martedì, Agosto 3

Il sì dell’Europa all’Unione Europea della Salute Una vera rivoluzione se si pensa che mai fino ad ora la salute era stata considerata parte delle competenze europee

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Alla fine l’accordo per un programma europeo per la salute è arrivato! A ridosso del dibattito ieri nella commissione Bilancio del Parlamento Europeo che ha dato il via libera al progetto di bilancio europeo pluriennale (dovrà ora essere approvato dal Consiglio dei ministri europei all’unanimità prima di essere inviato all’esame dei parlamenti nazionali dei 27 e da essi ratificato) diventa concreto il progetto preso a cuore da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea e medico di formazione, di creare un fondo europeo per la salute.

Una vera rivoluzione se si pensa che mai fino ad ora la salute era stata considerata parte delle competenze europee.

Ci sono ancora numerosi ostacoli da superare, certo, ma l’intensità del dibattito sull’argomento è stata tale da far approvare un bilancio aggiuntivo di 15 miliardi di euro da destinare specificamente a progetti europei per la salute, la ricerca e la formazione, oltre ai fondi già concordati dai capi di stato e di governo dell’Ue a luglio. Quell’accordo è ora considerato acquisito e la presidenza tedesca vuole evitare ogni possibilità di ridiscuterlo. Cosa fatta capo ha insomma.

Certo ci sono ancora ostacoli prima che si possa dare la stura ai finanziamenti concreti, ma siamo sulla buona strada. E c’è ancora da ‘mettere i puntini sulle I’ su una parte (consistente pari a 672,5 miliardi) del cosiddetto Recovery and Resilience Fund, il fondo per la ripresa e la sostenibilità, di 750 miliardi di euro. Uno dei puntini è rappresentato dal leader ungherese Viktor Orban che ha minacciato il suo veto. In questo caso scatterebbero i veti anche di altri Paesi se non si deciderà di legare l’approvazione del bilancio UE al rispetto dello stato di diritto. Il Parlamento su questo punto è inamovibile.

Tra le pieghe del bilancio settennale europeo di previsione (€1,8 trilioni), quindi, sono emerse alcune ‘aperture’ da cui ricavare ulteriori fondi (per esempio ricavati dalle multe comminate e pagate da chi non ha rispettato le norme europee sulla concorrenza) che messi insieme hanno portato alla cifra indicata da Ursula Von der Leyen di circa 15 miliardi di euro più un altro miliardo da allocare a seconda dei bisogni futuri per un totale di 16 miliardi.

Questo ha permesso di poter destinare ulteriori fondi alla ricerca (da aggiungere a quelli del progetto Horizon per la ricerca di 84,9 miliardi su sette anni) e soprattutto dare la stura a un finanziamento extra di di 5,1 miliardi di euro destinato esclusivamente alla sanità quasi la metà di quello che era stato indicato inizialmente ma sempre meglio che niente! E poi ci sono i fondi della ricerca che possono anche essi essere destinati a sanare la situazione emersa dalla pandemia di Covid-19.

L’importante, fanno notare parecchie fonti europee a questo proposito, è che con l’accordo raggiunto si può veramente cominciare a parlare di costruire in Europa una vera e propria Unione europea per la Salute, mai esistita prima di ora.

«La nostra ambizione» – aveva detto in un suo discorso a questo proposito la presidente della Commissione europea – «è di proteggere la salute di tutti i cittadini europei. La pandemia del Covid-19 ha messo in evidenza la necessità di coordinare i nostri sforzi in ambito Ue, di dotarci di sistemi sanitari più performanti ed essere così pronti ad affrontare le sfide del futuro». «Oggi» ha detto la Presidente della Commissione «iniziamo a costruire una Unione Europea per la salute per proteggere i cittadini con un sistema sanitario in grado di intervenire prontamente in situazioni di crisi e fornire all’Unione europea e agli Stati Membri la capacità di prevenire e far fronte alle emergenze che colpiscono tutto il territorio europeo».

Si tratterà ora, spiegano fonti della Commissione europea, di rafforzare le strutture già esistenti come il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Agenzia Europea del Farmaco.

Inoltre la decisione odierna permetterà anche di gettare le fondamenta di una futura Autorità per Reagire alle Emergenze sanitarie che potrebbe diventare un “importante nuovo elemento di appoggio alla capacità dell’Ue di reagire alle malattie che fuoriescono dalle frontiere nazionali”.

Roger Casale, Segretario generale dell’associazione europea ‘New Europeans, che difende i diritti dei cittadini europei in tutto il territorio dell’Ue, ha dichiarato a questo proposito:  Siamo molto felici e incoraggiati dall’annuncio odierno (che è stato dato dalla Commissaria Stella Kyriakides, responsabile per le questioni sanitarie) relativo alla creazione di una Unione Europea della Salute dato che noi stessi avevamo sollecitato  il 9 maggio 2020, in occasione della giornata dell’Europa, una efficace risposta al Covid-19 basata sulla solidarietà umana e su un interesse europeo illuminato”

“La Commissione” – ha proseguito Casale – “ha veramente dato ascolto alla voce dei cittadini e degli esperti e ha accettato parecchie delle nostre raccomandazioni dettagliate tra cui in particolare il suggerimento di creare una Unione Europea della Salute”. “Ora – ha concluso – bisognerà lavorare per ristrutturare il sistema sanitario in Europa.

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