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LisbonaÁlvaro Siza Vieira ha chiuso mercoledì una polemica iniziata la scorsa settimana, quando la stampa ha rivelato che l’architetto portoghese, premiato con un Pritzker, pensava di donare la sua collezione al Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal. Dopo questa notizia, di cui molto è stato scritto, Siza ha deciso di donare una parte a due istituzioni portoghesi, Fundação Gulbenkian e Fundação de Serralves, e un’altra al CCA.

“La mia speranza è che il lavoro di questi anni sia in alcun modo utile, come contributo allo studio e alla discussione sull’architettura, specie in Portogallo, in una prospettiva che si oppone a quella dell’isolamento (quella attuale)”, ha scritto l’architetto in un comunicato inviato all’agenzia Lusa.

In questo testo, Siza Vieira giustifica la scelta delle istituzioni portoghesi con la loro “esperienza, qualità e capacità di sviluppare o estendere i loro rispettivi archivi, con una prospettiva di apertura alla consultazione, alla diffusione e alla partecipazione a un dibattito che non è più semplicemente di portata nazionale o individuale”. Siza loda il Canadian Centre for Architecture, che descrive come “esperienza istituzionale di prestigio impareggiabile, con un’attività intensa e continua”, riconosciuto per la sua “esperienza nella conservazione e presentazione degli archivi internazionali”.

In una dichiarazione, l’architetto rivela che il CCA gestirà “una gran parte” dell’archivio, che sarà anche reso pubblicamente accessibile, a Montreal, con i lavori di altri architetti moderni e contemporanei.”

“Secondo gli accordi, il CCA sarà disposto a unirsi alla Fundação Gulbenkian e alla Fundação de Serralves per la coerente catalogazione del materiale e per la condivisione della ricerca e della relativa programmazione”, aggiunge.

Una delle principali preoccupazioni di Siza, che ha 81 anni, è garantire le migliori condizioni per salvaguardare le testimonianze del suo lavoro, e ciò l’ha portato a cercare una soluzione al di fuori del Portogallo.

L’architetto spiega che negli ultimi anni ha sentito il bisogno di organizzare gli archivi, alla ricerca di “una soluzione ragionevole”, dopo aver verificato “un evidente interesse da parte di soggetti e istituzioni.”

 

L’amarezza di Siza

La settimana scorsa, in un’intervista al quotidiano portoghese “Público”, l’architetto non aveva nascosto la propria amarezza, dicendo che nessuno si è mai preoccupato dei suoi archivi, nè delle sue architetture. “Era tempo che qualcuno cominciasse a farmi, domande”, ha detto. Il Nobel dell’architettura aveva già espresso il suo disagio per lo stato di degrado di alcuni edifici da lui progettati nel suo paese, come il Padiglione del Portogallo, a Lisbona. Questo edificio, che ha ospitato la rappresentanza nazionale portoghese nel corso di Expo ‘98, è costato € 23.500.000 e nel 2010 è stato classificato come monumento di interesse pubblico.

 

Un amore antico

È da parecchio tempo che il prestigioso ente ambisce ad acquisire l’archivio personale e professionale di Siza, che comprende disegni, modelli, fotografie e altri documenti. Il CCA accoglie importanti archivi e collezioni delle grandi figure dell’architettura mondiale, come l’americano Peter Eisenman, l’italiano Aldo Rossi, o l’inglese James Stirling.

Nel mese di aprile 2012, il portoghese ha fatto visitaal Canadian Centre for Architecture, dove ha parlato del suo metodo di lavoro, in parallelo con la mostra “Alturas de Macchu Picchu”, che comprendeva 35 disegni redatti nel 1995, durante un viaggio in Perù, e schizzi che Siza ha realizzato nel 1977 per il progetto della Quinta da Malagueira a Evora.

 

Il lavoro di Siza è rappresentato nel Centre Pompidou di Parigi, nel Museum of Modern Art (MoMA) di New York e nella collezione dell’architetto britannico Niall Hobhouse, a Londra.

 

La Casa dell’Architettura

L’architetto sognava di costruire una casa dell’architettura nella sua città natale, Matosinhos (vicina alla città di Porto). Aveva progettato un edificio di otto piani, in grado di ospitare gli archivi e le opere (realizzate o solo progettate) da architetti portoghesi. Quando ha presentato il progetto, nel 2011, ha sottolineato l’importanza di raccogliere e conservare la memoria architettonica del Portogallo.

Ma la Casa dell’Architettura, budget di 43 milioni di euro, non è mai uscita dal semplice modello, per il dispiacere di Alvaro Siza. Il progetto non ha nemmeno riuscito a candidarsi per i fondi UE. Il nuovo presidente dell’Associazione Casa da Arquitectura, che ha il compito, tra le altre cose, amministrare, gestire, promuovere e diffondere l’edificio, ha detto che il progetto non è stato abbandonato. Il Comune di Matosinhos aveva proposto, però, una soluzione provvisoria: recuperare l’edificio della Companhia Real Vinícola per ospitarvi la biblioteca di Siza e di altri architetti che ora hanno messo i loro documenti a disposizine del Centro di Documentazione Álvaro Siza.

 

Siza e Serralves

Quando ha iniziato la polemica relativa alla possibilità che il Portogallo perdesse l’archvio di Siza a favore del Canada, la Fondazione Serralves, per la quale Siza ha progettato il museo di arte contemporanea, aveva comunicato all’architetto essere disponibile a ricevere parte dell’archivio -secondo la propria capacità di custodirla- e a trattarla in modo corretto.

Serralves riceverà la raccolta del regista portoghese Manoel de Oliveira. È stato infatti Siza Vieira che ha progettato la riqualificazione dell’ex garage del Conte Vizela per sistemarci la collezione di Manoel de Oliveira. Il progetto è in attesa del bando per concorrere al sostegno comunitario.

La storia della Casa Manoel de Oliveira è ridicola. Il Comune di Porto ha costruito un edificio apposito per questo scopo, che costerà più di due milioni di euro, ma la mancanza di un accordo tra il Comune e il regista non permette di utilizzarlo, e si va degradando. Il comune ha cercato di venderlo all’asta quest’anno, ma non c’erano acquirenti interessati.

 

 

L’Esposizione in Italia

Il Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, presenta una mostra sull’architetto portoghese, dal titolo “Álvaro Siza -. Dentro l’Essere Umano” La mostra raccoglie disegni, fotografie, modelli e oggetti di design.

La mostra, che comprende la partecipazione dell’architetto portoghese e di Chiara Porcu, responsabile dell’archivio Siza, offre un viaggio attraverso la carriera artistica e professionale dell’architetto “a partire dalle vicende storiche del paese”.

 

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