lunedì, Aprile 19

Il purpose è un anti-Covid-19 imprenditoriale Il purpose delle imprese è anche una declinazione del ‘come’, per ridurre i costi, è necessario ‘fare insieme’. Ecco perché aiuta contro il coronavirus

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McKinsey, in una recente ‘survey’ (ottobre 2019) sull’importanza del purpose in impresa ( 1214 manager intervistati), si evidenzia che l’82% afferma che è importante avere il purpose, il 72% reputa che dovrebbe avere più peso del profitto.

Il purpose oggi fa parte del ‘bon ton’ manageriale ed è una sorta di parola d’ordine (‘management watchword’), ma in questo periodo di crisi è un utile strumento anti-COVID-19. Tralascio il tema della distinzione/integrazione fra vision-mission e purpose.

In primis una definizione, ovviamente non esaustiva, di purpose (solo scopo?): l’insieme integrato delle attività che proattivamente sono la condizione necessaria per il successo (a breve, medio, lungo periodo; economico-finanziario e sociale -ESG oriented) dell’azienda; cioè l’impatto sociale positivo generato, misurato per gli stakeholders e gli shareholders.

Il purpose ha un senso come orientamento positivo ambientale, sociale e di governance (ESG: si, no, non lo so) sia del management e dei dipendenti sia della strategia deliberata. L’impatto positivo è sociale; si raggiunge con un allineamento organizzativo di condivisione di senso (andare verso una meta olistica: economico-sociale) e di incremento dell’orientamento alla ricchezza morale dell’impresa e del commitment conseguente.

E il rapporto con il Covid-19? Le imprese fanno i conti con la sindemia Covid-19 (attenzione non solo pandemia) che ha in sé non solo la componente sanitaria ed assistenziale, ma il contesto sociale che è mutato e deve affrontare i bisogni generati per convivere con il Covid-19. Sono bisogni di welfare in generale ed aziendale che ancor più devono essere presidiati.

In questo contesto non è possibile affermare che è compito dello Stato (in affanno) far fronte alla domanda di servizi e attività ‘qui e oggiperché domani è troppo tardi. Nel concreto, che fare?

1-Guardare e monitorare i bisogni dei dipendenti dell’impresa non aspettando il prossimo Dpcm, ma intervenendo con servizi reali per prevenire, curare le patologigie delle malattie non trasmissibili (MNT) che oggi l’offerta pubblica non è in grado di gestire perché rivolta tutta a curare la pandemia. Questo è il senso dell’appproccio della sindemia; se non presidiamo oggi le MNT rischiamo di annullare il nostro patrimonio di persone e la continuità e perdurabilità dell’impresa con evidenti problemi per il domani e con il vanificarsi degli investimenti in capitale umano delle imprese. E’ di 10 giorni fa l’allarme di oncologi, cardiologi ed ematologi che si sintetizzano nel pericolo (realtà) di moltiplicare le morti per mancanza di monitoraggio dei malati (le morti per infarto nel mese di Marzo 2020 è triplicata rispetto a marzo 2019)

2-Strutturare un assetto organizzativo e logistico nell’impresa che sviluppa ulteriormente lo smartworking, ma, ove non è possibile, trovare soluzioni di controllo sul distanziamento e sull’uso dei DPI con un controllo anche un pò occhiuto e scientificamente valido;

3-sviluppare opportunità di acquisto per i dipendenti con consegna a domicilio sia facendo convenzioni con imprese food e non food professionalizzate nonché tramite un controllo dei prezzi che mantengano i livelli pre Covid-19. Certamente per le fasce di dipendenti più anziani questa opportunità è importante. Un ritorno ai CRAL? Può essere, ma in una visione più efficiente. E per le PMI e le micro imprese? Le organizzazioni datoriali possono organizzare questi servizi;

4-Fartoccare con manoche il purpose è un insieme di servizi reali ed efficaci e quantificare l’impatto che si realizza. Non per millantare un ruolo da ‘miles gloriosus’, ma per dare concretezza di valore;

5-Coinvolgere i dipendenti nelle soluzioni dei bisogni e sviluppare azioni di volontariato (‘employee volunteering’) che rafforza la solidarietà interna e mantiene il senso del purpose;

6-Nelle dichiarazioni non finanziarie (a fronte del D.Lgs 254/16 e degli accreditamenti di responsabilità sociale) elencare i KPI che hanno guidato e rilevato le azioni contro il Covid-19.

Se queste azioni sono più praticabili e facilmente attuabili da parte di grandi imprese, il 93% delle PMI come può sviluppare il suo ruolo anti COVID-19 in logica di purpose?

1-Attivare network di acquisto dei DPI (Dispositivi per Protezione Individuale) per i dipendenti;

2-Organizzare ambulatori dedicati per i dipendenti in logica di welfare aziendale;

3-Sviluppare acquisti collettivi di servizi di sanificazione per gli ambienti di lavoro;

4-Sviluppare reti di mobilità protetta per i dipendenti;

5-Organizzare la compliance fra dipendenti ed impresa tramite istruzioni utili per la sicurezza aziendale e domestica anti Covid-19.

Il purpose delle imprese è anche una declinazione del ‘come’, per ridurre i costi, è necessario ‘fare insieme’. Il purpose è un anti-Covid-19 imprenditoriale.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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