sabato, Aprile 17

Il nuovo scandalo Sarkozy field_506ffb1d3dbe2

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Parigi – Ieri mattina, la Francia si è svegliata con un’inaspettata doccia fredda: il suo ex-Presidente, Nicolas Sarkozy, è stato bloccato all’alba dalle autorità giudiziarie in stato di fermo. Il giorno prima, erano state adottate le stesse misure per il suo fedele avvocato, Thierry Herzog, e altri due magistrati della corte di Cassazione: Gilbert Azibert e Patrick Sassoust.

L’ordine di custodia cautelare sarebbe stato emesso in seguito a un interrogatorio svoltosi la mattina stessa a Nanterre, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti per la campagna elettorale del 2007 provenienti dalla Libia. I reati ipotizzati sui quali si sta indagando in queste ore sono violazione del segreto istruttorio e concussione. Sarkozy, infatti, avrebbe messo in piedi una fitta rete di informatori per essere sempre al corrente sulle differenti indagini che lo riguardano. Tra le varie ‘talpe’, spicca il nome del magistrato Azibert, che gli avrebbe rivelato delle indiscrezioni in cambio di una promozione a un posto di prestigio nel Principato di Monaco.

Per capire i motivi che sono alla base di questo provvedimento, bisogna fare un passo indietro di un anno e tornare all’aprile del 2013, quando il tribunale di Parigi aprì la famosa inchiesta sui fondi libici. Come ha rivelato da ‘Le Monde‘ il 7 marzo scorso, i magistrati decisero di mettere sotto controllo i telefoni di Sarkozy e di alcuni dei suoi collaboratori più stretti, come Claude Guéant e Brice Hortefeux, che furono entrambi suoi Ministri dell’Interno. Le intercettazioni registrate tra gennaio e febbraio 2014 portarono alla luce particolari interessanti che destarono l’attenzione degli inquirenti. In alcune telefonate con Herzog, il compagno di Carla Bruni si sarebbe mostrato ben informato sullo svolgimento delle indagini portate avanti dalla Corte di Cassazione, soprattutto su quelle riguardanti l’ ‘affaire Bettencourt’   -qui Sarkozy era stato accusato di circonvenzione d’incapace nei confronti della miliardaria Liliane Bettencourt, dalla quale avrebbe ottenuto dei finanziamenti illeciti per la campagna elettorale del 2007. La minuziosa conoscenza dei dettagli da parte degli intercettati, ha spinto i giudici ad aprire un secondo Dossier per accertare le fonti di informazione dell’ex-Presidente.

Dai dati raccolti sembrerebbe inoltre che sia Sarkozy che Herzog avrebbero acquistato dei telefoni cellulari con dei falsi nome per evitare controlli da parte delle autorità. Proprio su questi numeri, gli inquirenti avrebbero ascoltato conversazioni compromettenti tra Azibert e Herzog, in cui il primo avrebbe rassicurato il secondo, promettendogli di fare tutto il possibile per influenzare alcuni dei suoi colleghi su questioni non meglio specificate.

Sarkò si ritrova così a dover fare i conti con un nuovo scandalo, in un periodo in cui l’ipotesi di una sua candidatura alla dirigenza dell’UMP e alle prossime presidenziali del 2017 si stava facendo sempre più concreta.  In passato siamo stati abituati a vederlo coinvolto in varie indagini giudiziarie, da cui ne è uscito sempre pulito. Già qualche mese fa era stato toccato ‘di striscio’ dallo scandalo finanziario Bygmalion che aveva investito l’UMP costringendo l’allora dirigente, Jean-François Copé a presentare le dimissioni. Questa volta, però, siamo di fronte a un nuovo tipo di inchiesta, che si potrebbe quasi definire storica, visto che è la prima volta che un ex-Presidente viene trattenuto in uno stato di fermo.  Anche se il vecchio coinquilino dell’Eliseo riuscisse a uscire giuridicamente indenne da questo ennesimo ‘affaire’, ipotesi altamente probabile visti i precedenti, la sua immagine politica ne resterebbe inevitabilmente danneggiata, e questa volta sarebbe dura riuscire a ‘ripulirla’.

Tra le file dell’UMP, militanti e dirigenti del partito non hanno perso tempo a fare quadrato attorno al loro leader, gridando allo scandalo e all’accanimento giudiziario da parte dei giudici. Le reazioni non si sono fatte attendere neanche dai partiti avversari: intervistata da ‘Le Figaro’, Marine Le Pen ha dichiarato che «Sarkozy è ormai circondato da un numero inaudito di inchieste che lo hanno discreditato e reso inadatto per una futura corsa alle presidenziali». Il Governo, invece, ha mantenuto toni più pacati. Il suo portavoce, Stéphane Le Foll, si è limitato a dire che «la giustizia dovrà fare il suo corso», ricordando che «Sarkozy è giudicabile come tutti gli altri cittadini».

Tra fedeli sostenitori e curiosi osservatori, erano in molti ad attendere un ritorno di Sarkozy sulla scena politica nazionale. Dopo questi ultimi eventi, comincia già a circolare la voce di un possibile ritiro definitivo. Molto dipenderà dalla piega che prenderà l’inchiesta.
Lo stato di fermo prevede un periodo di 48 ore, al termine delle quali ci potranno essere tre possibili soluzioni. In un primo caso, i giudici potrebbero considerarlo come un semplice testimone, limitandosi a interpellarlo nel caso in cui ce ne fosse bisogno. In un secondo caso, potrebbe essere applicato lo statuto di  ‘testimone assistito’, una condizione ibrida che lo scagionerebbe momentaneamente,  ma lo renderebbe comunque suscettibile di future indagini. Infine, nel più grave dei casi, l’ex-Presidente sarebbe messo direttamente sotto accusa per quello che in francese viene definito ‘trafic d’influence’, espressione utilizzata per indicare un reato simile alla nostra concussione. Sarkozy potrebbe incappare in quest’ultima ipotesi anche solo per aver offerto una ricompensa in cambio di informazioni.

In molti credono che François Fillon e Alain Juppé, i due rivali con i quali si dovrà misurare per ottenere la dirigenza del centrodestra, potrebbero trarre dei vantaggi da una situazione simile. In realtà, questa inchiesta è una vera e propria bastonata per l’intera scena politica nazionale francese. In un momento in cui il Presidente François Hollande ha raggiunto picchi di dissenso storici, un ulteriore scandalo non fa altro che gettare fango sull’immagine istituzionale del Paese. Il malcontento e la sfiducia dell’elettorato sono in continuo aumento e la vittoria del partito di estrema destra del Front National alle ultime elezioni europee ne è la riprova. Recenti sondaggi hanno dimostrato come Marine Le Pen, con la sua politica anti-europeista e anti-austerità, continua a guadagnare consensi, a discapito dei suoi rivali che faticano a trovare una via d’uscita dal tunnel dell’impopolarità.
Se Sarkozy non si presenterà alle prossime presidenziali del 2017, l’UMP sarà costretto a puntare su un degno rimpiazzo per colmare il vuoto politico e carismatico che l’ ‘Hyperpresident’ lascerà nel centrodestra francese.

 

 

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