domenica, Aprile 18

Il Pd denuncia Grillo. Altro regalo. image

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Sono i guai giudiziari di Beppe Grillo a dominare la giornata politica di oggi. Il primo è un processo legato a una protesta in Val di Susa, al termine del quale Procura di Torino ha chiesto per lui 9 mesi di reclusione. I fatti risalgono a dicembre 2010 e l’accusa è di aver violato i sigilli posti alla Baia Clarea, una baita costruita abusivamente nei pressi dei cantieri della TAV in Val di Susa e diventata simbolo del movimento. Grillo improvvisò un comizio e, con dei militanti NO TAV, entrò nell’edificio (pur essendo stato diffidato a farlo).

Il secondo è un esposto contro Grillo per «istigazione ai militari a disobbedire alle leggi» presentato alla Procura di Roma (e da questa trasmessa a Genova per competenza) dall’aspirante dalemiano Fausto Raciti, deputato e coordinatore dei giovani del Pd. L’oggetto della denuncia è una lettera aperta alle forze dell’ordine, apparsa il 10 dicembre 2013 sul blog di Grillo, in cui si istigavano i militari a disobbedire ai politici. Il codice è il 266 del codice penale e prevede la reclusione da due a cinque anni.

L’attacco a Grillo sul piano giudiziario (e in così marcato ritardo rispetto agli eventi) hanno scatenato una valanga di accuse sui social all’inesperto deputato Pd. Anche negli ambienti del suo partito vi è la certezza che questa iniziativa  contribuirà a regalare a Grillo un’aura di persecuzione e martirio che gli permetterà non solo di consolidare ma anche di aumentare il 22% di consensi sui cui si attesta il MS5 secondo diversi sondaggi (senza considerare che il M5S è sempre molto sottostimato dai sondaggi).

Intervistato dall’Huffington Post, il giovane Raciti ha spiegato di aver denunciato Grillo «per sollevare un problema». Parla di «linea rossa che non si può superare in democrazia», definisce la sua denuncia «un atto politico» e spiega che «ci sono cose che in democrazia non si possono fare». Una mossa incauta, quella dell’esposto, forse suggerita dall’ansia di visibilità all’interno del partito perché alle prossime politiche il seggio non è garantito a nessuno se non ai fedelissimi di Renzi. Il Pd, infatti, non è detto che vinca e, ove anche vincesse, il premio di maggioranza non regalerà più un numero abnorme di deputati. Fra i deputati di terza fascia della minoranzaè quindi scattata l’ansia di prestazione e la ricerca di qualche apparizione in TV.

Secondo lo sconosciuto deputato del Pd, inoltre, Grillo «non sta portando nulla a casa nulla mentre noi abbiamo portato in Parlamento la riforma della legge elettorale e stiamo spingendo per una nuova ripartenza del governo».

Proprio oggi, però, i parlamentari del M5S hanno ottenuto un grande risultato politico. Hanno presentato, infatti, un emendamento al decreto “Destinazione Italia, che prevede una compensazione (seppur con dei paletti) fra debiti e crediti con la pubblica amministrazione. La validità di questo sistema sarà (per ora) di un anno e i soggetti interessati sono tutte le società (comprese le ditte individuali) che vantino crediti con qualsiasi amministrazione (statale, locale o autonoma). La norma non è ancora operativa perché bisogna aspettare che il ministero dell’economia emani un apposito decreto attuativo (ha 90 giorni di tempo). In ogni caso i grillini hanno fatto prevalere un giusto principio e stupisce che,sia stato un partito nuovo a imporre la soluzione a un problema noto da anni. Ulteriore dimostrazione che gli attacchi alle intemperanze verbali dei grillini servono a coprire le sostanziali inadempienze del governo.

Ritornando a Raciti, di lui si legge nel suo blog: «Diventa segretario dei Giovani democratici nel 2009. Nel 2012 viene riconfermato. Col tempo, si innamora del socialismo libertario di Vittorio Foa e Bruno Trentin, del pensiero anticoloniale di Edward Said e delle opere di Albert Camus. Non ha ancora conseguito alcuna laurea ma non ha complessi di inferiorità». Forse il problema è proprio quello. 

 

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