mercoledì, Maggio 12

Il San Silvestro dei disastri field_506ffbaa4a8d4

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Fine 2014 segnato da disastri a catena sui mezzi di trasporto carichi di passeggeri nelle festività natalizie. Decine di dispersi, greci e di altre nazionalità, e almeno 11 vittime accertate -tre delle quali italiane confermate la Guardia costiera- è il tragico bilancio del rogo della Norman Atlantic, il traghetto italiano andato a fuoco nel week-end nel Mar Adriatico, al largo dell’Albania, nel il suo viaggio dal porto ellenico di Igoumenitsa ad Ancona.
I nomi dei morti sono ancora incerti, ma si tratterebbe dei camionisti napoletani mancanti all’appello Giovanni Rinaldi, Michele Liccardo e Carmine Balzano. C’è molta angoscia anche per la sorte di un quarto autotrasportatore, il messinese Giuseppe Mancuso: di sicuro a bordo della Norman Atlantic, ma non negli elenchi dei salvati, per quanto il Ministero degli Interni italiani e la Farnesina ribadiscano che le liste siano ancora incomplete.
Dopo 34 ore di terrore, l’incendio a bordo del traghetto è stato spento e il mezzo, sotto sequestro, rimorchiato verso a Valona, in Albania, dove il Premier Matteo Renzi è in visita istituzionale per la fine del semestre italiano di Presidenza europeo.
«Siamo molto vicini con le preghiere, l’affetto, la solidarietà, alle famiglie delle vittime. Sarà la magistratura a fare chiarezza sulle cause dell’incidente. Intanto c’è l’orgoglio per il lavoro eroico dei soccorsi. Si è impedita un’ecatombe», ha dichiarato Renzi da Tirana.

Sulla Norman Atlantic, oltre alle tre Procure italiane (Brindisi, Lecce e la capofila Bari) che indagano per i reati di naufragio, omicidio colposo e lesioni -sotto inchiesta, come atto dovuto, sono finiti l’armatore Carlo Visentini e il Comandante del traghetto Argilio Giacomazzi si sono mobilitate le autorità greche e albanesi.
Ma
la nave batte bandiera italiana e la titolarità dell’inchiesta è italiana. Inizialmente il traghetto sotto sequestro è trasportato verso il porto di Valona, dove due marinai albanesi del rimorchiatore sono morti durante le manovre d’aggancio una tragedia nella tragedia.
Ma l’autorità giudiziaria albanese ha poi dato l’ok per trasferire il relitto a Brindisi. A bordo potrebbero trovarsi altri morti e c’è grande incertezza anche sul numero dei dispersi perché, tra i 427 salvati, sono spuntati passeggeri non figuranti nei registri dei 478 imbarcati: secondo le informazioni del giornale greco ‘To Vilma‘, sarebbero 38 i mancanti all’appello.
Tra i viaggiatori regolari della Norman Atlantic, la maggioranza era di nazionalità greca (234), 54 turchi, 22 italiani, 22 albanesi, 18 tedeschi, 10 svizzeri e poi altri Paesi.
Per la Grecia -e per l’Adriatico- è stata una giornata campale anche per la nave con circa 700 migranti siriani, al largo dell’isola di Corfù. Si è diffusa la notizia dell’sos per una sparatoria a bordo, ma poi altri media hanno riportato dell’allarme «per un’avaria». Battente bandiera moldava, l’imbarcazione Blue Sky M diretta verso la Croazia ha cambiato rotta, puntando verso le coste pugliesi: un’altra emergenza da affrontare per la Marina italiana.

