domenica, Agosto 14

Il preoccupante strapotere di Elon Musk Uno strapotere da parte americana a cui l’Europa non riesce a stare al passo, nonostante si sia dotata di un’impresa multinazionale che avrebbe dovuto garantire l’indipendenza continentale di accesso allo spazio

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Continuano con insolita intensità le attività di lanci di Elon Musk, l’imprenditore sudafricano che sta stravolgendo le più rosee previsioni di dominio dello spazio americano. Lo scorso 17 giugno dallo Space Center della Florida è partita la missione Starlink-4.19, con 53 satelliti imbarcati su un Falcon 9 portando la costellazione a 2.704 le piattaforme in orbita con 24 lanci effettuati e tredici utilizzi dello stesso booster.

Il giorno successivo dalla base militare di Vandenberg, California è decollato un altro Falcon 9 con a bordo il satellite SARah-1, una belva di quattro tonnellate, utilizzato dall’esercito tedesco e realizzato da Airbus, in subappalto con OHB System AG, dotato di tecnologia radar, quindi per l’osservazione della Terra. Val la pensa sottolineare che SARah-1 è stato il primo contratto ottenuto con un ente istituzionale europeo.

E infine, la terza missione di Musk è stata con il carico commerciale di Globalstar FM15 la costellazione di telefonia satellitare realizzata da Thales Alenia Space.

Sono risultati importanti che delineano quello che sta diventando uno strapotere da parte americana a cui l’Europa non riesce a stare al passo, nonostante si sia dotata di un’impresa multinazionale che avrebbe dovuto garantire l’indipendenza continentale di accesso allo spazio.

Così non va bene. A parte il danno per i mancati incassi di un’impresa colabrodo, il livello di sudditanza che si è generato rispetto al resto del mondo è molto pericoloso. Abbiamo assistito, negli anni passati a una guerra fratricida per il governo dell’agenzia che ha visto la netta sconfitta della politica estera italiana che dopo aver presentato una sua candidatura si è fatta da parte cedendo la posizione all’Austria. Ora, qui la situazione è strategica: Musk segue un suo obiettivo e lancia da est e da ovest degli US delle macchine che assicurano sempre più il controllo delle telecomunicazioni e anche del territorio. Restare fermi a guardare e a compiacersi dei successi altrui può anche essere una nobile arte. Ma alla lunga non paga!

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