mercoledì, Settembre 22

Il ‘prezzo’

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Anche se non se ne ha immediata contezza, in questi casi la definizione del ‘prezzo’ assume percorsi tortuosi, talvolta torbidi, a prima vista incomprensibili, irrazionali. Per esperienza comune sappiamo tutti come, in alcuni frangenti, diventa misterioso la determinazione delprezzo’. Teatro (nel vero senso della parola), di queste scene, inizialmente oscure nelle loro motivazioni, rispetto al mondo reale, e che il più delle volte appaiono pretestuose, sono le divisioni di beni di assi ereditari. I beneficiari nella maggior parte dei casi sono parenti tra loro. Come esemplarmente mostrato nella commedia di Miller, quella mobilia accatastata senza garbo, incombente su parte della scena, costitutiva dell’eredità dei fratelli Franz, appare ben presto agli occhi dello spettatore come una massa cancerosa della quale bisogna disfarsi rapidamente. In maniera definitiva.

In quella catasta di mobilia, come su uno scoglio, sono marchiate col fuoco le pietre dure e affilate delle recriminazioni, di Victor per le ingiustizie subite, rimasto nella casa ad assistere il genitore malato, e per poter far questo arruolatosi in Polizia più per necessità che per convinzione.

Grazie a questo sacrificio, Walter aveva avuto modo di intraprendere la carriera di medico, che ben presto lo renderà affermato e facoltoso.

Entrano in ballo coefficienti diversi da quelli ordinari della domanda e dell’offerta. Si entra nella carne viva della vicenda umana di ognuno di noi: ‘la pietà, e la mancanza d’amore’. Come ben evidenziato da Umberto Orsini nell’intervista citata. Nel serrato dialogo tra i fratelli, affiora di tutto ad esempio il cinismo di Walter. Victor risulta essere un fallito, come la moglie non esita a farlo sentire. In nome dell’adempimento a un dovere, che doveva essere comune, ma al quale ha dato seguito solo lui. In nome di questo ne sono rimasti schiacciati tutti i progetti, le aspirazioni, la gioventù… Possiamo ancora pensare che il ‘giusto prezzo’ sia quello da trattare per quelle quattro tavole e sedie?

Il prezzo che non ha prezzo è la maschera, per urlare al mondo che non si è completamente dei falliti. Dei vinti. E dove possibile fargliela pagare, a chi a torto o a ragione, viene considerato l’artefice di ciò. Senza amore e senza pietà. Il prezzo, questo prezzo è tutto lì.

Con caratteristiche assolutamente proprie, il notissimo testo ‘Il mercante di Venezia’, fa saltare il comune senso di quantificazione e modalità di pagamento del ‘prezzo’. Schylok, reclama ad Antonio il dovuto per un’obbligazione contratta e non onorata… Una libbra della sua carne, come concordato, da asportare dal petto, vicino al cuore. In una richiesta simile, è evidente che non sussistono intenti di effettivo risarcimento economico. C’è dell’altro tanto altro, che l’ebreo Schylok, argomenterà con tutto il fiele che ha accumulato negli anni, per i maltrattamenti e gli scherni patiti. Il ‘prezzo’, è un ottimo vendicatore. Basta vedere gli assatanamenti per giungere alle definizioni dei vari ‘prezzi’ nei divorzi e nelle separazioni. Al riparo di esso, si può far sguazzare una molteplicità di nefandi e inconfessabili sentimenti umani. La dittatura del ‘prezzo’ vacilla, quando si sfodera il concetto di ‘valore’ ad esempio della vita umana. E il ‘giusto prezzo’ di essa, non l’ha ancora individuato nessuno. Per fortuna. Nonostante l’operato dei faccendieri da Discount in progress. Il denaro quanto permette, tanto nasconde.

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