sabato, Giugno 25

Il re è nudo. Le elezioni bulgare dei Com.It.Es. Venerdì 3 dicembre il voto per rinnovare in ogni Stato il Comitato degli Italiani all'Estero. Credibilità al 3%, perché...

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Da tempo, e da più parti, si denuncia come gli italiani all’estero siano abbandonati a sé stessi. Le autorità preposte troppo spesso risultano scollate dalla realtà dei propri connazionali, vivendo come in una sorta di ‘oasi’ con quelle del Paese ospitante. I cittadini italiani non si sentono ascoltati nelle segnalazioni delle proprie esigenze, e questo porta disaffezione e a non partecipazione anche ad un importante strumento istituzionale come il Com.It.Es., Comitato degli Italiani all’Estero, presente in ogni Nazione ove vi siano nostri connazionali, con doppia cittadinanza o residenti. La mancanza di informazione e pubblicità, la scarsa volontà di informare è un altro importante motivo che porta a questo disinteresse. Se poi si aggiunge l’ingerenza di autorità e della politica, ecco che questo scollamento della comunità diventa estremamente rilevante.

Tutto questo ha il riflesso di rendere i Com.It.Es. poco credibili sia rispetto alle autorità (forse volutamente), che rispetto alla Comunità italiana stessa che li vede come uno spreco di denaro pubblico. Abbiamo presentato, per questo motivo, nel 2017 una proposta di riforma per Com.It.Es e CGIE (il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), per rendere più fruibile da parte dei cittadini questi istituti, chiedendo anche ambiti di controllo sulle altre entità presenti all’estero così da dimostrare l’autorevolezza necessaria a chi presta un’opera di volontariato a favore dei propri concittadini. Abbiamo visto subito l’interesse del CGIE, con cui ci siamo potuti confrontare e a cui abbiamo inviato le nostre proposte per costruire una ipotesi condivisa. Non abbiamo percepito invece alcun interesse da parte del Ministero degli Esteri e degli Enti preposti. Anzi si sono visti provvedimenti che hanno imposto, a fine luglio, il cambiamento delle modalità di amministrare il Comitato, con grandi difficoltà per i Presidenti e la conseguente presentazione del Bilancio 2020 (uscita a fine luglio e che ha regolato il Bilancio 2020 applicando in modo retroattivo la disposizione). L’atteggiamento è stato quello dell’imposizione e non dell’ascoltoin forma autoritaria e non in maniera collaborativa, come esigerebbe invece una efficace interlocuzione con chi sta eseguendo un compito di volontariato gratuito, e di ulteriore responsabilità visti i due anni in più di impegno imposti dalla pandemia.

Allo stesso modo sta succedendo anche per le elezioni di venerdì 3 dicembre, che vedranno on tutto il mondo il rinnovo dei componenti e dei vertici dei Com.It.Es.. Non è stata incoraggiata una diversa e plurale partecipazione di Liste, il che avrebbe creato un maggior ritorno mediatico ed un’occasione di conoscenza più diretta del ruolo. Anche la scelta delle modalità di preparazione del voto ha fatto la sua parte, con l’opzione di inversione, prevedendo una iscrizione alle liste elettorali dei Com.It.Es. con processi complicati, con una richiesta di copie di documenti da inviare al Consolato, non sempre alla portata di tutti i cittadini, molti dei quali non ne comprendono la necessità in quanto sicuri di essere iscritti, visto che arriva loro la comunicazione di voto per le elezioni politiche.

Ecco perchè il Re è nudo!

Tutti questi atteggiamenti non sono passati inosservati ai connazionali di San Marino, di cui da sette anni presiedo il Com.It.Es.. Ci sono 377 iscritti su 16.000 aventi diritto al voto: corrisponde ad un 2,35%, e questo nonostante il grande impegno che da Presidente ho messo per sensibilizzare al voto, e che sicuramente ha inciso su un risultato altrimenti ancor più desolante. Atteggiamenti ambigui in tempo di COVID: pubblicità su Reti nazionali non fatte, inviti a partecipare mal posti nei tempi e nei modi, aiuti e spiegazioni non arrivate con conseguenti complicazioni dei preparativi e della formazione delle Liste, fino a rifiutare procedimenti riconosciuti dalla legge. A livello mondiale le cose non cambiano: la percentuale è attorno al 3%!

Sono esempi che riguardano anche la Repubblica del Titano, ma ci sta pervenendo direttamente una gran messe di informazioni da realtà di tutti i Continenti che collazioneremo e renderemo pubbliche. Pienamente condividiamo, e ci conforta, l’analitico intervento (su Facebook) del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone. Lo Stato c’è, le Istituzioni ci sono. Anche se non sempre e non dappertutto. Ma da Presidente di un Com.It.Es. tanto importante quale quello della RSM per il suo intrinseco legame anche territoriale con l’Italia, anche prendendomi l’onere e l’onore di parlare a nome dei Presidenti Com.It.Es., assicuro che ho e abbiamo fatto il nostro dovere.

Continuerò a farlo da cittadino.

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