lunedì, Agosto 2

Il significato della Street Art

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E’ difficile poter dare un fondamento teorico a questa forma d’arte contemporanea. E’ pressoché inappropriato. E questo perché la Street Art predilige il contesto pubblico ed urbano e lo eleva ad ambito esclusivo d’intervento“. Chi parla è un anonimo artista del Pao Pao Studio di Milano. Anonimo perchè, è facile intuire il motivo del vincolo al quale siamo costretti, l’espressione creativa della Street Art nasce ‘in strada’, si manifesta nei luoghi pubblici spesso illegalmente, e per questo, dunque, l’anonimato del nostro intervistato (per quanto possa sembrare eccesso e persino vezzo) e “una sua trasposizione su tela o supporto non convince, ed anzi pare forzare il suo principio originario ed essenziale“. 

 

Parliamo delle motivazioni e delle ragioni alla base dell’Arte di Strada.
La creazione artistica prende probabilmente le mosse da un forte desiderio di riappropriarsi del proprio ambito territoriale. Consideriamo come dato ineludibile ed iniziale la realtà urbana. Concentriamoci così su di un ambiente in cui prevale la tonalità cromatica del grigio, in un’atmosfera come soffocata dallo smog. Qui un procedimento evidente e quasi ineluttabile volge a privatizzare lo spazio pubblico. Lo fa nella cessione dello stesso alla Pubblicità – ad esempio.  Ebbene l’arte sorge in tal senso – senza mai prescindere dal contesto di riferimento –  e nasce in virtù di una risposta ad una serie di stimoli che sono negativi. Proviamo a tornare con parole semplici alla nostra complicata definizione. Qualsiasi forma artistica che si inserisca in uno spazio pubblico urbano è detta arte di strada. Questa creazione in genere non autorizzata è posta in essere da un principio che contesta in modo più o meno evidente le logiche capitalistiche contemporanee. Lo spazio pubblico dovrebbe poter essere infatti giudicato sacro, prezioso per la collettività. Eppure  certamente esso muta in relazione a logiche economiche e consumistiche. L’invasione pubblica muraria pubblicitaria – spesso indiscriminata –  lascia l’osservatore ed il cittadino come impassibile e impotente, in balia di stimoli visivi cui non  può rinunciare se non a occhi chiusi …

 Street Art,  Tag, Graffito ….
Nascono probabilmente per effetto di un’ espressione fuori dall’obbligo, al di là dell’imperativo categorico che professa senza requie il commercio e la vendita, ed in reazione a questa minacciosa e reale forma di invasione. Il segno grafico e artistico somiglia a quel gesto autoriale – spesso ribelle – con cui ci si pronuncia personalmente, liberamente. Il gesto suddetto si fa però contraddittorio, soggettivo e non del tutto libero. Chi lo esegue sa in effetti di agire nella piena consapevolezza della propria responsabilità…

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Contenuti del simbolo
: quali sono, quali di essi privilegiare ?
A mio avviso la carica eversiva che sottintende un intervento urbano non è una componente fondamentale.  Non in senso assoluto. La volontà di apporre un marchio è forse dettata dal desiderio di ribellarsi, di infrangere una legge precostituita e una determinata regola.  Certamente l’intervento è volto a lasciare un messaggio e  la componente essenziale di tale atto performativo è  la comunicazione. Per quanto concerne la mia esperienza posso dire che il colore e l’azione sono componenti essenziali nel mio modo di intendere l’arte di strada. Il lavoro viene eseguito a contatto con la gente così da essere dedicato alla collettività. In questa ottica il prodotto creativo è per tutti e di tutti. Il messaggio che scaturisce da questo punto di vista è volto a profondere nell’urbano messaggi positivi, segnali d’allegria, colore e anziché critica.

Arte e rivendicazione
Il filone della contestazione sottolinea le criticità della società contemporanea. La creazione accusa esplicitamente o implicitamente e mostra quanto è nascosto. Essa svela dunque un elemento negativo spesso celato. L’Arte contiene un pensiero critico cui corrisponde  un’emozione diffusa, latente. Valga a tal proposito l’esempio artistico di Blu  –predisposto ad un’impietosa e feroce contestazione diretta al sistema ed alle sue storture. Nei suoi Murales, che sono spesso di grandi dimensioni, l’uomo è rappresentato nella condizione servile e soggetta ad un potere dominante. In un’immagine significativa l’individuo contemporaneo -intrinsecamente avido-  è ammanettato ai polsi da due grandi Rolex d’oro…

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Positività, negatività …
Sottolineare quello che c’è di brutto attorno assume una forma riconosciuta e riconoscibile nella Tag, nel Murales, nel Graffito. Potremmo cercare risposte sociologiche – anche banali – per spiegare correttamente il fenomeno. L’atteggiamento ribelle è destato nel giovane d’oggi da uno sfrenato invito al consumismo. Ma il giovane che prova a dare un senso al proprio esistere non può di certo impegnare il suo tempo ad assorbire e seguire in toto la logica dominante. In lui vi è un individualismo che, esasperato, cerca l’affermazione di sé e professa senza posa l’Io, ripete io, ancora io. Come se la prova imprescindibile del vivere d’un giovane – oggi – fosse legata ad un segno, riduttivo e spesso banale …

La Missione dell’artista
La mia primaria  esigenza creativa è lontana dal senso della ribellione. Nel mio intendimento l’arte apporta una miglioria, abbellisce le cose, i dintorni, lo spazio. Elementi centrali di questa mia concezione sono la fantasia, il colore, l’intuizione.  Dal canto mio posso dire di essere stato un autodidatta,  di avere sviluppato la mia tecnica sul campo, di averla cercata così. Non ho mai costituito un sapere precedente che potesse essere  poi riversato nell’opera. La tecnica maggiormente opportuna viene individuata  in relazione all’idea che intendo realizzare.

