giovedì, Aprile 22

Il Myanmar, l’ASEAN e la Cina field_506ffb1d3dbe2

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Asean myanmar

Bangkok – Un nuovo alleato della pace e della pacificazione degli animi in quello che i cinesi chiamano il Mar Cinese Meridionale. Il cui nome, in verità, si declina volta per volta secondo i punti di vista delle altre Nazioni che vi si affacciano e con le quali puntualmente la Cina ha questioni di natura territoriale in sospeso. Il nuovo alleato della Pace è il Myanmar, Paese alla guida della Presidenza di turno ASEAN ed il cui Governo – due giorni fa – ha ribadito di voler approfittare di questa positiva circostanza, proprio per cercare una soluzione di compromesso che possa trovare almeno in non-disaccordo il più ampio numero di Nazioni coinvolte.

Il portavoce del Presidente del Myanmar ha tenuto una conferenza stampa nel corso del Meeting dei Primi Ministri ASEAN tenutosi a Bagan, durante la quale ha sottolineato –appunto- la volontà del Myanmar di cercare una soluzione quanto più possibile concordata, attraverso un approccio che tenda ad evitare di esacerbare le divisioni in atto da svariati anni in tutta l’area. Durante la medesima occasione, il portavoce del Myanmar ha voluto ricordare che tra la sua Nazione e la Cina vi è un rapporto bilaterale di buon livello già da lungo tempo e proprio in questi frangenti storici così delicati Myanmar e Cina stanno stringendo una fondamentale partnership strategica. E tutto questo è accaduto, ed accade, nelle parole del portavoce birmano, nel solco di una indipendenza di idee ed attraverso una politica estera sulla quale la Cina non ha mai interferito o svolto alcun ruolo, nonostante la sua possenza non solo diplomatica. Una diplomazia birmana, quindi, condotta su un piano di equilibrio e rispetto tra le parti che data fin dal 1948. Gli osservatori di cose asiatiche speranzosi si aspettano che questa alleanza intima e datata tra Cina e Myanmar possa portare la seconda ad avere voce in capitolo nell’addomesticare la Cina e renderla meno rigida nei confronti dei Paesi vicini in materia di contrasti territoriali.

Il primo passo che il Myanmar si propone -nell’ambito della pacificazione dell’intera area e non solo nel ristretto ambito delle questioni marittime e territoriali specifiche- è quello di rendere accettabile ed accettato anche dalla Cina il Documento del Codice di condotta comportamentale. Dopo la definizione iniziale dei contenuti ed una volta definite le modalità potenziali di applicazione di tale Codice di condotta, il Myanmar si propone di sottoporre all’attenzione di tutti i Paesi Membri ASEAN il punto medio raggiunto tra tutte le parti in essere affinché tutti poi lo rispettino. E’ opinione dei vertici diplomatici del Myanmar che si possano certamente creare le condizioni per risoluzioni bilaterali di tutti i conflitti territoriali in essere e che esse possano essere tutte di natura pacifica.

Per quanto riguarda, invece, le preoccupazioni che riguardano un vicino asiatico “ingombrante” ed i cui comportamenti –soprattutto in ambito diplomatico- sono difficilmente comprensibili in prima istanza (la Corea del Nord), visti i suoi propositi e progetti nel programma nucleare militare, i vertici diplomatici e governativi del Myanmar intendono sostenere il processo di denuclearizzazione dell’intera Penisola Coreana e quanto più a lungo possibile. Allo stesso tempo, il Myanmar chiarisce che il Paese inteso come entità nazionale singola, così come l’intera ASEAN nel suo complesso seguiranno attentamente le decisioni del Consiglio di Sicurezza presso le Nazioni Unite sui temi che riguardano la Corea del Nord.

Si tratta di propositi grandi e di altrettanto grandi aspirazioni come sempre accade quando un Paese si esprime e proclama le proprie linee guida nel periodo che trascorre alla guida della Presidenza di turno dell’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asia ASEAN. Ma tale percorso, in verità, è sempre pieno di grandi sfide, per qualsiasi Paese Membro ASEAN nel momento in cui va alla guida dell’Associazione di Stati. Secondo quel che ha riferito il vertice governativo del Myanmar durante la conferenza stampa tenutasi nel corso del Meeting dei Primi Ministri ASEAN tenutosi a Bagan attraverso le parole del portavoce del Presidente, sono principalmente due le sfide che si pongono al Myanmar nel periodo della sua Presidenza di turno ASEAN: le aspettative verso un Paese Membro appena rientrato nel novero delle Nazioni accettate nel consesso diplomatico internazionale e al quale si chiedono con immediatezza risultati ciclopici e l’altro è la sua capacità di governare i problemi regionali senza lasciarsi fuorviare da pareri terzi oppure opportunismi diplomatici. Ecco cosa si propone esattamente di dimostrare d’esser capace il Myanmar. Il Paese vuol dimostrare anche che –nel momento in cui è alla guida dell’ASEAN attraverso la Presidenza di turno- avendo instaurato ormai buone relazioni un po’ con tutti, non intende far prevalere una relazione diplomatica con un determinato Paese a sfavore di un altro. Il clima di buon vicinato instaurato con la Cina e con numerose altre Nazioni nel Mondo, costituisce un ottimo parterre d’azione per il Myanmar, da questo punto di vista.

L’altra sfida grande per il Myanmar è continuare a far sviluppare la politica nazionale di riforme mentre si riveste il ruolo di Presidente di turno dell’ASEAN. Bisogna cioé far coincidere i tempi del proprio sviluppo civile ed economico con quelli dettati dalla Presidenza di turno ASEAN, il che comporta organizzare una fitta rete diplomatica, burocratica e organizzativa di elevato livello, se si intende seguire da vicino ogni Paese Membro e la grande varietà di questioni che si sollevano nel momento in cui si intende controllare e sostenere le relazioni tra tutti i Paesi Membri. Il Governo del Myanmar ha fatto sapere –attraverso la conferenza stampa di Bagan- di fare grande affidamento sul proprio popolo e sulla sua cooperazione.

Ma la Presidenza di turno non è solo sfide continue e grandissime, ognuna nel proprio campo. Essa, infatti, è anche sede di grandi opportunità, poiché nel periodo della Presidenza stessa, la cooperazione e collaborazione di tutti può essere di conforto ma anche di insegnamento proprio sulla strada delle riforme che il Myanmar intende intraprendere quanto più speditamente possibile. Il Myanmar è cosciente della lunga strada da fare perché lungo è stato il periodo nel quale il Paese è stato isolato dal Mondo, sottoposto a embargo e fortemente contestato in tutte le sedi internazionali per le tristi condizioni di vita che erano state imposte contro gli oppositori. Dopo questo lungo periodo di isolamento internazionale, il Myanmar vuole recuperare il terreno perso ed intende farlo rapidamente e all’interno del circuito internazionale dei Diritti. Un’altra opportunità nelle mani del Myanmar, attraverso questo periodo della Presidenza di turno ASEAN, è quella di diventare una Nazione sempre più trasparente soprattutto nelle organizzazioni e nelle agenzie governative, così come vi è ancora molto da fare nel potenziare il Turismo ed il settore cruciale del commercio internazionale correlato allo sviluppo economico dell’area ASEAN. Il vertice diplomatico del Myanmar s’è rinchiuso nelle proprie sedi focalizzandosi sul da fare e tra mercoledì e sabato esplica tutte le proprie migliori menti, al fine di scandire meglio le scadenze, i compiti e gli obbiettivi prefissati, in particolar modo in previsione della costituzione degli Stati Uniti del Sud Est Asia, cosa che avverrà nel 2015.

 

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