sabato, Aprile 10

Il Presidente Donald Trump non corre nessun rischio di impeachment Ad affermalo è uno dei massimi avvocati ed esperti di Costituzione, Alan Deshowitz

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Il recente incontro a Helsinki tra il Presidente Donald Trump e il Presidente Vladimir Putin rivela il tentativo della Casa Bianca di aprire un dialogo con il nemico storico degli Stati Uniti con l’obiettivo di creare un fronte comune per isolare Europa e Cina, i due blocchi economici attualmente sotto attacco americano tramite la politica protezionistica e barriere doganali. Una politica che va contro l’ideologia del libero mercato imposto per oltre un ventennio dall’America ma vitale per difendere una economia malata, da fine impero.

L’incontro tra Trump e Putin ha scatenato una indignazione generale negli Stati Uniti. L’opinione pubblica sembra scioccata che si possa tendere la mano ad una Nazione considerata ostile e infida. I principali Media, in prima linea la CNN, concordano che nessuna alleanza può essere vantaggiosa per l’America considerando la natura dittatoriale di Vladimir Putin e la sua politica estera imperialista. I Democratici gridano al tradimento e molti Repubblicani rimangono perplessi chiedendosi se Donald Trump sia veramente il Presidente che necessitano gli Stati Uniti per risollevarsi dalla crisi economica e morale che rischia di far declassare la prima potenza mondiale.

L’incontro con Putin giunge in un particolare momento ed è affiancato da due importanti avvenimenti. Nuove prove sembrano emergere sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale del 2016 dove Donald Trump ha riportato la vittoria su Hillay Clinton. Nello stesso tempo il Ministero della Difesa russo ha ufficializzato l’esistenza di super armi che offrono alla Russia una netta superiorità rispetto al sistema di difesa americano. Si tratta di missili supersonici con una gittata illimitata denominati Kishal che possono avere un duplice utilizzo: nucleare e convenzionale. Nella versione convenzionale la testata del missile contiene decine di mini missili che, una volta liberati dal contenitore madre, individuano autonomamente i bersagli tramite fonte di calore e possono distruggere contemporaneamente una divisione di carri armati. I test di queste armi segrete sono iniziati nel 2016 e riprendono gli studi effettuati durante l’epoca sovietica negli anni Sessanta.  Fino ad ora l’esistenza di queste super armi era rilegata alle teorie del complotto e diffusa da alcuni blog a cui non si voleva prestare ascolto. Il Presidente Vladimir Putin ha ufficializzato la loro esistenza un giorno dopo l’incontro con Donald Trump. Un chiaro messaggio che gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse di aprire una era di distensione e collaborazione con la Russia.

Una collaborazione che potrebbe avere serie conseguenze per l’Impero Americano. Putin potrebbe limitare l’influenza americana in America Latina, impedendo le attuali guerre segrete della CIA contro i governi di sinistra in Venezuela e Nicaragua. Anche il ruolo degli Stati Uniti nel Continente Africano potrebbe venir limitato. Per esempio potrebbe essere bloccata l’Operazione “Isolation and Destroyideata dal Segretario di Stato Mike Pompeo per abbattere i regimi dittatoriali in Congo e Burundi, stretti alleati della Russia. Sul fronte medio orientale il Presidente Assad potrebbe vincere la guerra civile;  gli alleati americani: Israele e le monarchie feudali arabe venir diminuiti a vantaggio di nuove potenze regionali tra le quali l’Iran. Sul fronte europeo la capacità difensiva della NATO potrebbe venir ridimensionata tramite il già’ preannunciato progressivo disimpegno degli Stati Uniti nella difesa del Vecchio Continente.

Questi ovviamente sono dei scenari geo politici che potrebbero avverarsi o meno, ma sono sufficienti per gli oppositori del Presidente Donald Trump per rievocare la necessità di ricorrere all’Impeachment per rimuovere un Capo di Stato pericoloso per la democrazia e gli interessi degli Stati Uniti. Un Capo di Stato sempre più accusato di avere tendenze tiranniche. Le ragioni per un impeachment sono molteplici ed evidenti, sostiene l’ampio fronte avverso a Trump. È stato eletto grazie alle interferenze russe; crea imbarazzo e ostilità tra gli alleati (vedasi l’assurda accusa che il Montenegro potrebbe invadere la Russia); si sta arrendendo a Putin rafforzando una potenza mondiale storicamente nemica degli Stati Uniti. Nonostante che questi argomenti sembrano forti e sufficienti non esiste alcuna possibilità legale e costituzionale per l’impeachement del Presidente Donald Trump.

Ad affermalo è uno dei massimi avvocati ed esperti di Costituzione: Alan Deshowitz nel suo ultimo libro: “The Case Against Impeaching Trump” (Il caso contro l’impeachment di Trump). Deshowitz non supporta la politica del Presidente Donald Trump essendo un difensore delle libertà civili e della Costituzione. Eppure emerge dal fronte anti Trump, affermando che non esistono i presupposti legali e costituzionali per destituire Trump. Il suo libro ha fatto scalpore in America in quanto si basa su una attenta e inconfutabile analisi giuridica della Costituzione. Deshowitz ha recentemente esposto le sue ragioni sul settimanale americano Newskeek, di cui L’Indro propone al pubblico italiano un estratto:

«Cosa succederebbe se il Presidente Donald Trump fosse rimosso dalla Presidenza tramite un Impeachment dettato dalle influenza russe durante la campagna elettorale del 2016? Se ci fossero delle prove di queste interferenze (al momento non ne ho vista una) si creerebbe una grave situazione politica. Nessun cittadino americano può edere colluso con una potenza straniera soprattutto per vincere le elezioni e accedere alla Presidenza.

