venerdì, Giugno 18

Il sogno inglese del mattone

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david cameron


Londra
«Per chi non ha genitori ricchi, il sogno di possedere una casa prima era solamente un sogno. Per questo motivo abbiamo introdotto Help to Buy». Con queste parole David Cameron, Primo Ministro inglese, commenta in una nota i primi dati ufficiali del controverso schema di aiuto all’acquisto introdotto recentemente dal Governo.

Il piano è stato oggetto nelle ultime settimane di critiche e preoccupazioni da parte di esperti della finanza e del mercato immobiliare inglese che accusavano lo schema governativo di essere responsabile dell’incremento dei prezzi delle proprietà a scopo abitativo. I timori di una nuova ‘housing bubble’ che potrebbe far saltare l’economia inglese e avere conseguenze sul continente si sono fatte insistenti negli ultimi mesi. Sono state soprattutto le dichiarazioni di Mark Carney, Governatore della Banca d’Inghilterra, ad attirare l’attenzione su Help to Buy e sulle sue conseguenze. Carney ha definito lo schema una «minaccia al recupero dalla crisi» e ha sottolineato come il mercato immobiliare inglese abbia dei «profondi» problemi strutturali.

Il piano Help to Buy si sviluppa in due modalità: Equity Loan scheme, che prevede l’aiuto all’acquisto di nuove case con anche solo il 5% di deposito, e Mortgage Guarantee scheme, in cui fino al 15% del prestito è garantito all’istituto di credito dal Tesoro. Sul piano pratico, questi aiuti sono mirati ai compratori che hanno la possibilità di pagare la rata mensile del mutuo ma incontrano difficoltà nel mettere da parte il deposito. In entrambi i casi, i richiedenti possono accedere al mutuo con anche solo il 5% del valore dell’immobile, che non deve superare 600mila sterline. Nel caso di Equity Loan, il governo concede un prestito fino al 20% ad interesse zero per i primi 5 anni e il restante 75% è coperto dall’istituto di credito. Per Mortgage Guarantee il governo garantisce all’istituto creditore la parte restante del mutuo che supera l’80%.

Il piano è stato presentato da George Osborne, Cancelliere inglese, all’inizio del 2013 e secondo molti commentatori i prezzi delle case sono schizzati da quel momento, pur essendo il piano entrato in vigore in diverse fasi nei mesi successivi. Undici tra le più importanti banche e istituti di credito del paese, comprese Barclays, LIoyds NatWest e Santander hanno aderito allo schema. I dati diffusi il 20 maggio dall’Office for National Statistics, sottolineano come i prezzi delle case nel Regno Unito siano aumentati dell’8% nell’anno fino a Marzo 2014 ma che questi dati variano a seconda della zona, con Londra che si distingue raggiungendo il 17% di incremento. La tendenza è confermata dai dati recentemente diffusi da Nationwide su aprile, che evidenziano un aumento ‘double digits’ dei prezzi medi delle case, il più alto dal 2007, con un incremento dell’1,2% nell’ultimo mese e del 10.9% rispetto l’anno precedente.

Il Governo spera di mettere a tacere le critiche diffondendo i primi dati ufficiali sull’effettivo uso dello schema Help to Buy. Delle 27,861 case acquistate con questo aiuto, il 74% sono nuove proprietà e il numero dei compratori che investono sulla loro prima casa corrisponde all’85% del totale. I dati relativi a Mortgage Guarantee, per i primi sei mesi dello schema, evidenziano come lo schema abbia supportato l’acquisto di immobili per un totale di un bilione di sterline e che il prezzo medio delle proprietà fosse intorno alle150 mila sterline. Non sorprende quindi, che il 94% degli immobili acquistati attraverso Help to Buy – Mortgage Guarantee siano al di fuori di Londra, città in cui i prezzi degli immobili stanno crescendo a ritmi elevati. 

 Tabella Pollio uno

Source: HM Treasury 1. Valore delle proprietà. Ottobre 2013- Marzo 2014

 

Il valore medio delle 20548 case acquistate attraverso l’altra modalità del sistema, Equity Loan, raggiunge invece le 200 mila sterline. I dati si riferiscono ai primi 13 mesi del programma, fino ad Aprile 2014. Equity Loan – solo per case di nuova costruzione – è stato esteso fino a marzo 2020, con un ulteriore investimento di 6 bilioni di sterline e la possibilità di supportare la costruzione di circa 200 mila nuove case. «E’ una parte importante del nostro piano a lungo termine di aiutare coloro che vogliono farcela e assicurare un futuro migliore per il Regno Unito» ha detto Cameron ai microfoni di ‘SkyNews’.

I dati commentati entusiasticamente dal Premier britannico dimostrano come lo schema abbia – in realtà – coperto solo una piccola percentuale del mercato immobiliare. Nel periodo Ottobre 2013 e Marzo 2013 sono state vendute circa 500 mila case nel Regno Unito. Di queste solo una piccola percentuale, precisamente 27861 case sono state vendute all’interno del piano Help to Buy, e di queste, solamente 7313 grazie al Mortgage Guarantee Scheme. Anche per questo motivo, questi dati sono una chiara smentita alle critiche che volevano lo schema causa della bolla immobiliare inglese che, come i prezzi di mercato evidenziano, si riferisce soprattutto al territorio londinese.

Cameron si è detto nei giorni scorsi pronto a modificare i dettagli dello schema se è la Banca d’Inghilterra a chiederlo. Già mercoledì, Graham Beale, l’Amministratore Delegato di Nationwide, terzo istituto di credito del paese, aveva dichiarato all’agenzia di stampa ‘Reuters’ che sono presenti segnali positivi e si aspetta una «naturale correzione» dei prezzi del mercato immobiliare londinese. Un possibile futuro scenario prevede che la Banca d’Inghilterra indirizzi su altre misure per limitare i rischi di una nuova bolla immobiliare, come ad esempio suggerire l’aumento di capitale delle banche o mettere un tetto alla cifra totale del mutuo in base allo stipendio del compratore. Fino ad oggi, l’unica a mettere dei ‘paletti’ è stata la banca Lloyds, che ha annunciato che i mutui superiori alle 500 mila sterline verranno concessi soltanto se il richiedente guadagna annualmente almeno un quarto della cifra richiesta.

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