lunedì, Ottobre 25

Il nome di Malala divide C’è troppa paura dei talebani: nessun evento culturale in nome del Nobel per la Pace Malala Yousafzai

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Malala_Yousafzai

Bangkok – Il volto di Malala Yousafzai  è oggi uno dei simboli della vera lotta di liberazione femminile dal giogo fondamentalista e retrivo. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua coraggiosa campagna per promuovere l’istruzione nello Swat, in Pakistan, durante il periodo della applicazione della Legge Coranica ma nessun Governo ha sponsorizzato un solo evento per onorare la giovane pioniera dell’istruzione come forma di liberazione, anche dopo il conseguimento del Premio Nobel per la Pace 2014, soprattutto a causa della minaccia di eventuali attacchi da parte di quale miliziano  fondamentalista in ogni angolo del Mondo.

«Sia il Khyber Pakhtunkhwa ,sia i Governi federali hanno temuto la rappresaglia dei talebani nei confronti delle istituzioni che hanno mostrato apprezzamento nei confronti della ragazza che ha apertamente sfidato la campagna contro la diffusione dell’istruzione», ha affermato Khadim Hussain, il Capo della Bacha Khan Education Foundation.

Il Dottor Khadim ha affermato che la Fondazione è stata in grado di organizzare pochi eventi in base alle proprie capacità ma finora non vi è stato alcun patrocinio per organizzare un evento su larga scala. «Senza avere alcuna manifestazione di alto profilo su questo tema»ha fatto notare l’accademico« l’intera Nazione perde una grande occasione per una piena integrazione col resto del Pianeta».

Il Capo della Bacha Khan Education Foundation ha affermato che è stata proprio la componente militante del fondamentalismo islamico ad aver isolato la Nazione nel Mondo, la fama conseguita da Malala è quindi una occasione importante per il Paese vista la fama internazionale acquisita dalla ragazza. Non a caso si insiste molto sul fatto che tutti gli operatori dell’Istruzione siano concordi nel ritenere che il Pakistan stia realmente perdendo una grande occasione attraverso il mancato omaggio alla figura di Malala Yousafzai ai più alti livelli ufficiali del Paese.

«Si possono costruire nuove scuole e college e possiamo anche riparare quei danni che i miliziani hanno arrecato nello Swat e in varie altre aree tribali ma è davvero una gran sfortuna che il Governo non abbia ancora riservato a Malala ed alla sua campagna tutta l’attenzione che merita», ha aggiunto Khadim Hussain.

Il Governo di Khyber Pakhtunkhwa ha ritirato l’assenso al lancio del libro di Malala intitolato “Io sono Malala” all’ultimo momento in occasione della preventivata presentazione pubblica che avrebbe dovuto tenersi nell’Area Centro Studi presso l’Università di Peshawar a Gennaio di quest’anno. L’Università, dove regolarmente si tengono dibattiti, discussioni, seminari su materie politiche, economiche e culturali, ha lasciato di stucco gli organizzatori.

Il libro, del quale Malala Yousafzai è co-autrice non è facile da trovarsi in giro e si ha difficoltà ad acquistarne una copia un po’ in tutta la Nazione, proprio per timore di qualche rappresaglia talebana.

Hussain ha affermato di non essere sorpreso circa la coalizione politica guidata dal Pakistan Tehreek Insaf nel Khyber Pakhtunkhwa per il suo ormai noto appoggio esterno ai talebani.

 

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