venerdì, Aprile 23

'Il nuovo Senato sarà un bar dello sport' field_506ffb1d3dbe2

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Tema: Il nuovo Senato. Svolgimento: Sarà come un bar dello sport. Autore: Massimo Villone, costituzionalista. Non piace a una buona parte dei costituzionalisti italiani questa riforma. Il presidente emerito della Corte costituzionale, Gustavo Zagrebelsky parla di suicidio assistito della nostra Costituzione, la costituzionalista Lorenza Carlassare si dice sgomenta, senza parole. E’ sufficiente scaricare e leggere dal sito dell’Osservatorio Costituzionale dell’Associazione Italiana Costituzionalisti, le varie relazioni delle audizioni al Senato sul progetto di riforma costituzionale, per farsi un’idea di quante critiche, tecniche ma anche politiche, siano state mosse all’indirizzo del ddl Boschi. Ciò nonostante, non sembra che obiezioni e critiche siano state tenute in considerazione, pur venendo da un pubblico di tecnici.

I primi due articoli intanto sono stati approvati dal Senato e si preannuncia un percorso in discesa per il disegno di legge con il quale, viene anche detto, il nuovo bicameralismo differenziato del progetto di revisione costituzionale non riesce nemmeno nel tentativo di delineare un raccordo convincente fra Stato ed autonomie territoriali. Eppure il nuovo Senato sarà composto, oltre che da 5 senatori nominati dal presidente della Repubblica, da 75 consiglieri regionali e da 20 sindaci in rappresentanza di di ogni Regione. Non sarà sufficientemente rappresentativa dei territori una tale composizione dell’Aula? Il professore Villone non ha dubbi: “A questa domanda io rispondo con un no. Non sarà rappresentativa. Altri colleghi sono convinti che lo sia. Ma siccome in questa assemblea ci saranno sindaci e consiglieri regionali, il problema è la rappresentatività di queste persone che ci vanno. I territori potrebbero essere rappresentati dai vertici delle maggiori istituzioni, ad esempio i Presidenti delle Regioni e i sindaci dei comuni capoluogo, in tal caso avrei potuto capire. Ma se ci metti una spruzzata di sindaci di piccoli paesi e un po’ di consiglieri di dimensione locale, perché poi il consigliere regionale non rappresenta la Regione ma il suo piccolo bacino territoriale, la sua clientela, allora ribadisco che è poco rappresentativo”. E sull’emendamento Finocchiaro che recita «in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri», che dovrebbe consentire ai cittadini di indicare i consiglieri regionali che andranno a ricoprire anche la carica di senatori, Villone ribatte: “Io credo che il sistema scelto sia quello di far eleggere questi componenti dai consigli regionali, ratificando il voto di non si sa bene quali elettori perché è ancora tutto da verificare. Mentre una composizione mista sarebbe stata la migliore cosa. Chi rappresenteranno e cosa rappresenteranno questi signori, non sono in grado di dirlo. Non faranno campagna nazionale su temi nazionali. Allora che temi tratteranno? Che mandato ricevono dai loro elettori? Ecco perché sostengo che il tema della rappresentanza viene acquisito in modo rozzo e non sostanziale”.

Da Senato della Repubblica la camera alta diventerà Senato delle Autonomie, cambierà non solo l’abito, però. Da un punto di vista tecnico e politico verrà stravolto l’assetto. E su questo stravolgimento e sulle modalità, Massimo Villone è molto critico: “C’erano molti modi per ridisegnarlo, meno invasivi e meno distruttivi degli equilibri istituzionali complessivi. Le conseguenze a cascata vanno molto al di là di quanto sia stato detto. Certamente si potevano raggiungere obiettivi anche di semplificazione, anche di conseguimento di una maggiore efficienza decisionale. Le esperienze di Diritto Comparato ci mostrano tanti esempi anche per arrivare a una sintesi conclusiva dell’iter legislativo senza andare avanti e indietro tra le Camere. Viene poi sbandierato il raggiungimento della riduzione dei componenti di Camera e Senato, ma questa riforma farà risparmiare pochi spiccioli, mentre si potevano creare corsie privilegiate per decisioni parlamentari. La realtà è che il presidente del Consiglio Renzi ha cercato uno scontro di immagine su un terreno populistico che faceva colpo: tagliamo costi e indennità dei senatori. E il costo della permanenza a Roma dei consiglieri e dei sindaci a doppio servizio, lo ha calcolato? Nel frattempo, però, si è scassato tutto l’equilibrio. Sono sempre più convinto che l’obiettivo reale era quello di modificare gli equilibri di sistema”.

La riflessione sui “senatori a mezzo servizio” offre lo spunto per trattare un altro argomento che ha suscitato molte perplessità, cioè quello che riguarda la questione dell’immunità per i nuovi senatori che saranno individuati all’interno dei Consigli regionali e tra i sindaci. Ci si chiede se resterà valido l’ombrello dell’immunità per i componenti del nuovo Senato, anche alla luce delle tante inchieste giudiziarie che coinvolgono quasi tutti i parlamentini regionali italiani, diversi comuni alcuni dei quali, poi, commissariati.

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