martedì, Giugno 15

Il monopolio della forza in Egitto

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Come noto, il monopolio della forza è un elemento essenziale per ogni forma di Stato moderno, in quanto serve sia a mantenere il controllo e a far rispettare le leggi al suo interno, sia per resistere o attaccare i nemici esterni. Il monopolio della forza viene calibrato e si radica a seconda delle caratteristiche dello Stato stesso e delle situazioni che si presentano.

Gli Stati che sono stati influenzati dal Fenomeno delle rivolte giovanili in Medioriente, essendo prevalentemente Stati con caratteristiche neo – autoritarie, avevano un monopolio della forza attivo, radicato e molto determinante nella gestione della vita pubblica. Tra Tunisia, Libia e Egitto, quest’ultimo era ed è di sicuro lo Stato maggiormente caratterizzato da un importante quanto determinante monopolio della forza. Non a caso sia Mubarak che Al-Sisi sono due figure che provengono da questo attore. Proprio nei giorni in cui si cerca di far chiarezza sulla morte di Giulio Regeni e sulle presunte responsabilità delle forze di sicurezza egiziane è magari opportuno cercare di capire come è strutturato il monopolio della forza in Egitto e come operi.

Cercare di capire nel dettaglio come sia strutturato e come funziona il monopolio della forza in Egitto è quasi impossibile, in quanto essendo a tutt’oggi un regime neo autoritario le informazioni all’esterno sulle forze militari e quelle paramilitari (forze di sicurezza) sono molto residuali. E’ però possibile definirle a grandi linee e vedere come queste determinanti e usate come strumento all’interno della vita pubblica.

Oltre alla classica polizia, le forze di sicurezza egiziane segrete, ovvero i servizi segreti, si caratterizzano in tre rami. L’Apparato di Informazioni Generali, spesso chiamato Mukhabaràt, la Direzione dei Servizi Militari e d’indagine e il meno conosciuto Apparato d’informazione per la Sicurezza dello Stato.

Il Mukhabaràt è un servizio segreto di controspionaggio per la sicurezza interna, ma anche abilitato a svolgere il suo ruolo all’estero.  Creata nel 1954, tra i suoi capi storici si rileva Umar Sulayman (1993-2011), personaggio di rilievo, nominato da Mubarak vice Presidente durante le proteste con l’obiettivo di mantenere il più possibile sotto controllo gli apparati di sicurezza, salvo poi essere deposto proprio da Sulayman stesso. Sembra che attualmente sia la forza di sicurezza più vicina all’attuale Presidente Al -Sisi, utilizzata primariamente nella repressione verso la Fratellanza Musulmana.

La Direzione dei Servizi Militari e d’indagine ha il compito di monitorare e gestire il livello di sicurezza delle installazioni, documenti, armi, personalità e postazioni militari all’interno del territorio egiziano. Anche questo apparato di sicurezza molto vicino al Presidente Al – Sisi, in quanto ne è stato il capo fino al 2012. L’apparato delle forze di sicurezza denota un maggiore sviluppo a partire dal 1981, anno in cui fu assassinato Al – Sadat e le forze di sicurezza iniziarono ad essere utilizzate maggiormente nella controffensiva alle forze islamiste armate, le quali erano arrivate ad un livello di infiltrazione fino alla base delle forze armate.

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