giovedì, Settembre 23

Il progetto 'Skopje 2014' field_506ffbaa4a8d4

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 Il progetto “Skopje 2014” è uno dei progetti più grandi del Paese.

Dal 2007 al 2013, il governo ha trasferito 58 milioni di euro al centro municipale per costruire grandi statue di bronzo e di marmo e due ponti commemorativi che contengono molte statue di figure storiche.

“Skopje 2014” include processi culturali ed estetici, assistiti da una legittimazione accademica e con lo scopo di ottenere una vera identità macedone.

Avrebbero dovuto costruire circa 15 monumenti storici fino al 2014 nella piazza di Sofia, con i nomi ripresi dai macedoni anziani e dalla storia macedone, di cui tre dovevano essere costruiti e dovevano riprendere la storia albanese, ma bisogna ancora vedere quando tutto ciò sarà realizzato.

“Skopje 2014” e la sua mancanza di trasparenza

 Il Governo macedone ha interrotto le ricerche per il progetto “Skopje 2014” poiché i leader della municipalità hanno violato la legge costruendo un grande numero di monumenti commemorativi costosi.

La Commissione Municipale che ha stanziato tramite delle ricerche il finanziamento del progetto di riorganizzazione della capitale, in un rapporto preliminare ha sostenuto che solo il Parlamento ha il diritto di approvare su larga scala la costruzione di memoriali e monumenti commemorativi a Sofia.

Citando la legge riguardo i memoriali, la Commissione ha detto che le municipalità possono costruire solo monumenti di importanza locale. Inoltre aggiunge che ciò che ha portato ad ulteriori accuse di crimine finanziario è stato il modo in cui è stato commissionato di costruire le statue.

In un’occasione, secondo ciò che sostiene la Commissione, la statua del rivoluzionario del periodo Ottomano, Nikola Karev, che doveva essere costruita in marmo, ha finito per essere costruita in un bronzo economico, nonostante la municipalità avesse pagato per il marmo.

Nel frattempo, il partito al comando del paese, l’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone-Partito Democratico per l’Unità Nazionale VMRO-DPMNE di Nikola Gruevski, in risposta è stato in disaccordo con il rapporto della Commissione sostenendo che quest’ultimo fosse poco obiettivo ed arbitrario.

Questo enorme progetto ha sollevato una miriade di questioni sulla trasparenza pubblica anche da parte degli esperti, perché sostengono che questo progetto è stato iniziato sia senza una pubblica informazione a priori che senza considerare le opinioni degli esperti.

L’esperto di economia, Visar Ademi, ha detto a ‘L’Indro’ che questo progetto è il meno trasparente che sia mai iniziato nell’epoca dell’indipendenza della Macedonia.

Skopje 2014 è nato come una decisione unanime di uno dei partiti al potere, rendendolo il progetto meno trasparente che sia mai stato svolto da quando la Macedonia è diventata indipendente. Senza un dibattito, senza l’opinione degli esperti e senza un’informazione pubblica un partito ha deciso non solo di applicare, ma anche di espandere il progetto iniziale”, ha detto Ademi.

L’economista ha detto che l’ammontare di 500 milioni di euro ha portato il paese verso l’aumento del debito pubblico fino al 45%. Ha aggiunto inoltre che come risultato di questo progetto, molti settori di grande importanza, come ad esempio l’educazione, la salute e il benessere sociale, sono stati sacrificati.

Il governo sostiene questi costi finanziari grazie al prestito economico di ogni giorno dalle istituzioni finanziarie aumentando così il debito pubblico dal 20% al 45% – che è il livello più alto di debito raggiunto dall’indipendenza del Paese. Qualunque altro tipo di investimento capitale (che sia educazione, salute o costruzione delle strade) è stato sacrificato per onorare gli obblighi di questo progetto, che è di per sé una forma di plagio nel moderno mondo civile. Allo stesso tempo, i giovani stanno scappando dal paese e il tasso di disoccupazione sta aumentando quotidianamente”, sostiene Ademi.

Egli ha sottolineato che i danni sono più pesanti rispetto ai benefici per il paese. Secondo quanto sostiene, gli unici che possono trarre un beneficio da questo progetto, che supera il valore di 500 milioni di euro, sono alcune compagnie di costruzione e un piccolo numero di artisti. Sostiene che la Macedonia non può prendersi il lusso di un tale investimento poiché diventerà un peso per le future generazioni che dovranno ripagare il debito.

L’unico beneficio è che un limitato numero di costruttori e di artisti traggono qualcosa di positivo da questo progetto. I danni sono molto grandi poiché noi stessi stiamo rubando la storia di un altro paese, glorificando una nazione e rendendo l’altra una “serva”, e allo stesso tempo stiamo subendo grandi ripercussioni economiche. Sono stati presi in prestito molti soldi, circa un bilione di euro, per questo progetto, e molti altri progetti sono stati messi da parte, come ad esempio: la ristrutturazione delle scuole e degli ospedali, la costruzione di strade ed autostrade e il cercare di trasformare il paese in quello che ha il più basso tasso di povertà della borghesia nel paese. I soldi che dovranno essere restituiti saranno un peso per le generazioni future, poiché dovranno ripagare le follie di questa classe politica”, sostiene Ademi.

Il progetto intensifica le divisioni etniche

 In aggiunta alla profonda divisione che ha causato nella società, il controverso progetto “Skopje 2014” sta creando un clima aggressivo tra i giovani nella capitale macedone.

Gli analisti stimano che, i numerosi monumenti di figure storiche, che imbracciano le armi e inscenano eventi violenti del passato, stanno contribuendo alla nascita di quest’atmosfera.

Questo progetto del governo ha trasformato la piazza della città capitale in un museo storico. Secondo gli analisti, l’interesse per tutte queste figure storiche e il ritorno al passato è in conflitto con le dichiarazioni del governo, per i buoni rapporti con i vicini e per l’amicizia tra tutte le entità del paese.

«Il fatto che il governo ci mandi indietro al posto di guidarci in avanti con questo progetto è problematico. Oggi, gli stati vengono valutati in base alla loro cultura e alle risorse che possono essere positive per il futuro. Il nostro governo dovrebbe aprire la strada al futuro per i nostri giovani, perché guardare indietro non ci porta da nessuna parte», sostiene l’analista Petar Atanasov per l’agenzia INA.

Le tre statue con i nomi derivati dalla storia albanese, annunciate sin dal 2011, dovevano essere sistemate nella piazza all’inizio del 2013, ma né il governo municipale né quello generale, sono riusciti a portarla a termine.

I cittadini albanesi, che rappresentano il 25% della popolazione del paese, accusano l’Unione Democratica per l’Integrazione DUI di Ali Ahmeti, un partito albanese che fa parte del governo, di non far nulla per velocizzare la riuscita del progetto.

D’altro canto, il sindaco Andrej Zhernovski, ha detto svariate volte che la municipalità non ostacolerà lo stabilimento dei tre monumenti e saranno messi al loro posto quando saranno pronti.

 

Traduzione di Sara Merlino

 

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