sabato, Novembre 27

Il ritorno di Prodi image

0

Prodi pd

Cogliendo di sorpresa un po’ tutti, l’ex premier Romando Prodi ha affermato che si recherà a votare alle primarie. L’umiliazione subita in occasione del voto per il Quirinale e il totale disaccordo sul disegno politico del tandem Napolitano-Letta avevano indotto Romano Prodi a non rinnovare la tessera e a dichiarare la propria intenzione di non recarsi al voto.

Ma “qualcosa è cambiato”, verrebbe proprio da dire. «I rischi aperti dalla recente sentenza della Corte mi obbligano a ripensare a decisioni prese in precedenza. Le primarie del Pd assumono oggi un valore nuovo. Nella situazione che si è venuta a determinare è infatti necessario difendere a ogni costo il bipolarismo» ha dichiarato il professore bolognese. Questo è sicuramente vero perché l’abolizione, da parte della Consulta, delle due norme del “Porcellum” che prevedevano il premio di maggioranza senza soglia minima e le liste bloccate, hanno, di fatto, reintrodotto un proporzionale puro destinato a consolidare per molto tempo ancora governi basati su piccole o larghe intese.

Ma probabilmente c’è dell’altro. Giorgio Napolitano aveva espressamente legato la propria permanenza al Quirinale al compimento delle riforme costituzionali. Con la sentenza della Consulta, però, il Parlamento non ha più l’autorevolezza necessaria per portarle a termine (considerando anche il ritiro di Berlusconi dalle larghe intese). Un fallimento, quindi, con quel che ne consegue. Cioè le sue dimissioni con la differenza che questa volta nessuno lo pregherà di rimanere.  Perciò la decisione di Romano Prodi di andare a votare per le primarie è il primo passo di un disegno più lungo che lo porterà a competere, questa volta con ottime chance, per il Quirinale.

Chi invece non è in grado di vedere lo tsunami che si sta abbattendo sulle alte cariche dello Stato è Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia ha oramai come unico orizzonte politico i suoi guai giudiziari. Nella lettera che ha inviato ai senatori e deputati di Forza Italia per indicare e spiegare quali sono le basi programmatiche di Forza Italia, il Cavaliere, in realtà, non rinuncia a evidenziare la sua ossessione per il binomio giudici-sinistra con la complicità del Capo dello Stato. «L’intreccio fra logiche politiche della sinistra e strumenti giudiziari sta mettendo seriamente in pericolo il concetto stesso di libertà, democrazia, stato di diritto». «A questo disegno, – ha aggiunto –  dispiace dirlo, non sono estranei i più alti organi di garanzia delle nostre istituzioni».

Allo stato attuale, però, il Cavaliere farebbe bene a preoccuparsi di meno dei complotti “agli alti livelli” e a prestare più attenzione alle dinamiche interne del partito. Infatti, il ricambio nel partito di cui da tempo Berlusconi parla, sta generando molto nervosismo in tutti gli onorevoli e senatori che vedono vacillare la possibilità di una ricandidatura. Urgono garanzie “convincenti” prima della totale deflagrazione del partito ma al momento Berlusconi non è nelle condizioni di poter garantire alcunché.

Naturalmente a tenere banco in tutti i partiti è la riforma della legge elettorale. Per la presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Anna Finocchairo, «bisogna cercare una sintesi fra i partiti» ma al momento «Ncd e parte consistente della formazione di centro che fa riferimento al presidente Casini, appaiono contrari ad un sistema maggioritario, a turno unico o a doppio turno». Il problema, in sostanza, è politico e spostarlo da una Camera all’altra non è soluzione se prima non si trova un accordo, dice la Finocchiaro. Non proprio un auspicio di buon augurio.

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->