per i prossimi tre anni, la spesa per l’istruzione post-scolastica e la formazione crescerà più velocemente di rispetto a quanto fatto da qualsiasi altro programma di Governo. “Un fatto che sottolinea l’impegno dell’Esecutivo ad affrontare i vincoli di competenze, la spesa a medio termine per l’istruzione post-scolastica e la formazione, che cresce in forza di una maggiore spesa rispetto a qualsiasi altro programma, che sarà pari a circa 200 miliardi di rand”, secondo quanto dichiara Nene.

 Questioni Salute. Quasi mezzo trilione di rand sarà speso per l’assistenza sanitaria per i prossimi tre esercizi. Una grossa fetta andrà all’acquisto di farmaci salva-vita per i sieropositivi sudafricani. E’ prevista, inoltre, l’introduzione di un sistema di assicurazione sanitaria nazionale (NHI) che, secondo Nene, sarebbe realizzabile a patto di realizzare “significative ristrutturazioni delle relazioni fiscali intergovernative” nel settore della sanità. “Queste considerazioni saranno esaminate da un gruppo di lavoro di alto profilo, il quale presenterà una serie di raccomandazioni al Comitato interministeriale sul Bilancio”.

 Conservazione.L’area territoriale sottoposta a regime di conservazione naturale è aumentata notevolmente, a partire dal mese di settembre, nella misura del 10,7% dell’intera superficie del Paese, nonostante l’obiettivo previsto fosse del 8,5%.

 Città in espansione. Inoltre, tra i piani del Governo, c’è il lancio di massicci investimenti per le città del Sud Africa. Questi si concentreranno sullo sviluppo di diversi ambiti per incentivare lo sviluppo e la catalizzazione dell’attività economica. Uno degli obiettivi sarà quello di migliorare le condizioni degli insediamenti.

Nucleare no-go. Il Ministro Nene sostiene, inoltre, che la realizzazione di impianti che sfruttano energia nucleare non saranno riportati nelle previsioni di budget nel breve periodo. “Al momento, non siamo nelle condizioni per cui è possibile prevedere stanziamenti per il nucleare nella politica di bilancio di medio termine”.

Ciò che la gente dice. L’approccio di Nene è stato definito da alcuni cittadini come ‘senza senso’. Altri, più moderatamente, affermano che la politica del Ministro del Tesoro sudafricano è sul filo del rasoio. Altri, invece, sostengono che non ha ancora affrontato alcuni dei grandi temi. Dal canto suo, il tesoriere del partito ANC, Zweli Mkhize afferma che «i temi affrontati da Nene siano stati molto equilibrati. Dopo aver esaminato quello che il Ministro vorrebbe realizzare, credo che sia stato in grado di delineare un quadro attendibile e molto franco della difficile situazione economica in cui si trova al momento il Sud Africa». Secondo l’Economic Freedom Front (il cui acronimo è EFF, un partito politico sudafricano creato dall’ex membro della Lega Giovanile del Congresso Nazionale Africano, ANCYL Julius Malema nel 2013, ndr.) ha detto che «il governo deve fare i conti con l’evasione fiscale per aiutare a migliorare l’erogazione dei servizi e garantire un maggiore gettito fiscale per il Paese.»

 

«Come possiamo riavere indietro i soldi sprecati su Nkandla (municipalità locale appartenente alla municipalità distrettuale di uThungulu della provincia di KwaZulu-Natal in Sudafrica, ndr.)? Su molti interventi del Ministro Nene è bene semplicemente sorvolare, mentre il denaro dei contribuenti è andato sprecato senza che venissero realizzati gli obiettivi che si intendeva portare a termine»sostiene, dal canto suo, l’Alleanza democratica (DA) attraverso le dichiarazioni del suo leader parlamentare, Mmusi Maimane.

«Non abbiamo più soldi nel fisco e Nene sta raschiando il piatto ora», dice Cope capo Mosiuoa Lekota.

 McGregor sostiene che il rapporto “tra il Governo e le imprese del Sud Africa è diventato disfunzionale”, dove nessuna delle due parti si fida dell’altro. La storia economica ci insegna che una conseguenza inevitabile dell’ostilità di un Governo verso il mondo delle imprese è una delle motivazioni di una crescita economica più lenta. “Un settore privato rinvigorito, è la chiave per spezzare del nostro presente il malessere e raggiungere una crescita più rapida. Attualmente, il settore privato, deve affrontare pesanti sfide, non ultima la pletora di nuove normative governative e di programmi che aumentano complessivamente i costi del fare impresa, e rende molto difficile pianificare nuovi investimenti” aggiunge McGregor.

 

Sempre secondo l’analista “le aziende sudafricane stanno continuando a investire, ma il loro obiettivo sembra sempre più essere quello dell’espansione internazionale, in particolare in Africa a nord del fiume Limpopo (che segna per 640 km il confine tra il Sudafrica sulla riva destra e il Botswana e lo Zimbabwe, ndr.)”, e aggiunge che “gli investimenti del settore privato in Sudafrica sono attualmente focalizzati nell’aumentare il potenziale di produttività per compensare i salari più alti del tasso di inflazione. Uno dei costi di questo livello delle remunerazioni per i lavoratori, è la riduzione dell’occupazione. Il Sud Africa è intrappolato in un ciclo di crescita anemica, che non crea posti di lavoro. Per sfuggire a questa stagnazione, questo circolo vizioso deve essere spezzato”.

 

“Il modo più semplice per risolvere l’economia sudafricana sembra essere quello di imparare dalla propria storia per promuovere un ambiente economico nazionale che permette al settore privato di prosperare”, sostiene McGregor. Una situazione che porterebbe ad aumentare sia investimenti, sia nuovi di posti di lavoro e anche un aumento del gettito fiscale, un insieme complessivo che permetterà al Governo di realizzare le ambiziose riforme sociali che ha previsto per i prossimi anni. “L’introduzione della politica GEAR ha richiesto, come detto, un notevole ‘coraggio politico’. Ora lo stesso coraggio è necessario per creare un ambiente favorevole alle imprese”, conclude McGregor.

 

Traduzione di Fabio Castiglione

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