martedì, Luglio 27

Il Prete e il Giubileo

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Abbiamo seguito passo passo il ‘lavoro’ di FrancescoJorge Mario Bergoglio. Proponendo interventi ‘inediti’, nel senso di poco conosciuti, ché i testi li abbiamo, ovviamente e come indicato, ripresi con scrupolo filologico dal sito Vaticano, www.vatican.va, ed in particolare, all’interno, dalle sezioni dedicate alle sue parole. Segnalando che vale la pena, vale davvero la pena, leggerle ed ascoltarle integralmente, ché la loro ricchezza è straordinaria e non può essere resa da nessuna sintesi, per quanto volenterosa, per quanto buona, neppure una nostra, tantomeno una nostra. Proponendo analisi. Proponendo notizie e fatti. Soprattutto, sopra tutto, fatti, che sono ben ostici argomenti da aggirare o ignorare.

Continuiamo ora l’istruttivo cammino tra tipi umani, velleità social-politiche, torsione della religione a fini personali e, contrappostamente, duro, tenace tentativo di cambiar rotta, riportare cioè alla rotta e alla ‘vocazione’ originaria ed originale la cosiddetta ‘barca di Pietro’. Mentre sta per prendere avvio l’anno del Giubileo della Misericordia. Raccontando anche dei molti ‘preti’, e dei molti ‘Negri’, nel senso di sacerdoti di tonaca e non d’animo, e nel senso non solo e non tanto dell’Arcivescovo Luigi di Ferrara-Comacchio, ed Abate di Pomposa, che al Papa avrebbe augurato una pronta, provvidenziale fine causa intervento divino, quanto dei tanti che come lui infidi, ma più di lui avveduti, stanno acquattati nell’ombra, convinti, eduardianamente, che «ha da passà ‘a nuttata». Intanto tramano, e traman di politica ed altro aspettando la fine di Francesco e della sua rivoluzione.

L’impressione, oltre che la speranza, è che avranno da attendere a lungo, e che, in ogni caso questo cambiamento, questo ritorno alle origini, stia procedendo e, sempre per rimanere in tema di ritorni, impressione e speranza sono che abbia raggiunto ormai un punto di non ritorno. Jorge Mario Bergoglio, divenuto Papa Francesco, apre, significativamente prima in Africa e poi a Roma le Porte Sante del ‘suo‘ Giubileo mentre c’è chi, più modestamente, si accontenta di aprire, o provare ad aprire, qualche porta dei Palazzi, o delle Palazzine, del potere. Così vediamo da un lato l’agitarsi osceno ed impazzito, come di chi tenta di sopravvivere ai e con i propri mali, ed al male fatto, dall’altro l’arrivo ai vertici della Chiesa Cattolica, e poi, ed oggi, l’agire di un uomo così diverso e risolto come l’attuale, letteralmente miracoloso e tale da rischiare di far davvero credere al francamente incredibile, cioè allo Spirito Santo e ad un suo diretto intervento.

Certi atteggiamenti e comportamenti, rivelatori di sentire acre e risentito contro l’operato di Francesco, come già abbiamo avuto modo di sottolineare, ci accorgiamo ora come possano essere anche utili per arrivare prima a una purificazione necessaria, e velocemente necessaria. Ché prima il sommerso, e certe malattie dell’anima e della carne, vengono portate allo scoperto, prima si può provare a guarirle ed a guarirne. Lui, Francesco, senza darsi troppa cura delle resistenze, o meglio curandole attentamente senza darlo a vedere e senza averne troppo timore, va dritto per la propria strada. E, aprendo quella porta, sembra dare aria, respiro, teologicamente pneuma, a tutto, sin alla nostra quotidianità inquinata, sino addirittura alla nostra politica inquinante ed inquietante. La potestà politica della Chiesa Cattolica sull’Italia, e poi la presenza del Vaticano al suo interno, è stata a lungo una ‘maledizione’ per il Paese.

Oggi, ineditamente ed imprevedibilmente, si rivela una benedizione. Una grande benedizione.

Buon Giubileo a tutti.

 

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