mercoledì, Settembre 22

Il paradosso laotiano

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Laos

BangkokI paradossi dell’economia in epoca di crisi globale: il problema maggiore nel quale incorre lo sviluppo economico del Laos -una Nazione tra le più prominenti in termini di attuale boom economico e non solo nella sua area- è una relativa contrazione nei numeri dei lavoratori specializzati disponibili sia sul mercato del lavoro interno ma soprattutto sul mercato del lavoro estero. E’ quanto si legge nell’ultimo resoconto della Federazione Laotiana dei Sindacati del Commercio LFTU

Eppure i lavoratori continuano a rischiare di perdere il proprio lavoro e non hanno alcun tipo di protezione sul posto di lavoro poiché la Federazione Laotiana dei Sindacati del Commercio non è in grado di difendere i loro diritti ed interessi. Questo è un problema di notevole entità specialmente nelle attività commerciali e nell’imprenditoria privata condotta da stranieri e riguarda i lavoratori agricoli emigranti che cercano lavoro nelle città, i soggetti che lavorano illegalmente in altre Nazioni, i lavoratori non contrattualizzati e stagionali e così via.

Questi sono stati i punti salienti del discorso principale rilasciato dal Vice Presidente della Federazione Laotiana dei Sindacati del Commercio, Vanhna Douangphachan, durante il Quarto Meeting della Condivisione e del Coordinamento tenutosi venerdì scorso a Vientiane.

«Ma il problema principale che ci ritroviamo da sfidare è che la nostra forza lavoro non è capace di rispondere adeguatamente alle richieste ed alle necessità dell’imprenditoria e non offre quei requisiti che oggi sono riscontrabili nel mercato del lavoro», ha detto tra altre cose nel suo discorso il Vice Presidente della Federazione Laotiana dei Sindacati del Commercio, Vanhna Douangphachan.

Il Meeting di venerdì scorso s’è tenuto allo scopo di definire l’accordo di risoluzione delineato al recente Terzo Meeting Internazionale della Condivisione e del Coordinamento.

I partecipanti hanno potuto ascoltare quale sia lo stato dell’arte in relazione alle attività della Federazione ed hanno anche discusso i piani futuri e le strategie da adottare, compreso un report sul piano di sviluppo socio-economico della Nazione e sulla attuale disponibilità di forza lavoro.

Durante il Meeting si è anche approfondito il tema riguardante la implementazione della Legge sul Lavoro e la Legge sulle Unioni Sindacali del Commercio, disegnando un piano strategico 2015-2017 oltre che condividere idee sulle attività dei sindacati del commercio e correlative tematiche di settore.

Ci sono più di 45.000 unità lavorative attraverso tutta la Nazione (compresa la Pubblica Amministrazione), 17 sezioni provinciali della Federazione Laotiana dei Sindacati del Commercio, la sede di Vientiane della Federazione stessa, 36 organizzazioni amministrative della Federazione LFTU, 148 Distretti e 3.797 unità sindacali di base.

Ogni settore sta operando per raggiungere lo scopo dello sviluppo socio-economico, la pacificazione politica basata sulla integrità, sulla crescita economica nazionale sostenibile, il PIL al 7.5 per cento, lo sviluppo socio-culturale, gli Scopi di Sviluppo del Millennio, lo sviluppo rurale e la riduzione della povertà.

Ma nonostante tutti questi sforzi, la povertà ancor oggi è largamente diffusa nel Paese. Almeno una trentina di Distretti su un totale di 148 in tutta la Nazione assommano il 20.27 per cento delle aree impoverite, 1.966 villaggi ovvero il 23.09 per cento di essi sono classificati come viventi in stato di povertà e 92.328 famiglie ovvero l’8,11 per cento sono anch’essi considerati costretti in stato di povertà.

Invece, altri 3.095 villaggi, cioé il 36.35 per cento, sono descritti come sviluppati.

Il Laos ha una popolazione di circa 7 milioni di abitanti, con l’età lavorativa collocata in genere tra i 18 e i 55 anni di età. Il fulcro della popolazione, circa 4.5 milioni di persone, lavora in Agricoltura mentre un altro 7.8 per cento lavora nell’Industria ed il 23.4 per cento lavora nel settore dei Servizi.

Vanhna Douangphachan afferma che il Governo sul tema del lavoro sta operando al fine di sostenere lo sviluppo delle specializzazioni e di fatto vi sono scuole vocazionali in ogni Provincia. Nel Biennio 2013-2014, 37.054persone hanno seguito corsi di aggiornamento e specializzazione comprese 15.579 donne e sono stati trovati lavori per 56.186 persone.

A proposito della Legge sul Lavoro, mentre il Governo non ha ancora ratificato la Convenzione n. 98 riguardante il Diritto di Organizzare Affari Collettivi (Rivisto) la Federazione Laotiana dei Sindacati del Commercio ha implementato affari collettivi per proteggere i lavoratori e gli impiegati in linea con la situazione del Laos.

La questione del lavoro specializzato riguarda un po’ tutta l’area Sud Est asiatica ed asiatica più in generale e se ne riscontrano segni anche in altre Nazioni come la Corea del Sud, il Vietnam e Singapore, per fare altri esempi nel genere. Nel caso del Laos, però, tutto ciò dimostra quanta strada vi sia ancora da fare o non sia stata fatta del tutto in termini di processi educativi, scuole di addestramento, training e specializzazione. L’apparato dell’Istruzione diventa così ufficialmente il primo tassello da curare nell’ambito della pianificazione governativa, compresi i corsi stessi di specializzazione vista la sempre più crescente richiesta di lavoro specializzato allo stato attuale delle cose. La crescente richiesta di forza lavoro specializzata sta di fatto ri-disegnando il mondo del lavoro in questa specifica area asiatica continentale ma ad aggiungere volume al problema vi è il fatto che, nella globale richiesta di appaltare forza lavoro a basso costo, è sempre più grande il numero e l’entità dell’apparato produttivo globale nella sua voracità di lavoro sia non-specializzato sia –e soprattutto- specializzato.

La richiesta di personale specializzato ha, tanto per dirne una, spostato gli equilibri del mercato del lavoro soprattutto nell’area asiatica, portando la Cina a rivedere i propri piani, dato che la posizione è stata di assoluto predominio nel contesto asiatico (e mondiale) fino a quando si è trattato di porre sul piatto della bilancia la forza lavoro indifferenziata. Nel momento in cui l’apparato produttivo locale e globale ha richiesto manodopera specializzata ed a costi ancor più competitivi della forza lavoro cinese, sulla scena ha acquisito una posizione di particolare rilevanza la manodopera vietnamita e oggi laotiana.

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