mercoledì, Ottobre 20

Il sesso degli angeli e la pedofilia in Terra. E la Chiesa italiana? Con lo scoperchiamento della rete pedofila globale è urgente ridiscutere in modo serio sulla rivendicazione di una superiorità morale sui temi etici, sessuali, del fine vita, come pretende la Chiesa declinata nelle sue diverse confessioni

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Non crediamo mai abbastanza

a ciò in cui non crediamo

(M. Conte S. 2004)

In un mio articolo del luglio scorso descrivevo l’attacco al presidente Macron a Lourdes da un fedele scalmanato che aveva inveito per il fatto che “voi siete un ateo, un ateo di prim’ordine!”. In quella riflessione riportavo lo stato dell’arte nei rapporti contrastivi tra una nazione laica uscita dalla Rivoluzione francese ed una Chiesa in sofferenza interna organizzativa, amministrativa, nel crollo delle vocazioni, nei rapporti con altre fedi presenti sui territori di Francia, fino ai drammi dei torbidi scandali im-morali sessuali di cui si è resa responsabile la Chiesa di Francia, dalle sue alte gerarchie. Tra ostie e violenze, stupri di bambini/e e confessioni, questa Chiesa si è prodotta in ‘performances’ inaudite. Quello che veniva rubricato a delirio di ‘anti-clericali’ portava gli iniziali difensori dell’indifendibile, non per amore di verità quanto per assonanza con l’omertà, a strillare al solito ‘furore mediatico’ molto di moda anche come ‘gogna mediatica’. 

Dunque la Chiesa, quella da non cambiare, difesa da organizzazioni oscurantiste pre conciliari che vogliono il ritorno alla messa in latino, il ripristino dei dogmi e soprattutto l’obbedienza assoluta, magari anche in materia di sesso pedofilo. Ricordavo inoltre nell’articolo «la prossima pubblicazione in ottobre del rapporto conclusivo della Commissione indipendente sugli abusi dovrà dire parole chiare e nette». Quella pubblicazione è arrivata e ne sono state rese pubbliche, confermandole, le atroci vessazioni stupri e violenze sessuali cui sono stati sottoposti migliaia di giovani francesi. Alcune avvertenze prima di proseguire sono necessarie. Il movimento radicale del “#Me Too” dall’America ha scoperchiato migliaia di atroci pratiche di violenze e molestie sessuali nei confronti delle ragazze e delle donne, nel settore dello spettacolo del cinema ed in altre professioni, poiché le donne sono state insidiate sempre, ovunque, se vogliose di sana carriera, ed i maschi usano l’arma del ricatto per ottenerne favori. Questa radicalità in salsa di etica protestante ha però avuto come correlato un malefico andazzo politically correct le cui estremizzazioni allucinate hanno prodotto danni collaterali come la revoca nei fumetti e nei films di un approccio denominato Cancelculture utilizzato per far piazza pulita di tutto ciò che potrebbe anche alla lontana paventare forme di dominio e di sottomissione. Ovvero la storia del mondo dall’antichità ad oggi, a partire dall’accusa neanche priva di qualche ragione ad Aristotele e Platone di essere maschilisti e schiavisti. Vero, ma non scherziamo, se de-contestualizziamo e priviamo del senso storico ogni avvenimento, dobbiamo bruciare quasi tutta la storia umana, e privandoci di radici tra le più importanti della Storia ci priveremmo del mondo. Poi c’è un aspetto chiave come la ‘ricerca della purezza perduta’ prendendo sul serio ‘solo’ quelli privi di difetti, vizi, errori. E dove sono? E chi certifica della ‘santità’, in questa terra poi, di qualcuno, privo di fallacie? Con il che il Principe azzurro che bacia Biancaneve che dorme viene in modo infantile interpretato come un atto di molestia di lui su di lei poiché ella è dormiente e dunque non ha dato alcun consenso all’unione di due labbra!! Aspetto che tra i prodotti underground più deliziosi sarà cancellato pure Fritz il gatto, che si comporta fuori le righe, volgare, lascivo, provocatore, a caccia continua di gattine da insidiare! Così si comincia bruciando poi libri films fumetti letteratura soprattutto. Pensate solo a Lolita di Nabokov e tanti altri incendi ed arriviamo in un attimo a Farhenheit 451 di Ray Bradbury grande romanzo distopico dove la lettura viene proibita.

