domenica, Agosto 1

Il NICE e i suoi 25 anni di vita

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Il NICE -New Italian Cinema Events- ha festeggiato il suo 25° anno di vita, con uno strepitoso successo, nel novembre scorso negli USA. E si è ripetuto in questi giorni a Firenze, dove questa rassegna dedicata al nuovo cinema italiano, ai giovani emergenti, è nata, e dove ogni anno vi ritorna per riproporsi agli appassionati di cinema, ma sopratutto agli studenti chiamati a votare tra i film in concorso. Anche in questi giorni il NICE ha presentato,  nell’ambito dei ’50 Giorni di Cinema Internazionale’ all’Odeon, durante le quali si susseguono senza interruzione varie rassegne cinematografiche (dal cinema francese, a quello indiano, coreano, cinese, giapponese, antropologico), i film premiati al NICE-USA. Se in America il film vincitore del Premio assegnato dal pubblico è ‘Mediterranea‘ di   Jonas Carpignano, mentre una menzione speciale è andata al film ‘Io, Arlecchino‘ di Giorgio Pasotti e Matteo Bini, la Giuria degli studenti delle scuola della Toscana ha decretato vincitori ex equo ‘Io, Arlecchino‘ e ‘Se Dio vuole‘ di Edoardo Falcone. Prima di vedere chi sono i protagonisti (attori, registi, produttori) di questa 25sima rassegna che si è posta il compito istituzionale di far conoscere e promuovere il nuovo cinema italiano, conviene far due chiacchiere con l’ideatrice e fondatrice del Festival: la giornalista, antropologa ed esperta di cinema Viviana del Bianco, una donna che ha sempre operato con grande passione nel settore cinematografico, accompagnando con coraggio il lungo cammino del NICE.

 Viviana del Bianco_byPamelaGentile

Viviana, mi sbaglio o è iniziata quasi per caso quest’avventura che ti vede impegnata ormai da 25 anni nella promozione del nuovo cinema italiano nel mondo, a cominciare dagli USA? Com’è nata quest’idea del NICE?

Mi trovavo con Alberto Sordi in America per la promozione della Commedia italiana nel cinema -si parla di molti anni fa- e, parlando con lui e altri, mi passò per la testa l’idea di istituzionalizzare, con un Festival che avesse carattere continuativo, la conoscenza e la diffusione del nostro cinema, non tanto di quello già celebre e affermato,  che aveva i suoi canali privilegiati, ma l’altro, quello emergente, che muoveva i primi passi. Mentre ero a New York ne parlai più approfonditamente con alcuni personaggi del cinema americano, in particolare con l’allora giovanissimo John Turturro, Martin Scorsese e Robert De Niro, i quali mi incoraggiarono a lanciarmi in quest’avventura. Già avevo maturato esperienze e conoscenze, soprattutto americane, lavorando prima al Festival dei Popoli, rassegna del cinema antropologico ed etnografico nata a Firenze, e poi con il compianto Fabrizio Fiumi, una delle figure più importanti dell’avanguardia architettonica e culturale ‘radical’ fiorentina, promotore del Florence Film Festival, deceduto a Los Angeles dove viveva. E nei giorni scorsi, in occasione del NICE a New York, con John Turturro rievocavamo quei momenti. È stato proprio lui a dirmi: ‘Viviana, ti ricordi quando ti dissi: non sei normale, la tua è un’idea straordinaria, alla quale nessuno ci sta pensando. Brava, sono già 25 anni che questa tua idea cammina e si è diffusa anche in altre parti del mondo’. John è stato uno dei miei primi sostenitori di questa mia folle idea.

Quali registi sono passati dal NICE per essere poi incoronati nei vari Festival Internazionali?

Moltissimi, direi tutti coloro che poi hanno vinto vari Festival e, addirittura gli Oscar, tra questi Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì e Paolo Sorrentino.

Quali sono i criteri con i quali selezionati le opere e gli autori?

Registi emergenti sono coloro che non abbiano superato la loro terza opera, quindi agli inizi della loro carriera. Ma oltre ai giovani emergenti, al NICE c’è sempre una presenza di film che si ispirano alla Toscana, a Firenze o ai  personaggi che hanno avuto un rapporto con la nostra terra e la nostra cultura: tra gli ultimi film presentati voglio ricordare ‘Il giovane favoloso‘ di Mario Martone e ‘Meraviglioso Boccaccio‘ dei Fratelli Paolo e Vittorio Taviani.

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