venerdì, Luglio 30

Il sacro e l'arte antica e contemporanea

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Firenze si fa bella per la visita del Papa. All’appuntamento del 10 novembre prossimo sono finalizzate  molte iniziative. La più appariscente,  programmata da prima, è la restituzione del Battistero, il ‘bel San Giovanni esaltato da Dante, al suo originario splendore, dopo un anno e nove mesi di lavori di restauro che ha interessato  il rivestimento marmoreo delle otto facciate esterne, delle falde di copertura e della lanterna. Si è trattato di un intervento conservativo teso a eliminare gli strati d’incrostazioni e i depositi di sostanze inquinanti, oltre a consolidare e ridefinire gli elementi marmorei che nel tempo si sono degradati. L’ultimo intervento di restauro risale a 70 anni fa. Diretto dall’Opera di Santa Maria del Fiore in accordo con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Firenze, Pistoia e Prato, il restauro è costato 2 milioni di euro, erogati dall’Opera stessa, e in parte, raccolti grazie alle campagna di crowdfunding a cui hanno risposto migliaia di cittadini per iniziativa di Unicoop Firenze, Maison Pucci e singoli donatori. L’intervento è stato eseguito dai restauratori del Consorzio San Zanobi, di cui fanno parte un gruppo di imprese fiorentine a  conferma che nel settore del restauro queste sono tra le eccellenze italiane nel mondo.

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Beatrice Agostini, che ha diretto i lavori e Fabio Falciani, Presidente del Consorzio San Zanobi, hanno illustrato all’arcivescovo cardinale Giuseppe Betori, al sindaco Dario Nardella, alla sovrintendente Alessandra Marino e ai rappresentanti dell’Opera di S.Maria del Fiore, la complessità dei lavori di ripulitura e conservazione delle otto facciate, per le caratteristiche dei materiali e per le differenti esposizioni agli agenti atmosferici. Va ricordato che il  Battistero e il Duomo, nel tempo e per molti anni, si erano trasformati  in una delle più grandi rotatorie spartitraffico del mondo, riservate negli ultimi 30 anni  solo ai pesanti ma inquinanti mezzi pubblici. La sua eliminazione -il più clamoroso atto della Giunta di Renzi Sindaco– è stata oggetto di forti polemiche e contrasti,  poiché molti insistevano per farvi passare la nuova linea della tranvia. Ora l’area è pedonale, recuperata al pubblico godimento, e il rischio d’inquinamento notevolmente ridotto.

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