venerdì, Maggio 14

Il ‘ratto’ di Colonia visto dall’Italia

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A più di una settimana dalle violenze di Colonia – quando ancora non è emersa tutta la drammatica verità sulle aggressioni di gruppo a sfondo sessuale compiute da centinaia di migranti arabi e nordafricani contro le donne tedesche – anche in Italia le polemiche si fanno furiose. La leader di Fd’I Giorgia Meloni se la prende con i silenzi del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, mentre la salviniana Barbara Saltamartini conia la definizione di «terrorismo sessuale». Ma sulle barricate sale tutta la Lega Nord (seguita poi da FI) inviperita dalla notizia che il governo avrebbe dovuto eliminare per decreto il reato di immigrazione clandestina durante il Consiglio dei Ministri svoltosi questa mattina. Pare, però, denuncia il vendoliano Nicola Fratoianni, che il ministro dell’Interno Alfano si sarebbe opposto ai propositi del resto dell’Esecutivo, perché si dà il caso che Angelino fosse già capo del Viminale nel 2009, quando fu istituito il reato di clandestinità dal governo Berlusconi.

L’unico appuntamento istituzionale previsto per oggi nei Palazzi romani è stato, appunto, il già citato Cdm lampo con, all’ordine del giorno (immigrazione clandestina esclusa), ‘l’esame di alcune leggi regionali più questioni varie ed eventuali’. Fissata alle 9 del mattino, la riunione governativa si è conclusa una mezzoretta dopo per anticipare il rompete le righe in vista dell’ennesimo fine settimana di bagordi della nostra classe dirigente (o casta digerente).

Quasi all’alba, invece, sempre a Palazzo Chigi si è svolta una riunione semi clandestina tra il premier, Maria Elena Boschi (titolare del dossier) e i due capigruppo Pd in Parlamento Luigi Zanda ed Ettore Rosato per fare il punto sulle unioni civili, argomento sul quale il partito rischia, come sempre, di spaccarsi. Sarebbero, infatti, tra i 22 e i 28 i senatori Dem della ‘fronda cattolica’ contrari alla stepchild adoption. L’accordo per ora non si trova e slitta così a data da destinarsi la Direzione Nazionale che dovrà essere convocata per forza prima del 26 gennaio prossimo, d-day per le unioni civili a Palazzo Madama.

Il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, si fa intervistare dal ‘Corriere della Sera’ per smentire le voci di una sua prossima sostituzione («Gossip ridicolo») e per confermare, invece, che in occasione delle elezioni amministrative il centrodestra dovrà presentarsi unito, con i sondaggi che darebbero il trio Berlusconi-Salvini-Meloni al 30-32%. Durissimo anche l’attacco rivolto a Matteo Renzi (impegnato stamane in una telefonata con il presidente russo Vladmir Putin) sui dati economici con un’Italia, a suo dire, quasi in deflazione e forse costretta ad una manovra correttiva in primavera. Situazione drammatica che, pronostica il ‘pitbull azzurro’, «porterà alla sconfitta» il premier.

I sondaggi post natalizi dell’Istituto Ixè danno i tre principali partiti (Pd, M5S e Lega) in calo, anche se leggero, con i Dem al 33,4%, i grillini al 26% e i salviniani al 13,7%. In lievissima controtendenza si pone il partito dell’Immortale (come il protagonista della serie tv Gomorra) Silvio Berlusconi che risale all’11,1%.

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