Chiudendo il cerchio, è proprio ciò su cui si infilano e premono oscurantisti politici masse alla ricerca del miglior sistema di proibizioni. Parentesi: eccetto che per la propria comoda libertà di non vaccinarsi e di esser fuori da una comunità sociale. Ora capisco che l‘etica protestante ha canoni su cui qui sorvolo, di cui lambito dei corpi e sesso è un tabù consolidato di approcci che noi diremmo ‘imbranati’, quasi scusandosi per le pulsioni ed attrazioni verso chiunque, stessi o diversi sessi. Come i talebani, i fanatici islamici. Tutto converge, alla fine. Guardatevi le produzioni americane con cui quelli di etica cattolica vengono ‘educati’ a stili e comportamenti di vita estranei, e capirete. Lì il sesso è sempre un inciampo, la si butta sul ridere, imbarazzati, scusandosi se si occhieggiano parti femminili e meno, altro tabù, quelle maschili, che si riducono a ben poco rispetto ad un più bel vedere delle donne. E qui qualcuno mi darà del molestatore…! A ciascuno secondo il proprio piacere, etero, omo, lesbico, fluido, binario, ecc. dopo di che l’unico elemento cardine che non deve, mai, essere violato è la consensualità tra due o più individui. Tutto ciò che lo nega, come fanno i gaudenti pedofili di cui esiste una potente rete elettronica mondiale quando dicono che l’amore è bello, certo,peccato che a 7-9-10 anni o giù di lì è circonvenzione di minori ancora non pienamente coscienti. Per cui ognuno fa in camera da letto, a terra, sulla mitica lavatrice (soprattutto la fase di centrifuga!), in spiaggia, ovunque gli pare, magari pure in un bel parco come quello di Londra nascosto agli occhi intrusivi, ciò che gli/le pare. Il resto è moralismo ideologico, religioso, politico agitato da quegli stessi che poi ritrovi nelle cronache tra rosa e rosso, piccante, di storie torbide, in genere omo. Sovente difensori di Dio, patria, famiglia, triade pericolosa oggi nuovamente in auge.

Seconda avvertenza. Con lo scoperchiamento della rete pedofila globale è urgente ridiscutere in modo serio sulla rivendicazione di una superiorità morale sui temi etici, sessuali, del fine vita, come pretende la Chiesa declinata nelle sue diverse confessioni. Nello specifico, la Chiesa ha riprodotto per decenni, se non di più, pratiche abominevoli nelle sacrestie, nelle comode lussuose dimore di tanti vescovi, nelle camerette dei seminari, nei confronti di bambini e bambine, adolescenti. In genere maschi, ma pure le femminucce non sono state risparmiate. Ciò che emerge dalla pubblicazione della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica (Clase) di Francia tra il 1950 ed il 2020 ha numeri da bilancio di guerra. In quell’arco temporale sono state certificate, tenetevi forte, 330 mila vittime di oltre 3 mila preti e religiosi pedofili. Lascia senza fiato, e non so dire come possano sentirsi tanti fedeli cristiani dinanzi a dei dati così aberranti, soprattutto a quella Giorgia che si dice cristiana o al suo sodale fascio leghista che smadonna baciando santini croci rosari. Miserabili speculatori. I dati di cui parlo sono circoscritti solo alla Francia. In un brutale frazionamento statistico significa 4714 abusi l’anno, 129 al giorno, addirittura 110 abusi per ogni prete. Nel brutale dettaglio, in un terzo, 32%, dei casi è stato uno stupro, mentre, altro abominio, l’80% di violenze ed abusi hanno riguardato bambini tra i 10 ed i 13 anni. Appare oltre modo necessario sottolineare che dopo la non tanto ‘sagra(da) familia’, primo luogo in assoluto di violenze stupri, abusi e molestie sessuali, come certificano da anni tutte le ricerche contro le violenze sulle donne, comprese quelle condotte dal sottoscritto, la Chiesa è il secondo territorio di abusi e violenze. Interessante, della triade Dio, patria, famiglia, giusto la seconda potrebbe contar ancora qualcosa, seppur con diverse limitazioni.

