domenica, Ottobre 17

Il prof.dott. Brega Massone, serial killer 40

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Il mostro italiano di oggi è senz’altro il neo-ergastolano chirurgo Pier Paolo Brega Massone, fresco di condanna per una vicenda giudiziaria cominciata nel 2008 e terminata a distanza di sei anni con la sentenza  di secondo grado della Corte d’ Assise di Milano.

La storia è dolorosa e tosta, si parla di operazioni non solo inutili ma spesso letali su pazienti anziani, a scopo di lucro, con quattro vittime accertate e un numero complessivo intorno ai centocinquanta pazienti gravemente lesionati sul tavolo operatorio, senza motivo se non quello di arricchire un pool di criminali assortiti tra chirurghi, anestesisti e paramedici, in tutto meno di una decina.

E’ una di quelle storie destinate a essere ricordate nel tempo. Il nome di questo ex primario ha tutto per restare nella memoria popolare a lungo, col rischio che diventi una locuzione di moda, un modo di dire. Forse non come Pietro Pacciani, ma almeno come il controverso ‘zio Michele’ del delitto di Sarah Scazzi.

C’è però qualcosa che non torna, in questa vicenda.

Brega Massone, figlio adottivo di un noto chirurgo e di un’anziana componente della famiglia Balma, chiara fama nel ramo di prodotti di grande diffusione come le spillatrici Zenith e addirittura la mitica colla Coccoina, non ha bisogno di soldi. E’ più che benestante di famiglia.

Viene descritto come un ossessionato dal lavoro, un attivista frenetico del bisturi, che impara a maneggiare fin da giovanissimo, sotto la guida del padre, poi come un brillante medico autore di numerose pubblicazioni scientifiche di un certo spessore, per poi improvvisamente smettere e buttarsi, senz’anima e con tutto il corpo, alla trasformazione della Clinica S. Rita di Milano in quella che con facile sintesi mediatica è stata definita la clinica degli orrori.

Se non fosse così infinitamente triste e tragica, la storia farebbe pensare al grottesco dottor Guido Tersilli, indimenticabile medico della mutua targato Alberto Sordi, rampante sanitario con la fissa della scalata sociale e del guadagno compulsivo.

Ma a parte il fatto che il dottor Tersilli, se ben ricordo, non ammazzava nessuno, la sua parabola riesce pur nel paradosso tipico del racconto satirico ad essere compresa, a creare un transfert nello spettatore, che riconosce nel personaggio, sorridendo amaramente, un po’ del suo medico della mutua e anche un po’ di se stesso, conscio di esser pronto a fare carte false pur di migliorare l’andamento della baracca personale.

Invece il dottor Brega Massone, spero di non sbagliarmi, viene percepito dalla maggioranza come un vero alieno. Uno che, senza particolari problemi di soldi, si mette col massimo impegno a macellare poveri corpi umani, estrarre polmoni sani, millantare inesistenti malattie pur di sfogare la propria voglia di tagliare, resecare, asportare, uccidere perfino.

Siamo decisamente più nel terreno delle trasmissioni tv di seconda serata, quelle dove un compiaciuto conduttore dall’aria compunta e circospetta introduce lo spettatore nell’orrore della porta accanto, il serial killer che mai ti aspetteresti, l’incubo di ordinaria follia che ti attende a tradimento nel posto deputato a restituirti la salute perduta.

Speriamo che l’opinione pubblica lo veda così, il dott. Brega Massone, e non come un sinistro ma tutto sommato naturale segno dei tempi. 

 

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