martedì, Aprile 20

Il ‘prezzo’

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«Questa commedia è incentrata sulla pietà, ma anche sulla mancanza di amore in una famiglia». Sono parole di Umberto Orsini estrapolate da un intervista di presentazione (rilasciata a ‘Avvenire’) del testo di Arthur MillerIl prezzo’.

Lo spettacolo di cui Orsini è produttore, e interprete nel ruolo di Salomon. Personaggio novantenne, broker ebreo. Fool divertente e disincantato quanto basta, Mr. Salomon che tra le altre esperienze può annoverare anche quella di avere fatto l’acrobata. L’interpretazione che ne dà Umberto Orsini è semplicemente strepitosa nella sua corrosiva levità. Massimo Popolizio interpreta il ruolo di Victor, e cura anche la regia dello spettacolo. Ottenendo, in entrambi le vesti, risultati di una limpidezza coinvolgente e convincente. Gli altri due compagni di questa avventura, che abbiamo visto al Teatro Argentina di Roma, sono gli ottimi Elia Schilton nel ruolo di Walter, fratello di Victor, e Alvia Reale, moglie di quest’ultimo. L’allestimento mi è piaciuto molto, non solo per la filigrana degli argomenti che vi abbiamo trovato trattati, e dei quali possiamo individuare facili ‘pendant’ in situazioni attuali. Ossia crisi economiche, recessioni devastanti, come quella statunitense, a seguito della quale si ebbe a verificare la Grande depressione degli anni”30 del secolo appena trascorso.

Questo articolo non vuole essere un pezzo di ‘critica’ vero e proprio, prenderà spunto dallo spettacolo per esplicitare alcune riflessioni. Ma non posso esimermi dal segnalare, come semplice frequentatore di cantine e sale teatrali, da lungo tempo, che assistere allo spettacolo, ha fatto bene all’anima, e al cervello per tutti i neuroni che ha sollecitato. Cosa questa che purtroppo non succede assiduamente, vedendo ‘robe’ sui palcoscenici nostrani, travolte da superficialità oriundo televisive. E soprattutto perché quando ci sono dei Signori attori come interpreti, quale quelli appena citati, e un testo così intenso e vivo nella sua sobria essenzialità, si trovano le giuste ragioni per vincere quella patina di pigrizia casalinga, che con lo spuntare di più di un capello bianco, comincia a fare capolino nella nostra vita.

Il testo, ‘apparentemente’, ruota attorno al ‘giusto prezzo’, da concordare tra i venditori fratelli Franz, e l’acquirente Salomon. Oggetto della compravendita, è della mobilia spettante loro come eredità paterna.. Genitore, che come tanti all’epoca, era rimasto coinvolto, con tutte le comprensibili nefaste conseguenze, nel crollo di Wall Street del giovedì nero dell’Ottobre del 1929. Quotidianamente, ognuno di noi, è invischiato nell’Universo delprezzo’. Del ‘quanto costa’. Spesso dibattiamo con parenti o persone care, se la tal cosa l’abbiamo pagata poco o troppo. Insomma se abbiamo pagato il “giusto prezzo”. Tra le prime nozioni che si apprendono studiando l’economia di una Nazione dove vige il sistema del libero mercato, i docenti insegnano che il prezzo è dato dall’incontro della domanda con l’offerta. Il mercato a quel punto rispetto ai beni oggetti della trattativa, trova il così detto ‘punto di equilibrio’. Se si ragiona in termini di contrattazione di merci, che per amore di semplificazione definiremo ‘industriali’, la definizione del ‘prezzo’, al di fuori degli eventuali contraccolpi politici o sociali, rimane nell’alveo dei presupposti dettati dalle regole del funzionamento del libero mercato. Ma quelprezzo’, così definito, quasi rassicurante nelle coordinate che lo fanno giungere alla sua determinazione, vira di contenuto e significato, quando deve essere stabilito in trattative tra parenti e conoscenti.

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