mercoledì, Maggio 12

Il racconto dei primi 100 giorni di Trump

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Ci si avvicina al 100 giorno di presidenza di Donald Trump e il bilancio è sempre più un chiaroscuro. Anzi più nebuloso che altro. Ieri l’ultimo annuncio, dato dal segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, che ha parlato del piano fiscale del presidente definendolo «il più grande taglio delle tasse e la più ampia riforma fiscale della storia degli Stati Uniti». Forse Trump punta proprio a questo per dare un segnale di vitalità, dopo tanti buchi nell’acqua in questa prima parte di presidenza.

La volontà della Casa Bianca è di ridurre le tasse per le imprese dal 35% al 15%, come promesso in campagna elettorale, ma il rischio è quello di aumentare il deficit pubblico, anche se Mnuchin, ha assicurato che la riforma delle tasse genererà una crescita tale da non incidere sul deficit di bilancio.

Ma non finisce qui, perché Trump ha in mente altro per l’economia Usa. A partire dall’uscita dal Nafta, l’accordo commerciale con Canada e Messico. L’obiettivo finale del presidente americano sarebbe tuttavia non un ritiro vero e proprio, e il provvedimento che potrebbe essere varato nei prossimi giorni avrebbe nelle intenzioni della Casa Bianca lo scopo di forzare i tempi e i termini per una revisione del trattato. Insomma niente rottura come con il TTP. Ma sarà così?

Poi la questione immigrazione. Questo sì il vero cavallo di battaglia di Trump, che ha visto già fermarsi due decreti a riguardo, colpa anche di una battaglia senza precedente iniziata con i giudici federali di mezzo Paese. L’ultimo in ordine di tempo riguarda il caso un giudice federale di San Francisco che ha deciso di sospendere temporaneamente la direttiva dell’amministrazione Trump che blocca i finanziamenti federali alle cosiddette città santuario, cioè quelle che proteggono i clandestini. «Un ulteriore esempio di vergognoso eccesso di un singolo giudice non eletto che riscrive la politica migratoria per la nostra nazione e infligge un altro colpo», ha fatto sapere Trump con un comunicato, in cui annuncia ricorso.

E il muro con il Messico? Anche lì la questione è calda ma complicata. Infatti è battaglia al Congresso sulla legge di spesa che Trump vuole includa fondi per dare il via all’impresa. Il presidente pare propenso a rinviare tutto a settembre, anche perché ora sul Paese incombe il rischio ‘shutdown’ temporaneo delle agenzie federali con conseguente paralisi del governo. Ma sarà così?

Mentre in campo internazionale continua il bracci odi ferro con la Corea del Nord, che ora rischia di tirare dentro anche la Cina. Per non parlare poi dei rapporti tesi con la Russia e Putin. Insomma quanti danni in così poco tempo per The Donald.Vediamo cosa è successo finora con questo video del Guardian.

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