giovedì, ottobre 18

Il Papa cade e si rialza. Non solo fisicamente… Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 83

0

Papa Francesco martedì 9 ottobre (2018) «nel tornare a Santa Marta è inciampato ed è caduto. Si è rialzato, tranquilli, sta bene». Lo ha riferito il direttore della Sala stampa Vaticana, Greg Burke, aprendo la ennesima Conferenza stampa sul Sinodo dei Vescovi dedicato ai Giovani. Si tratta, evidentemente, di una ‘non notizia’, ma metaforicamente è una notizia importante.

La ‘caduta’, di ben altro genere, di Jorge Bergoglio è voluta ed auspicata da molti. Specie in quel ‘corpaccione’ della Chiesa Cattolica che lui ha cercato di tirar fuori dal pantano in cui versava, da un vieto tran tran. Per non dir di peggio, e molto ce n’è a partire dalla questione pedofilia finalmente affrontata in maniera recisa e si spera definitiva. Ma ogni organismo, specie se malato, si difende ed è quanto sta avvenendo. Però la reazione della parte sana del mondo cristiano che si ritrova nella cattolicità dimostra che dalle eventuali ‘cadute’ provocate questo Pontefice si rialza rapidamente e più forte di prima. Ne è un esempio forte perché centrale, anche e appunto, la XV Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (questo il suo nome esatto) che si svolge in Vaticano da mercoledì 3 a domenica 28 ottobre (sempre 2018). Ed ha come ‘titolo’ completo ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’.

Particolarmente significativa la parte introduttiva del Documento Preparatorio voluto da Francesco. «”Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11): ecco il progetto di Dio per gli uomini e le donne di ogni tempo e dunque anche per tutti i giovani e le giovani del III millennio, nessuno escluso. Annunciare la gioia del Vangelo è la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa. Il Sinodo sulla nuova evangelizzazione e l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium hanno affrontato come compiere questa missione nel mondo di oggi; all’accompagnamento delle famiglie incontro a questa gioia sono stati invece dedicati i due Sinodi sulla famiglia e l’Esortazione Apostolica Postsinodale Amoris laetitia. In continuità con questo cammino, attraverso un nuovo percorso sinodale sul tema: ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’, la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi. Come un tempo Samuele (cfr. 1Sam 3,1-21) e Geremia (cfr. Ger 1,4-10), ci sono giovani che sanno scorgere quei segni del nostro tempo che lo Spirito addita. Ascoltando le loro aspirazioni possiamo intravvedere il mondo di domani che ci viene incontro e le vie che la Chiesa è chiamata a percorrere».

E ancora. «La vocazione all’amore assume per ciascuno una forma concreta nella vita quotidiana attraverso una serie di scelte, che articolano stato di vita (matrimonio, ministero ordinato, vita consacrata, ecc.), professione, modalità di impegno sociale e politico, stile di vita, gestione del tempo e dei soldi, ecc. Assunte o subite, consapevoli o inconsapevoli, si tratta di scelte da cui nessuno può esimersi. Lo scopo del discernimento vocazionale è scoprire come trasformarle, alla luce della fede, in passi verso la pienezza della gioia a cui tutti siamo chiamati. La Chiesa è consapevole di possedere “ciò che fa la forza e la bellezza dei giovani: la capacità di rallegrarsi per ciò che comincia, di darsi senza ritorno, di rinnovarsi e di ripartire per nuove conquiste” (Messaggio del Concilio Vaticano II ai giovani, 8 dicembre 1965); le ricchezze della sua tradizione spirituale offrono molti strumenti con cui accompagnare la maturazione della coscienza e di un’autentica libertà».

A partire da queste basi Bergoglio appare di giorno in giorno, in realtà, più ‘forte’, e non solo e non tanto per le sue ‘vittorie’ geopolitiche, come l’incardinamento del rapporto con la Cina popolare. Quanto per la risposta che dal popolo cristiano e da questo Sinodo stanno provenendo. Poi, da lunedì 29 ottobre si cominceranno a trarre i primi bilanci ‘di stagione’.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’