martedì, Ottobre 26

Il PNRR e il Terzo Settore: riparare per costruire nel post-Covid-19 E’ evidente che il Terzo Settore e le imprese sociali sono un veicolo indispensabile per attuare le riforme abilitanti

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Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) oggi è a Bruxelles. E’ un po’ il nostro ‘New Deal’ (248 miliardi di euro) per uscire dal ‘profondo rosso’ economico-finanziario e sociale del nostro Paese. Il titolo del film evoca gli effetti speciali che lo caratterizzano; anche noi abbiamo bisogno di effetti speciali per risalire la china con un piano progettato fino al 2026.

Fra essi, nel PNRR, poteva esserci il Terzo Settore, il volontariato e l’imprenditorialità sociale, che però vedo solo in 4/5 punti (nelle 337 pagine) ed è prevalentemente visto in logica riparativa e non di strutturazione di base. E’ vero che dobbiamoriparare i danni della pandemia’, ma dobbiamo anche costruire.

Ricordo che il Terzo Settore è composto da ca.360.000 aziende, occupa ca.780.000 persone; se aggiungiamo la cooperazione, come imprenditorialità sociale, si raggiunge un totale di ca 1.6 milioni di dipendenti; più della metà dei dipendenti della pubblica amministrazione alla quale si dedica una riforma.

Il PNRR, fin dalla premessa di Mario Draghi, dice che l’Italia non andava bene prima del COVID-19: PIL sempre in coda rispetto agli altri Paesi europei, giovani poco impegnati nello studio, donne in perenne crisi occupazionale. In questa situazione critica ante COVID, l’unico settore che ha tenuto ed ha avuto uno sviluppo positivo è stato il Terzo Settore. Coincidenza? Un caso di serendipità? Non credo.

Ma guardiamo il PNRR nell’ottica anche del ruolo potenziale del Terzo settore e delle imprese sociali come parte integrante dei processi di Ripresa e Resilienza.

Il Next Generation EU (NGEU) ha sei grandi aree di intervento: transizione verde, trasformazione digitale, crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, coesione sociale e territoriale, saluteresilienza economica, sociale ed istituzionale, politiche per le nuove generazioni, l’infanzia ed i giovani.

L’Italia pone in essere 3 tipi di riforme: orizzontali o di contesto a valenza strategica, abilitanti intese comemessa a terradelle riforme generali (oltre alle semplificazioni amministrative), settoriali prevalentemente giuridiche e normative. E’ evidente che il Terzo Settore e le imprese sociali sono un veicolo indispensabile per attuare le riforme abilitanti, sono lo chassis, il motore, il volante e le ruote che fanno viaggiare la riforma.

Esse sono delle milestones del PNRR. Non si puo’ fare economia circolare (l’Italia è al di sopra della media EU) senza incidere sui comportamenti di produzione e di consumo e le sperimentazioni creative attengono spesso a start-up di giovani che si uniscono in cooperative sociali, cooperative, siavs (start up innovative a vocazione sociale).

Anche sul tema lavoro e disoccupazione in era COVID il Terzo Settore ha un ruolo importante. Faccio un esempio. A Milano il tasso di disoccupazione alla fine 2020 per i giovani dai 15-24 anni era del 22,0%. Inoltre il COVID-19 ha aumentato il numero degli inattivi; sono circa 50mila (prevalentemente giovani), scoraggiati e demotivati e non cercano lavoro(alcuni colpiti da burn-out di ricerca di lavoro). Tante porte chiuse e limiti di mercato. E quando in autunno, probabilmente, non si rinnoverà il blocco dei licenziamenti? Questo il contesto milanese; “che fare”? .

Una premessa: ‘prorogando, prorogandoil blocco licenziamenti, si sviluppa la folla degli inattivi. Perciò vediamo alcune semplici proposte. Una possibile è quella del workers buyout (WBO) che converte i lavoratori di imprese che cessano e falliscono in imprenditori e proprietari dell’impresa  stessa in crisi che diventa impresa sociale ex lege D.Lgs 112 /17. E’ necessario indirizzare i dipendenti delle imprese in crisi di mercato e domanda (fiere e convegni, agenzie viaggi,alberghi,ristorazione,gestione parcheggi,giochi e scommesse(?) ecc.) verso nuove abilità e conoscenze per  settori industriali e della logistica, tecnologie per telecomunicazioni, commercio on line, assistenza piccoli elettrodomestici,impianti fotovoltaici e fonti rinnovabili, automazione, controllo e sicurezza ecc. che sono trainanti e fortemente esposti ad incentivi di NG EU.

Spesso la crisi dipende dall’anzianità dei proprietari che non trovano una successione pur essendoci mercato e domanda per l’impresa. I proprietari sono essi stessi inattivi e demotivati mentre i dipendenti,se avessero risorse,continuerebbero l’attività. E qui entra l’impresa sociale del D.Lgs.112/17 come ‘rescue company’ che contempla le fasce deboli dei disoccupati e degli inattivi come nuovi proprietari  di srl –newco con ‘tetto’ di distribuzione di utili. Fondi d’investimento e di venture capital potrebbero essere interessati. Forse gli inattivi troverebbero motivazione a lavorare in un’impresa di cui diventano proprietari? Non tutti, ma molti. E comunque per quanto tempo si possono mantenere in questa situazione? Si può anche applicare la c.d.Legge Marcora che disciplina un regime di agevolazioni finalizzate all’incremento dell’occupazione attraverso lo sviluppo dell’imprenditorialità cooperativa ed interviene anch’essa nelle imprese in crisi.

Tutto questo si collega ad un aspetto molto sottolineato nel PNRR: lo sviluppo, il monitoraggio e la valutazione delle competenze. In sintesi, investimenti in formazione (Massive Open Online Courses) che potranno essere pubblici, ma anche privati e fra essi associazioni  e cooperative sociali che non hanno l’obiettivo della massimizzazione del profitto, ma il finalismo del bene comune sociale inteso come istruzione abilitante.

Nel PNRR si sottolinea il settore Turismo e cultura che deve risalire la profonda crisi: si cita turismo e cultura 4.0.Ma chi veicola questa acculturazione? Forse che il turismo e la cultura in Italia e, prevalentemente nel sud, non passa attraverso le ‘pro loco’ che, per caso, sono delle non profit?

La parità di genere, in tutte le sue sfaccettature,è un tema molto ‘gettonato’ nel PNRR: creazione di imprese femminili,certificazione della parità di genere ecc.Tutte attività svolte da una parte delle imprese sociali.

Nel capitolo del Servizio civile universale si sviluppa il ruolo del Terzo settore e si sottolinea la  sua importanza come nella Missione 5 (Inclusione e Coesione), nel capitolo Piani Urbani Integrati (si veda anche l’art 55 della Legge 106/17), riguardo alla disabilità e alla non autosufficienza.

Il tema salute si incentra sui servizi sanitari di prossimità, sulla sanità territoriale, sulle Case della Comunità che forniranno servizi sanitari sul territorio. Per definizione associazioni, cooperative, cooperative sociali, fondazioni hanno una vocazione di prossimità ed interpretano al meglio i bisogni e la domanda della gente e dei cittadini. Una riforma sanitaria in cui pubblico e privato profit e non profit si integrano fra loro. Il PNRR ci obbliga a partecipare ad una ‘competitiva’ fino al 2026; però non possiamo considerarla come una marcia non competitiva dove è sufficiente dire ‘c’ero anch’io’, è una competizione collaborativa che bisogna vincere non in modo agonistico. Senza Terzo settore, imprenditorialità sociale, cooperative non si supera il COVID-19.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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