sabato, Settembre 25

Il Paese che spia se stesso Storia e attualità del sistema di 'intelligence' della Corea del Nord. Intervista a Ken E. Gause

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 Corea del Nord Kim Jong-un

La Corea del Nord, conosciuta anche come il ‘Regno Eremita’, il Paese più inaccessibile del mondo, sin dal momento della sua fondazione si è sempre servita di un severo e capillare sistema di sicurezza interna, basato sull’esistenza di una ‘Polizia politica‘ e su una vasta rete di informatori, che tiene sotto osservazione costante la popolazione e monitora qualsiasi attività considerata sospetta o potenzialmente sovversiva. Un sistema di controllo totale, a tal punto radicato nel tessuto della società nordcoreana da finire per coinvolgere attivamente gli stessi comuni cittadini. Di questo ‘servizio di intelligence’ del regime nordcoreano ce ne svela le origini e il funzionamento Ken E. Gause, senior analyst in Studi Strategici e Direttore dell’International Affairs Group della CNA Corporation.

 

Parliamo delle origini storiche dell’SSD (Dipartimento per la Sicurezza di Stato) della Corea del Nord, noto anche come il Ministero della Sicurezza di Stato?
Un ‘Comitato Popolare provvisorio della Corea del Nord’, controllato dallo Stato centrale nordcoreano, fu istituito il 12 febbraio 1946 sotto la guida di Kim Il-sung. Il suo organo adibito all’applicazione della legge, l’Ufficio per la Protezione e la Sicurezza, conteneva un’organizzazione-ombra responsabile dell’intelligence. Precursore dell’attuale SSD (Dipartimento di Sicurezza di Stato), questo reparto manteneva la sorveglianza sulle forze pro-giapponesi e reazionarie. Con la creazione dello Stato della Corea del Nord nel 1949, l’Ufficio per la Protezione e la Sicurezza è stato trasformato nel Ministero degli Affari Interni e il servizio responsabile della sorveglianza è diventato l’Ufficio per la Sicurezza Politica. Così come la Polizia regolare, questo ufficio manteneva funzionari negli organi locali a livello provinciale, nazionale, cittadino e distrettuale. L’ufficio provinciale (60-80 funzionari) supervisionava non solo le sezioni delle contee e delle città (13-15 funzionari), ma anche le attività legate alle fabbriche. Come nel caso della Polizia regolare, gran parte del lavoro della Polizia politica era focalizzato sull’individuare e prevenire i crimini contro lo Stato e si appoggiava a una vasta rete di informatori.

Arriviamo agli anni ’50 e ’70 …
Nella metà degli anni ‘50, dal momento che Kim Il-sung era impegnato in una lotta con le fazioni pro-sovietiche e pro-cinesi all’interno del Partito, l’Ufficio della Pubblica Sicurezza si staccò dal Ministero degli Interni per diventare il Ministero della Pubblica Sicurezza. La funzione di Polizia segreta di questo nuovo Ministero fu assegnata al suo Dipartimento della Sicurezza Politica, che nel 1960 giustiziò più di 6.000 tra avversari politici di Kim Il-Sung e altre forze ostili e deportò circa 70.000 prigionieri politici nei campi di prigionia. La riorganizzazione del Governo nel 1972 portò alla riorganizzazione del Ministero. La funzione di Polizia segreta passò al Dipartimento della Sicurezza Politica di Stato, che rispondeva ora all’ufficio del Presidente (Kim Il-sung) ed era legata alla catena di comando del Partito dei Lavoratori di Corea (Kim Jong-il), che aveva assunto il potere per garantire la sicurezza del regime e sostenere la successione di Kim Jong-il. Il Dipartimento della Sicurezza Politica di Stato svolgeva una vasta gamma di funzioni legate al controspionaggio e alla sicurezza interna, normalmente assegnati alla polizia segreta. Monitorava le tendenze politiche dei generali e dei funzionari pubblici di alto rango, individuava i ‘sabotatori’ dello Stato e amministrava i campi per i prigionieri politici. Il suo organico contava circa 50.000 individui. La manovra per implementare il culto della personalità di Kim Il-sung fu accompagnata dal crescente controllo di Kim Jong-il sull’apparato di sicurezza. Alla prima sessione della settima Suprema Assemblea del Popolo nell’aprile del 1982, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza venne trasferito dal Consiglio di amministrazione al Partito dei Lavoratori di Corea. Kim condusse anche il Dipartimento della Sicurezza Politica di Stato sotto il suo diretto controllo all’interno della Segreteria del Partito dei Lavoratori di Corea, cambiandone il nome in Dipartimento per la Sicurezza di Stato, o SSD. Il Dipartimento per la Sicurezza di Stato è una delle istituzioni più oscure del regime nordcoreano. Anche se la sua esistenza era nota da anni, fu solo nel 1987, al momento del funerale dell’allora Direttore dell’SSD Ri Chin-su, che i media della Corea del Nord riconobbero ufficialmente la sua esistenza. I media stranieri si riferiscono spesso all’SSD come al Ministero della Sicurezza di Stato o Dipartimento per la Sicurezza Politica di Stato. La sua funzione militare è presumibilmente ricoperta dall’Unità 10215 del KPA (Korean People’s Army).

Quali sono le principali funzioni dell’SSD e come opera all’interno della società della Corea del Nord?
Il personale dell’SSD è composto da circa 50.000 unità. La sua sede è a Pyongyang, ma possiede uffici a livello provinciale, cittadino e locale. Ha il compito di individuare i criminali accusati di attività anti-governative, reati economici e slealtà verso la leadership politica. Gestisce le strutture di detenzione per reati politici, svolge attività di controspionaggio e raccolta di dati di intelligence. Supervisiona gli orientamenti politici e mantiene la sorveglianza sugli individui che sono rientrati dall’estero. Scorta i funzionari di alto rango, sorveglia i confini nazionali e monitora le zone di accesso internazionali.