Nelle acque fuori dal porto di Ravenna, proseguono infine i pattugliamenti per ripescare i quattro marittimi turchi dispersi, in seguito alla collisione, nel week-end, tra la nave turca e un secondo mercantile battente bandiera del Belize.
Si è invece risolto il giallo della scomparsa dell’aereo malese AirAsia e dei suoi 162 imbarcati. Prima i resti dell’abitacolo, poi decine di corpi sono stati ritrovati nel Mar di Giava dalla Marina e dall’Aeronautica indonesiana, impegnate nelle ricerche.
Non sembra essere dunque un attentato terroristico la causa del disastro dell’aereo, piuttosto un incidente a causa delle avverse condizioni del tempo. In Asia l’estremismo islamico semina comunque distruzione e morte nella regione tribale pachistana al confine con l’Afghanistan dove, dopo la strage di bambini a Peshawar, un commando di miliziani ha bruciato altre due scuole elementari.
A ovest, nello Stato islamico tra l’Iraq e la Siria, i jihadisti dell’ISIS hanno diffuso la foto del pilota giordano catturato dopo che il suo caccia della coalizione guidata dagli Usa era precipitato vicino a Raqqa.
In Medio Oriente, fine anno di fibrillazione anche per Israele, con le primarie interne del Likud, il 31 dicembre, in vista delle elezioni anticipate del 17 marzo 2015, mentre a Gaza, contestati dalla folla, i ministri dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) si sono riuniti nella prima seduta, per coordinare la ricostruzione nella Striscia.

La Grecia che piange i morti e i dispersi della Norman Atlantic sprofonda in una crisi istituzionale e politica che fa tremare l’Europa.
Fallita la terza votazione parlamentare per il Presidente della Repubblica, il 30 dicembre 2014 si è aperta la campagna per le elezioni generali anticipate. Il Premier greco Antonis Samaras è stato ricevuto dal Capo di Stato uscente Karolos Papoulias, che ha sciolto il Parlamento e fissato il voto il 25 gennaio. I leader dei partiti sono in fermento: Alexis Tsipras in testa, dell’opposizione anti-Troika (i creditori di Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea) di Syriza, primo partito greco secondo i sondaggi
Samaras, conservatore di Nea Dimokratia, ha ammonito gli elettori a «fare la scelta giusta», la «Grecia è molto vicino alla salvezza definitiva, ma potrebbe anche entrare in un’avventura mai conosciuta». Astro nascente della gauche greca ed europea, Tsipras parla di una «data storica per la democrazia, finalmente i memorandum della Troika diventeranno passato».
Ma la strada non è spianata neanche per Syriza. Le ultime rilevazioni lo danno in testa, ma con uno scarto con Nea Dimokratia tra il 2,5% e il 3,5%, in calo rispetto al 5% di qualche settimana fa e, soprattutto, non in grado (senza alleati presentabili o affidabili) di raccogliere una maggioranza parlamentare per l’esecutivo.

Tsipras è poi contro l’uscita della Grecia dall’euro, ma promette di stracciare il memorandum della Troika : che farà? Tornato lo spettro della bancarotta, dal 1 gennaio la Lituania farà il suo ingresso nell’Eurolandia ma Borse europee sono trascinate in basso dal tonfo dei listini di Atene. Dopo la chiusura a -3,91%, la Borsa ellenica ha aperto con un ribasso dello -0,33%. Negative tra -0,4% e -05%, anche Londra, Francoforte, Parigi e Milano: l’effetto rimbalzo è lontano.
L’America in ripresa, viceversa, dopo Cuba tende la mano all’Iran
: con le prove di un nucleare pacifico, il Presidente Barack Obama è disponibile a «riaprire l’Ambasciata Usa a Teheran». La cortina di ferro si ispessisce solo con la Russia, sempre più isolata, in crisi economica e a rischio di proteste interne. L’avvocato e blogger Alexei Navalny, oppositore numero uno del Cremlino, è stato condannato a tre anni e mezzo (con sospensione della pena) per malversazione di fondi pubblici e poi arrestato per aver violato i domiciliari. Non andrà in carcere, ma il fratello Oleg sì, spedito in una colonia penale. «Lo arrestate, volete fare pressione su di me?», ha attaccato il dissidente, invitando i sostenitori a scendere in piazza.

 

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