venerdì, Aprile 16

Il nuovo premier turco: Yildirim alla corte del Sultano

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Leader neoletto del partito di governo AKP (Adalet ve Kalkınma Partisi -Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) e nuovo primo ministro turco, Binali Yildirim da domenica scorsa ricopre la seconda carica più importante dello Stato dopo quella del Presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdoğan. Yildirim è stato nominato leader dell’AKP il 23 maggio, unico candidato alla poltrona e quindi scelta obbligata per i 1405 votanti alle elezioni tenutesi durante un congresso straordianario del Partito. Come da tradizione, il vertice del Partito al governo è stato anche investito Primo Ministro e incaricato di formare un nuovo governo.

Ma facciamo un passo indietro. Che fine ha fatto il Primo Ministro precedente, Ahmet Davutoglu? La rinuncia di Davutoglu alle due poltrone di capo dell’AKP e Premier turco è arrivata il 5 maggio al termine di una riunione interna alla dirigenza del partito. «Sono arrivato alla conclusione che un cambiamento nella posizione di leader del Partito e di Primo Ministro è la cosa migliore» , ha dichiarato Davutoglu durante una conferenza stampa, definendo le sue dimissioni «non una scelta, bensì una necessità». La decisione di fare un passo indietro si è concretizzata con l’annuncio che non si sarebbe candidato nuovamente alla guida dell’AKP, mentre la carica di Capo del Governo rimarrà al Primo Ministro uscente ad interim, ossia fino alla formazione di un nuovo gabinetto.

Benché Davutoglu abbia sottolineato la sintonia con Erdogan, in molti hanno imputato queste dimissioni ai contrasti con il Presidente della Repubblica, divenuti particolarmente aspri negli ultimi tempi. Davutoglu avrebbe espresso un netto dissenso a riguardo delle mire autocratiche della prima carica dello Stato, che vorrebbe concentrare ancora più potere nelle proprie mani, e si sarebbe egualmente disocciato dalle politiche di gestione della questione curda e dei rapporti con l’Europa.

Yildrim, 60 anni e co-fondatore dell’AKP, è stato Ministro dei Trasporti dal 2002 al 2011, per poi passare alla guida di un nuovo dicastero, quello dei Trasporti Marittimi e delle Comunicazioni, dal 2011 al 2013, e nuovamente dal 2015 a oggi. Fedelissimo di Erdogan e suo consigliere speciale, il Primo Ministro entrante conobbe l’attuale Presidente della Repubblica negli anni Novanta, quando il primo, ingegnere navale, dirigeva una compagnia di traghetti nella città governata dal secondo, Istanbul.
Dire che Yildrim appare allineato ai disegni politici di Erdogan è riduttivo. Come riportato da ‘Reuters‘, la neoeletta guida dell’AKP si è rivolto ai delegati del partito dichiarando: «Erdogan è un uomo determinato, un uomo del popolo, uno strenuo difensore della grande Turchia. Lo abbiamo detto con orgoglio, a testa alta, noi siamo compagni di Erdogan… La tua [di Erdogan, ndr]passione è la nostra passione, la tua causa è la nostra causa, il tuo cammino è il nostro cammino». Alla luce di una siffatto esordio, appare del tutto prevedibile che Yildrim farà di tutto per favorire la transizione della Turchia da regime repubblicano parlamentare a presidenziale, il che non sarebbe altro che il riconoscimento, nero su bianco, dell’attuale situazione nel Paese.
Benché il Presidente della Repubblica rivesta un ruolo pressoché formale secondo la Costituzione turca, in questo momento la bilancia di potere pende palesemente dalla parte di Erdogan, la cui influenza sugli affari interni ed esterni del Paese ha di gran lunga offuscato quella del Parlamento.

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