C’è qualche tipo di collaborazione tra l’apparato di sicurezza della Corea del Nord e altri servizi segreti stranieri?
Sì. C’è collaborazione tra l’SSD e il Ministero per la Sicurezza di Stato della Cina, su questioni relative alla sicurezza delle frontiere, nello scovare cittadini nordcoreani fuggiaschi che hanno trovato rifugio nelle città cinesi di confine; così come nel monitoraggio e nella lotta contro le operazioni di intelligence della Corea del Sud all’interno della Cina. I rapporti tra le due agenzie di sicurezza, secondo quanto riportato dalle ultime notizie, sono diventati tesi sotto la leadership di Kim Jong-un, in particolare a seguito dell’esecuzione di Jang Song-taek. Da quando Jang era diventato Direttore del Dipartimento Amministrativo del KWP (Korean Workers’ Party) nel 2007, aveva avuto la supervisione formale dell’SSD.

La Corea del Nord, un Paese che ‘spia se stesso’. Vi è una rete di informatori segreti, un sistema in cui la stessa popolazione civile è ampiamente coinvolta, basti pensare al cosiddetto ‘Neighborhood Watch’ (o ‘In-min-ban’). Come funziona questo sistema?
Il sistema di sicurezza interna del regime è estremamente radicato nel tessuto stesso della società. A livello locale, le funzioni di sorveglianza sono legate al sistema noto come ‘In-min-ban’, liberamente tradotto come ‘quartiere, vicinato’ o ‘gruppo di persone’. Esso costituisce la ‘cellula fondamentale’ della struttura sociale della Corea del Nord. Creato nel 1945 dopo la liberazione della Corea dal dominio giapponese, l’In-min-ban è basato sulla ‘Patriot Unit’ nipponica. A partire dal 1946, ogni In-min-ban fu tenuto a registrare il numero delle famiglie all’interno della propria giurisdizione e a identificare le persone che appartenevano al gruppo di quartiere. Ogni In-min-ban doveva inoltre garantire la partecipazione – di natura obbligatoria – delle persone sotto la sua giurisdizione e doveva far sì che esse prendessero parte ai censimenti della popolazione. Oggi, ogni In-min-ban è generalmente costituito da 20 a 40 famiglie che vivono in un quartiere o in un condominio. Ciascun In-min-ban ha il compito di monitorare i suoi membri, provvedere all’istruzione ideologica e servire da canale per varie campagne di mobilitazione. Ogni cittadino nordcoreano è tenuto a far parte di un In-min-ban. I membri di un In-min-ban si riuniscono una o due volte alla settimana; gli incontri sono particolarmente frequentati dalle casalinghe. Il comitato locale di partito nomina il suo leader, scelto per il proprio background familiare. Il leader dell’In-min-ban si consulta anche frequentemente con gli agenti del Dipartimento per la Sicurezza di Stato e del Ministero della Sicurezza del Popolo. Monitorano da vicino il comportamento e le relazioni personali degli abitanti sotto la loro supervisione. Hanno facoltà di visitare le abitazioni in qualsiasi momento della giornata e tutti gli ospiti devono essere segnalati all’In-min-ban. L’In-min-ban in sé non ha alcuna autorità per intervenire attivamente; può solo riportare le segnalazioni a monte della catena di comando. Normalmente, quando le comunicazioni raggiungono gli organi di sicurezza a livello distrettuale, sia la polizia che gli agenti dell’SSD possono essere inviati nel quartiere a indagare. In ciascun In-min-ban vi è almeno un ‘informatore’ che lavora per l’SSD. A volte, un informatore può essere trasferito da un In-min-ban a un altro. Questi informatori riferiscono ogni attività sospetta, dalle dichiarazioni politiche fatte da membri degli In-min-ban, fino agli incontri privati. Essi controllano ciò che i vicini ascoltano o guardano alla radio e alla televisione, e l’eventuale utilizzo di valuta estera. Ricevono una piccola quantità di cibo e denaro dall’SSD o dalla Polizia, oltre a un compenso per attività meritorie particolari.

La domanda sorge spontanea: chi controlla i controllori? Si può dire che il sistema di Polizia segreta sia in qualche modo talmente radicato nella struttura sociale della Corea del Nord – e nella mentalità degli stessi cittadini – da non permettere più la distinzione tra chi spia e chi viene spiato?
Le reti informative che riportano informazioni sulla popolazione della Corea del Nord sono onnipresenti. Si ritiene generalmente che in caso di un raduno di più di un paio di persone, vi sia una buona probabilità che almeno una delle persone presenti riferisca la conversazione alle autorità. Per questo motivo, i nordcoreani sono molto cauti rispetto al proprio interlocutore e all’argomento della conversazione.

Quali cambiamenti si sono verificati nell’SSD rispetto al passato? La leadership di Kim Jong-un ha portato a qualche cambiamento nella struttura dell’SSD?
La struttura dell’SSD è in evoluzione. Alcuni nuovi uffici sono stati creati e altri sono stati fusi dalla fine del periodo del governo di Kim Jong-il. La natura esatta di queste modifiche strutturali non è chiara. Il principale cambiamento che si è verificato sotto Kim Jong-un è stato l’epurazione di Jang Song-taek e l’eliminazione del Dipartimento dell’amministrazione del KWP, che aveva la supervisione dell’SSD (o MSS). L’SSD ora fa riferimento direttamente a Kim Jong-un, nel suo ruolo di primo Presidente della Commissione di Difesa Nazionale.

 

 

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