lunedì, Settembre 20

Il ruolo strategico degli jihadisti uiguri in Siria

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Il combattente più importante del TIP nei video di Jisr al Shughur era il portavoce del braccio siriano del TIP dal 2014, Abu Ridha al-Turkistani. Nei video guida i combattenti all’assalto di un palazzo e pianta una bandiera sulla quale si legge in arabo ‘Partito Islamico del Turkestan‘. Vale la pena ricordare che la Turchia sostiene questo ‘Esercito della Conquista’. I combattenti uiguri solo in questa battaglia erano circa 700 e questo dimostra che nel nord della Siria, lo scorso anno, il loro numero è notevolmente aumentato. Sono morte circa 300 persone nelle battaglie della piana di Gap e nelle province di Idlib e Latakia. Fonti dei media turchi rivelano che i combattenti uiguri hanno ricevuto armi e rifornimenti tecnici dall’intelligence turca.

Fonti siriane affermano che il governo di Bashar al-Assad ha informato l’Ambasciata cinese riguardo a questi combattenti e al loro ruolo, chiedendo alla Cina di partecipare attivamente alla lotta contro di loro supportando l’Esercito siriano. Inoltre la Cina ha recentemente inviato una squadra di esperti a Damasco per discutere la questione e trovare un accordo per collaborare.

Damasco ha invitato il governo cinese a potenziare il ruolo nelle operazioni per la riconquista di Idlib. Questo aiuterebbe entrambi, loro si libererebbero dei combattenti uiguri e il regime siriano riconquisterebbe Idlib, città strategica, vicina al confine con la Turchia, in modo da poter controllare la maggior parte delle infiltrazioni di foreign fighters e di armi provenienti dalla Turchia.

Comunque, credo che la Cina non interverrebbe militarmente come hanno fatto i russi ma potrebbe sostenere l’esercito siriano con alcune armi sofisticate e un maggior supporto politico nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in altre organizzazioni internazionali.

La Cina è particolarmente cauta a non prendere una posizione in una guerra regionale, da una parte non vuole infatti inimicarsi l’Arabia Saudita e altri Stati del Golfo per preservare i propri investimenti e interessi, dall’altra teme che un intervento in Siria possa condurre a un aumento della tensione tra i musulmani dello Xinjiang.

Così, la Cina non accetterà di mettere in pericolo la propria sicurezza nazionale e per questa ragione il parlamento cinese ha approvato nel dicembre 2015 una legge anti-terrorismo molto controversa che consente all’esercito cinese di intervenire all’estero. Pechino ha iniziato a costruire la sua prima base navale oltremare nel Gibuti, in Africa, e ha condotto in gennaio esercitazioni di forze speciali per ‘operazioni nel deserto‘ in ‘territorio sconosciuto‘.

 

Traduzione di Giulia Alfieri

 

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