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Praticità d’esecuzione
L’attività pratica mi vede così impegnato durante il giorno, alla luce del sole e nel confronto diretto con le persone. Mi piace pensare che il mio intervento possa suscitare – come spesso accade – un dibattito. La reazione di coloro che mi osservano a l’opera esprime in linea di massima disaccordo solo nel considerare l’elemento della legalità del mio operato. Generalmente si discute sul fatto se sia effettivamente possibile farlo oppure no, se siano rispettati i permessi accordati … Solo raramente accade che vi sia una valutazione contenutistica  effettiva ed estetica  del mio operato …

La città metropolitana
La Street Art si sviluppa e cresce nel contesto cittadino. Essa  ha senso in questo ambito preciso. Non in luoghi bucolici, naturalmente belli e ricchi d’attrattiva, bensì in luoghi degradati, in quartieri non qualificati.  La Street Art a Milano si esprime oggi nei luoghi di ritrovo giovanile, in zone come Corso di Porta Ticinese, Zona Isola, Lambrate e in molte aree non definibili, in quanto  le opere non sono in linea generale  coerentemente distribuite.

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Istituzioni e Arte di strada: legalità ed illegalità  dell’espressione  artistica. E’ corretto auspicare ad una reale promozione istituzionale ed amministrativa di questa forma d’arte ? 
A mio avviso è necessario intendere l’Arte di strada come una risorsa, non tanto per l’amministrazione comunale quanto per la città intera. L’arricchimento artistico, se incoraggiato, potrebbe in tal senso sostituirsi o disciplinare il mero graffitismo vandalico. D’altronde a Milano  quindici anni  di politica repressiva volta a condannare in toto ciascuna espressione artistica di strada, non sono valsi a ridurre o eliminare il problema delle Tag. L’atteggiamento di  tolleranza zero non ha effettivamente prodotto i risultati sperati …  Forse essa ha ridotto solo l’esecuzione di pezzi di valore, incrementando persino la realizzazione di Tag.  A ben pensare questo segno fugace e rapido non ha un costo elevato ed è per questo particolarmente diffuso. E così in modo quasi incontrollato esso si impone nel suo carattere estemporaneo, effimero e permanente al tempo stesso.   La Tag  – così come le espressioni di Writing e di Graffiti –  hanno  dignità storica, ed un valore espressivo  e soggettivo. Non è opportuno generalizzare e condannare l’intera gamma linguistica come atto vandalico. Il senso che sta dietro al marcare il territorio non è invero trascurabile. Di certo esso è immediatamente riconoscibile per un gruppo di artisti di riferimento, mentre per il resto della popolazione esso è rumore visivo.  A mio avviso è necessario privilegiare forme di Street Art maggiormente compiute ed eloquenti. Che possano narrare e contenere  idee nuove, belle, positive, complesse.

 

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Buona condotta d’artista
La buona condotta -se ve n’è una-  è senz’altro quella di creare e così andare al di là del negativo. Dare voce alle idee e le pulsioni dell’animo, immaginare ed intervenire. In pittura, in un lavoro ‘ indoor’, in scultura tenendo bene conto delle tre dimensioni dell’elemento artistico, in strada, così come si conviene.

Tecnica ed ispirazione
Le forme di ispirazione sono infinite. Devo dire di essere molto vicino al pensiero del designer milanese Bruno Munari. Egli sostiene che l’arte deve in qualche modo rientrare nella vita quotidiana. Parafrasando il suo pensiero possiamo asserire che l’artista deve sporcarsi le mani e se ne è capace costituire – se ne è capace –  l’insegna di bottega del macellaio. Lungi dall’essere elitaria, l’arte deve essere fruita da tutti incondizionatamente. Riguardo all’espressione soggettiva possiamo specificare che ogni artista segue percorsi molto personali, ed intraprende una sua via di ricerca ed espressione. Ciascuno cerca proprie soluzioni. E se gli orientamenti appaiono essere diversi, è necessario – da artista – porsi in dialogo con le istanze e le tendenze altrui, così da realizzare uno scambio necessario, imprescindibile.

 

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Cosa augurarsi?
Oggi il fenomeno della Street Art è riconoscibile e largamente riconosciuto. L’atto creativo non prescinde in alcuni casi dalla partecipazione e dal placet della collettività. L’attività creativa nell’immaginare un’idea fondante, cambia nel significato e nella forma oggetti urbani inerti, insignificanti, poco appariscenti. Laddove l’idea richiama l’attenzione e l’intervento dell’artista ecco operare la novità della creazione. Ecco che ha inizio la messa in opera. Il  vero destinatario della Street Art è il cittadino. Lo stesso che  può ancora pensare proprio ed accogliente lo spazio pubblico. Egli può  soffermarsi con piacere in un luogo che altrimenti rischia di essere  intermedio tra un spazio  privato ed un successivo.  Lo spazio urbano – fatto nuovo dal colore e dall’arte –  l’agorà cittadina, può ancora essere quel luogo privilegiato  dove in definitiva è ancora possibile liberamente  esprimersi ed esprimere … 

 

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