Nonostante il desiderio di molti americani esiste una grossa differenza tra le accuse rivolte a Trump e le prove di un reato. Nel contesto delle elezioni presidenziali il reato si potrebbe identificare se i Repubblicani avessero commesso evidenti frodi elettorali per far vincere Trump o avessero violato le procedure previste per le elezioni. Il supporto ad un candidato espresso da una potenza straniera o le simpatie del candidato per la potenza straniera non costituiscono un reato.

Ammettiamo che sia vero quello che sostiene il campo avverso al Presidente. Ammettiamo che Donald Trump abbia contattato Vladimir Putin prima o durante la campagna elettorale stringendo un patto segreto. Tu mi aiuti a vincere le elezioni e io annullo le sanzioni economiche ed inauguro una era di distensione e amicizia. Se questo patto fosse realmente stato siglato al livello giuridico non rappresenterebbe un reato federale. Ci sono naturalmente dei limiti nelle relazioni con le potenze straniere e il loro supporto politico ma, in assenza di prove di sostanziali interferenze nel processo elettorale, la distensione tra Russia e Stati Uniti o la simpatia che Putin prova verso Trump e viceversa non costituiscono reato.

Ci sono evidenze che i servizi segreti russi hanno reso pubblici gli email privati di Hillary Clinton, contribuendo così a screditarla e a far vincere Trump. Purtroppo questi email non sono stati intercettati dai russi, li hanno solo ottenuti da poteri forti americani avversi ai democratici e li hanno pubblicati. Questo non rappresenta reato come non è reato se il New York Times o il Washington Posto pubblicano segreti di Stato come i Petagon Pepers ricevuti da hacker del calibro di Chelsea Manning e Edward Showden. Questi ultimi e non i quotidiani citati hanno commesso reato.  Di conseguenza a livello giuridico e costituzionale Donald Trump non può essere processato per collusione con la Russia solo perché i servizi segreti russi hanno diffuso segreti sul candidato avverso non direttamente intercettati ma, semplicemente ricevuti da persone che di certo non amavano vedere la Hillary Clinton alla Presidenza.

Creare le basi per un impeachment di un Presidente Americano non è un esercizio facile. Prendiamo un’altra ipotesi. Supponiamo che Donald Trump voglia sostenere l’ipotetica rivendicazione di Putin di riprendersi l’Alaska equiparandola alla Crimea, territorio russo venduto dallo Zar agli Stati Uniti. Sarebbe altro tradimento che potrebbe giustificare un impeachment? No. Secondo la Costituzione sarebbe una libera decisione tra Stati sovrani a meno che non vi siano le prove che il sostegno di Trump sulle rivendicazioni territoriali di Putin sia dovuto da un compenso economico versato.

Nonostante il pensiero comune il provvedimento di impeachment previsto dalla Costituzione è applicabile solo in casi rari e comprovati che il Presidente sia un pericolo per gli interessi vitali del Paese e per la vita dei suoi cittadini. Se il Presidente è un incompetente, o un rude politico, o se si ha la sensazione che possieda atteggiamenti tirannici, tutto ciò non è giuridicamente sufficiente per decretare il suo impeachment. Non si può rimediare ad una cattiva scelta elettorale violando la Costituzione. Non si può sostituire una eventuale tirannia amministrativa con una tirannia legislativa. La Costituzione non lo prevede, anzi lo vieta.

È evidente che vi sono state varie interferenze nella campagna elettorale e nelle elezioni del 2016 ma queste interferenze provengono da molte, troppe fonti. È per questo che fin dall’inizio ho proposto la creazione di una Commissione di Inchiesta Indipendente per verificare la veridicità del coinvolgimento russo, l’impatto delle manovre attuate dall’ex capo del FBI James Comey,le informazioni manipolate dai Media, e le dubbie mosse di vari agenti del FBI.

Tutt’ora continuo a sostenere la necessità di una Commissione indipendente al posto della Commissione Mueller che è altamente partigiana. Il pubblico ha il diritto di conoscere cosa sia realmente avvenuto durante le elezioni del 2016 al fine di evitare questi errori nelle prossime elezioni. Solo una commissione non partigiana può svolgere il ruolo, non una commissione di natura avversa al Presidente che attua indagini orientate a sostenere la colpevolezza a priori.

Nell’oppormi all’ impeachment del Presidente Donald Trump non intendo difenderlo né ignorare tutti i suoi errori fino ad ora commessi. Voglio semplicemente assicurarmi che ogni azione contro il Capo di Stato siano in linea con la Costituzione degli Stati Uniti, il rispetto delle libertà civili e della legge. Nel caso di Trump allo stato attuale non esistono prove che abbia commesso crimini contro la Costituzione, l’unico prerequisito necessario per ottenere la sua rimozione dalla Presidenza. Il Presidente Trump verrà giudicato dall’elettorato che deciderà di rinnovare il suo mandato o di rimuoverlo nelle prossime elezioni.

Anche se si venisse a creare una sensazione diffusa che Donald Trump sia un pericolo per la Nazione e quindi si deve ricorre al impeachment, mi pronuncerò contrario fino a quando verrà dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che il Presidente abbia commesso crimini contro la Costituzione Americana. In questo caso al Impeachment deve seguire un processo dove tutte i diritti di difesa devono essere assicurati al Presidente sotto accusa. Senza processo l’impeachment diventerebbe una manovra politica per liquidare un avversario,quindi un atto anti costituzionale. Se ad un Presidente controverso saranno negati i diritti costituzionali della protezione e del dubbio, apriremo le porte per la negazione di questi diritti ad ogni cittadino americano».

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