venerdì, Dicembre 3

Il ‘nostro sindaco’ I sindaci eletti e quelli che vanno al ballottaggio dovranno accettare la sussidiarietà operativa, la co-programmazione e la co-progettazione per mantenere i livelli di welfare che i cittadini, quotidianamente, vivono

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Tutti candidati a sindaco nei 1341 comuni in cui si è votato hanno promesso di essereil sindaco di tutti i cittadini’. Il ‘nostro sindaco’ è la formula breve, ma incisiva; l’auspicio che tutti vorrebbero condividere. Marketing elettorale? Opportunità per lo sviluppo del comune? Opportunismo?

Il ‘nostro sindaco’ deve essere ovviamente attento a tutti i bisogni dei cittadini ai quali può rispondere con gradazioni diverse in funzione delle risorse esistenti. Con il PNRR si vedrà e sarà anche la ‘cartina di tornasole’ su alcune aree. A Milano, per esempio, c’è una dote PNRR di 85 milioni di euro che bisogna investire velocemente perchè alla fine del 2023 ci sono le verifiche dei primi risultati raggiunti.

La UE darà i soldi se i risultati sono coerenti con i progetti presentati ed approvati. Risultati non raggiunti, niente soldi. I sindaci dovranno avere una sensibilità sociale che traduca ‘l’effetto annuncio’ in concretezza operativa e soddisfazione equilibrata dei cittadini.

Una politica solidale che esprime dinamismo utile a raggiungere una situazione di qualità della vita che ‘in solido’ accomuna tutti. Azzardando una etimologia specifica, solidarietà come integrazione fra solidum (in latino) e reo (in greco antico) cioè scorrere. Scorrere verso il bene di tutti insieme.

Quindi il ‘nostro sindaco’ che si evolve da sociale a solidale. Solitamente ‘solidale’ è percepito nella dimensione solo buonista, un po’ filantropica, quasi evangelica; invece, è un’aggettivazione che per un sindaco vuol dire ‘trasformare’ in modo aumentativo le risorse a disposizione o che si avranno (vedi PNRR); non ‘estrarre’ dall’esistente per mantenere, ma trasformare per sviluppare.

E’ necessario avere e trovare le risorse, coordinando e rendendo scalabili i progetti nelle periferie che oggi diventano il centro del decentramento operativo e di governance. Il versante della solidarietà che diventa servizi per tutti non è né di destra né di sinistra. Azzardo?Satira alla Gaber? Ritorno all’’uomo qualunque’ di Guglielmo Giannini? No, ma convinti che i bisogni dei cittadini, le fasce deboli della città, la coesione e lo sviluppo socio economico (auspicato e ‘milestone’ del PNRR) della città non sono né di destra né di sinistra in senso tradizionale, ma esigono, senza un ‘colpo al cerchio ed un colpo alla botte’ ed in modo integrato, soluzioni di ‘efficacia’ (cioè risultati) delle scelte politiche.

In questo periodo, stiamo assistendo al coinvolgimento di persone che esprimono la ‘società civile’. E’ d’obbligo, quindi, il riferimento alle imprese sociali solidali (non profit e profit ‘a tetto’ cioè con dividendi calmierati), ormai strutturate in una sussidiarietà di coprogettazione e co-programmazione. Per esempio, il Terzo settore protagonista che è abituato a dare risposte concrete alla domanda espressa ed è avvezzo a gestire l’emergenza (sanitaria,economica, finanziaria).

Cosa sta succedendo in era COVID che è ormai una pandemia endemica e deve combattere la sindemia? Le imprese sociali paradossalmente non chiedono ‘chi sei’, ma chiedono ‘come stai’, per aiutarti ad essere un cittadino meno ‘invisibile ed anonimo’ con diritti e doveri.

La sfida è: essere il nostro sindaco’.

I sindaci eletti e quelli che vanno al ballottaggio dovranno accettare la sussidiarietà operativa, la co-programmazione e la co-progettazione per mantenere i livelli di welfare che i cittadini, quotidianamente, vivono.

Asili nido, assistenza degli anziani, tutela del lavoro femminile, occupazione in generale, assistenza sanitaria e socio assistenziale, ‘una casa per tutti’ ecc. Indipendentemente se si guarda da destra, dal centro o da sinistra. La solidarietà è scelta di sistema tramite piani e programmi, uscendo dal pietismo ed entrando nelle scelte di governance sussidiaria delle città. Avvalersi delle Terzo Settore non è una scelta politica, ma una scelta di governance e di government perché le imprese sociali non profit e con profit ‘a tetto’ (D.Lgs 112/17 o altre fattispecie giuridiche) sono anche tessuto di servizi ‘laici’ quali la movimentazione merci, la logistica,la ristorazione, il lavoro interinale, la manutenzione del verde, la conciliazione del welfare aziendale, lo sport, l’entertainment. E’ il tessuto connettivo della città. Questa situazione impone una partnership di progettazione con il comune non perché è arrogante o rivendicativo, ma perché ha una formula imprenditoriale di impresa sociale vicina ai bisogni dei cittadini ed è capace di ‘farsi carico’, di ‘farsi prossimo’, ‘farsi prossimità’ (si veda PNRR) con risposte efficaci. C’è bisogno di un sindaco che rappresenti la solidarietà non come una residualità buonista, ma come parte necessaria e integrante del sistema di gestione della città.

Una sussidiarietà reale che per sua natura integra e crea economie di scala e risparmia costi, se ben organizzata; che crede nel ruolo del privato sociale che gestisce i beni comuni e di pubblica utilità. Il ‘nostro sindaco’ deve fare delle scelte di trasversalità perché il bisogno, la domanda, la sofferenza e la disoccupazione non hanno partito.

Per questa sua funzione, deve fare integrazione fra aziende pubbliche, private profit e non profit che creano massa critica di efficienza ed efficacia rispetto al ‘bisogno di cittadinanza’ dei cittadini.

In questo periodo di composizione della squadra del sindaco (la giunta) potrebbe sembrare un semplice appello ed invece è un’imprescindibile necessità.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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