Non ci sarebbero parole. Fa il paio con il “#Me Too”. Ed anche se qualche caso fosse poco chiaro o di difficile attribuzione, ciò in alcun modo inficia un fenomeno globale plurisecolare. Il rapporto francese ha già avuto in altri Paesi indagini simili, in Germania, nella cattolicissima Irlanda, l’Australia. Le differenti Conferenze episcopali, sollecitate molto dall’attuale Papa, meno dal teologo alemanno oggi emerito, contribuiscano ad un’operazione di trasparenza che auspichiamo non salvi e protegga più nessuno come in passato, con commissioni totalmente indipendenti, ché se no non servirebbero a nulla. E poi ci sono anche gli Usa, dove voglio ricordare agiscono diversi vescovi se non larga parte della Conferenza episcopale in guerra contro Papa Francesco I, dove anni fa nella sola Diocesi di Chicago, seppur grande, la Chiesa sborsò qualcosa come 310 milioni di dollari!! A che titolo? Risarcimento alle vittime. Come se questioni del genere, come guerre, bombe, morti, disastri potessero esser quantificati in denaro.

Queste sono ferite che distruggono le persone negli anni, schiacciate e soffocate tra sensi di colpa e colpevolizzazioni varie. E qui apro parentesi, per dire del netto rifiuto di volgarità e violenze di quanti, solo uomini, accusano donne violentate di non aver parlato per anni, adducendo fini pubblicitari. Intanto un maschio che parla sul corpo delle donne dovrebbe stare attento a ciò di cui parla. Donne stuprate vengono per una seconda volta offese e vilipese perché dopo anni parlano, dando corpo ai propri fantasmi e trovando, oggi, molta più solidarietà che nel passato. I racconti che mi hanno fatto donne umiliate ed abusate tenute per anni coperte da un inconscio bloccato, dicono proprio questo. E molti di quelli che ne parlano per sminuirne il senso guarda non tanto il caso sono in genere culturalmente di destra, fatevene una ragione, bigotti e pure moralisti. I commenti francesi vanno da «numeri che ci travolgono» per il presidente della Conferenza episcopale transalpina de Moulins-Beaufort, fino a dichiararli «crimini contro l’umanità», ché tali sono in questo caso per suor Véronique Margron presidente della Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia, e poi di un «problema pedofilia nella Chiesa tutt’altro che sradicato» nelle parole del presidente del Ciase.

Cambiamenti? Il rapporto enuncia 45 ‘raccomandazioni’ su cui dovrebbe agire la Chiesa stessa ma per François Devaux fondatore dell’associazione delle vittime Le parole libérée, «possiamo ragionevolmente pensare che la Chiesa sia in grado di portare avanti questo programma di riforme?», e qui più di un dubbio si fa strada. Insomma qualche cosa si muove. Restano due questioni. La prima è un problema serio e grave, la seconda una questione personale nel nucleo del problema. La prima. Qualcuno si sarà chiesto: e la Chiesa italiana? Non pervenuta, non vi è alle porte l’intenzione di commissioni indipendenti con cui far luce su un sistema di omertà e copertura di casi venuti già alla cronaca, forse per sostenere l’assurdo che qui da noi il problema non c’è, non esiste. Per dire come anche per la Chiesa si conferma l’arretratezza del Paese, confermata da figure apicali con attici lussuosi e cardinali di Conferenza episcopale molto vicini a certe tesi oscurantiste delle destre nostrane. Le collusioni sono molte. In ultimo ma non meno importante, intorno ai 15 anni d’età sono stato bocciato in una scuola cattolica di padri Barnabiti su una collina di Posillipo per esser riuscito a sfuggire alle grinfie di quello che poi avrei denominato pedofilo. Persi un anno di scuola, purtroppo gravido anche per il mio prosieguo di carriera, perché con un grido liberatorio chiamai quel prete pedofilo, il cui cognome non dirò, ricchione dinanzi a tutta la classe. Insegnava greco, latino, italiano, storia, geografia, il bastardo mi mise insufficiente nelle prime tre con l’aggravante della mia condotta. E vorrei vedere… Non dissi nulla a mio fratello con il quale pure condividevo molto, ai miei genitori, mia madre affranta, mio padre, come purtroppo anche altre volte, mi picchiò di brutto, persi un anno della mia vita ma potrei dire che almeno salvai il c…lo! Più tragicamente, chi oggi sento farmi lezioni su come e quando ‘liberarsi’ da un peso oltremodo terribile confesso, laicamente, che mi verrebbe voglia di suonargliele come merita. Tutto ciò che ho scritto non ha alcun addentellato con segmenti della Chiesa sociale come Caritas ed altre benefiche organizzazioni in cui religiosi/e rischiano le loro vite per salvare poveri, disperati, migranti o stare nei teatri di guerra, su cui dovrebbe agire lo Stato laico che poiché incapace delega funzioni ed azioni alla Chiesa. Forse rivedere il Concordato….

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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