martedì, Agosto 3

Il successo senza fine del gioco in Italia nasconde due piaghe: come arginare gioco illegale e patologico? I dati sono sempre più preoccupanti e chiedono, con urgenza, una soluzione concreta e coerente

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Il GAP, in un Paese come l’Italia, la fa da padrona: i dati sono sempre più preoccupanti e chiedono, con urgenza, una soluzione concreta e coerente. Anzitutto da parte dello Stato. Questo perché il gioco è un business che, in Italia, si traduce in un continuo flusso di denaro e di affari, di grandi dimensioni, come confermano i dati degli ultimi anni.

Se si guarda al 2018, infatti, la cifra complessiva di gioco è stata pari a 106.8 miliardi di euro: significa, cioè, in aumento di cinque miliardi rispetto al 2017: questo introito ha da solo, praticamente, finanziato Reddito di Cittadinanza e Quota 100, il che la dice lunga sul volume d’affari. E nel 2016 gli introiti erano al ribasso, fermi a 96,1 miliardi, ma sempre in aumento rispetto agli 88,2 del 2015.

Insomma, nonostante il Decreto Dignità, nonostante il terzo aumento del PREU, con l’ultimo dello scorso 10 febbraio ex lege, il settore del gioco continua a crescere. E continua a crescere quello online, esploso definitivamente coi 31.4 miliardi del 2018, in aumento del 47% rispetto ai ‘soli’, si fa per dire, 10 miliardi del 2016. Un successo senza precedenti, come ha commentato recentemente Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e consulente nazionale del Coordinamento Comunità di Accoglienza.

Secondo Torrigiani, anche l’aumento del payout, cioè il ritorno economico in caso di vincita, che nelle slot machine online è superiore al 90%, ha contribuito al boom del settore dei casinò online con soldi veri. Non mancano, però, i contro. O meglio i lati oscuri, rappresentati dal gioco illegale, un affare da venti miliardi di euro, ed il gioco patologico. Due piaghe da debellare.

Il gioco illegale è terreno fertile anzitutto per le mafie, che sfruttano al massimo la possibilità di guadagnare raggirando le regole dello Stato. Truffando esercenti e giocatori, ma anche riciclando denaro ed evadendo il Fisco. Indagini recenti hanno difatti certificato il trend, diffuso, da Cosa Nostra alla Camorra alla ‘Ndrangheta, di sfruttare paradisi fiscali per riciclare anche denaro proveniente dal gioco. Dalle indagini, inoltre, è emerso che sul territorio sono presenti 5.000 esercizi irregolari, non autorizzati. Ed ancora fa rumore l’Operazione Cristallo, condotta dalla Guardia di Finanza di Torino, che ha portato a clamorosi risultati che un po’ hanno messo i bastoni tra le ruote a quanti sfruttano il circuito illegale.

L’altra piaga è quella del gioco patologico. L’introito generato dal gioco in Italia nel 2019 ha registrato 19,3 miliardi di euro, sempre in crescita rispetto al 2018 (del +2.1%). Anche le vincite sono state superiori: 89,3 miliardi, con un +1,7% rispetto all’anno prima. Il gioco online ha rappresentato l’8,5% del settore.

La crescita esponenziale delle giocate ha portato anche a misure drastiche del Governo, su tutte quelle contro il già citato Gap: va in questa direzione il divieto assoluto di pubblicità introdotto dal Decreto Dignità, che tuttavia finisce semplicemente per colpire i siti online del circuito AAMS, che non hanno altro modo per farsi vedere. Ma la pubblicità sul gioco d’azzardo, nel 2018, era notata dal solo 19,3% dei giocatori.

Secondo il nuovo CEO di sks365, Alexander Martin, per proteggere i giocatori occorre puntare sul circuito legale. In questo senso il divieto di pubblicità ha generato l’effetto contrario e opposto: “Vietare la pubblicità da parte di operatori legali e regolamentati non fa altro che aprire le porte a competitor illegali, i quali non tengono affatto in considerazione giocatori problematici” – ha detto.

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