sabato, Luglio 24

Il Myanmar aperto al business

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Bangkok – Le Società straniere stanno facendo affluire in gran messe fondi e capitali in Myanmar sulla spinta verso l’alto degli stipendi e dei salari in Thailandia e nelle altre Nazioni dell’area ed anche per la creazione di veri e propri parchi industriali sul proprio territorio. Si tratta di un movimento volto allo stornare capitali finalizzati alla produzione di beni e merci che –a causa del più alto costo-lavoro nelle Nazioni viciniori- rende oggi il Myanmar più che mai appetibile per far affluire i propri fondi a sostegno della produzione o per la compartecipazione in quote industriali nel territorio del Myanmar.

Quest’anno si stima che si possa verificare il più grande afflusso di capitali sotto forma di investimenti da parte del Giappone e da parte di altri Grandi Marchi stranieri in tutta la storia del Myanmar, restano, però, sul terreno anche molti problemi che attendono di essere risolti compresi i temi correlati alle forniture di energia e la ancor scarsa presenza di infrastrutture che quindi, necessitano di essere supportate nella crescita.

Il Parco Industriale Thilawa è collocato a circa 20 chilometri a Sud Est di Yangon, la città più grande del Myanmar.  La raccolta delle società per l’avvio delle operazioni in quest’area ha avuto inizio a metà Maggio e l’ingresso di 22 Società è di fatto già stato deciso. In comparazione con altri progetti similari nelle Nazioni vicine, questo è un “passo storico”, ha affermato Takashi Yanai, Presidente della società di sviluppo  Myanmar Japan Thilawa Development Ltd. MJTD.

Molte Società –provenienti dai più svariati settori merceologici e produttivi- che si interessano di realizzare parti meccaniche, manifattura, scarpe e materiali da costruzione hanno deciso di impiantare il loro business e la loro produzione all’interno dell’area del parco industriale. Altrettanto ampia è la rappresentanza delle nazioni coinvolte come Stati Uniti, Thailandia e Australia.

Nel mese di Agosto, se si fosse fatta una visita al parco industriale, sarebbe stato facile ritrovarsi davanti esponenti di società cinesi che andavano già via via affollandosi nell’area. Sarebbe stato facile verificare come si parla solo e subito di business e di come investire in un’area della quale chiedono tutto, con una fame di sapere raramente riscontrabile in precedenza, visto che stiamo parlando di Myanmar.

Sumitomo Corp., Marubeni Corp. e Mitsubishi Corp. sono le Società che stanno guidando il Progetto Thilawa in cooperazione con la Japan International Cooperation Agency. In comparazione con altri parchi industriali in Myanmar, l’area specifica di Thilawa ha il vantaggio di essere equipaggiata con forniture di energia elettrica adeguate e di numerose altre forme di infrastrutture. La Myanmar Japan Thilawa Development Ltd stima che a metà circa della prima sezione di sviluppo 211 ettari saranno già occupati entro la fine dell’anno.

Com’è noto il Myanmar è passato solo di recente da una dittatura militare ad una Amministrazione civile regolarmente e democraticamente eletta, nel 2011, e per le Società straniere si è aperto il varco sia per una grande base produttiva sia per un mercato al consumo tutto da esplorare e da considerare come una novità in tutto il panorama del Sud Est Asia.

Il salario base per un lavoratore di un’industria nel Myanmar è di circa 70 Dollari USA, oppure meno della metà di un lavoratore che lavori nello stesso settore in Thailandia o in Cina. La popolazione del Myanmar ha anche una buona reputazione di essere particolarmente industrioso. Il PIL pro-capite nel Myanmar è di circa 900 Dollari USA ma ha una popolazione di più di 50 milioni di abitanti.

Negli Anni 2000 il Myanmar ha assistito ad una media annua di 10 casi di investimenti che giungessero da fonte straniera. Nell’anno fiscale 2013, in ogni caso,  la configurazione complessiva ha raggiunto il livello di 123 casi. E mentre i salari e gli stipendi hanno via via raggiunto livelli notevoli di crescita nelle Nazioni vicine, «la vendita di posti disponibili a Thilawa è cominciata di gran lena e le società stavano già valutando di farsi avanti e muoversi verso il Myanmar», ha affermato Toshikazu Gocho, un consulente di investimenti stranieri presso la sede degli uffici di Yangon della Japan External Trade Organization.

E’ stato un esponente ufficiale del Ministero per la Pianificazione Economica del Myanmar e per lo sviluppo Economico a prefigurare il fatto che nell’anno fiscale 2014 si potrebbe vedere il numero di casi di investimento straniero più alto della storia del Paese.

Il numero delle Società con ruolo di membri della Camera di Commercio Giapponese e dell’Industria a Yangon sono aumentate nel Tempo da 53 nell’Anno Fiscale 2011 alle attuali 185. Le attività di business attuali stanno anche oscillando verso le forme di joint venture, come nel caso della JFE Engineering Corp. che costruisce ponti e altre forme di infrastrutture, la quale ha svolto le sue prime esportazioni nel mese di Luglio scorso.

Permangono comunque dei rischi, bisogna aggiungere. Le infrastrutture come le forniture di energia elettrica e le comunicazioni sono ancora a livello di instabilità nel Myanmar ed il rischio di portare avanti attività di business a queste condizioni rimane significativo.

Il Governo del Myanmar sta allentando le restrizioni sulle attività di finanziamento con fondi esteri sulle operazioni inerenti le costituzioni societarie e la loro gestione ma –come segnalano gli addetti ai lavori- vi sono molti casi complessi da gestire, nel senso che vi sono stati diversi problema tra gli esponenti ufficiali dell’amministrazione locale che agiscono o hanno agito non in assonanza con la Legge.

Un altro problema, poi, è quello della mancanza di hotel di lusso dove gli imprenditori stranieri solitamente preferiscono andare durante i loro viaggi di lavoro. Esponenti di alto livello tra coloro che curano l’ambito governativo, su questo punto hanno affermato che vi sono diversi problemi da risolvere. Probabilmente il paese userà investimenti che giungono dall’estero per risolvere anche questo aspetto. In ogni caso, sembra giunto il momento di passare a vie di fatto ed affrontare anche questa specifica materia.

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