domenica, Settembre 26

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BangkokTutto cominciò 35 anni fa, ora si chiama grande successo internazionale: il Bangladesh come fonte dell’industria dell’abbigliamento a livello planetario. La Nazione ha cominciato questa nuova era della realizzazione di abbigliamento ed esportazione inizialmente con prodotti basici e di breve durata e poi ha via via approfondito specializzazioni in settori specifici dell’abbigliamento, man mano che il proprio mercato si è fatto sempre più suddiviso in particolari settori e richieste.

Sono numerosi gli esempi di diversificazione merceologica e settoriale. I marchi locali di abbigliamento oggi forniscono divise per l’Esercito Britannico e per le forze militari navali della Francia così come delle forze di Difesa di svariate altre Nazioni a livello mondiale, il che ormai comprova il fatto che siamo innanzi ad un mercato maturo e stabile. Potrebbe sembrare sorprendente sapere che molti marchi del Bangladesh specializzati nel settore dell’abbigliamento hanno realizzato le uniformi del personale militare della NATO il quale fu poi impiegato variamente nel territorio dell’Afghanistan alcuni anni fa.

Questo lungo viaggio cominciato circa tre decenni e mezzo fa ha reso oggi il Paese asiatico l’hub dell’abbigliamento di numerosi prodotti d’abbigliamento ed accessoristica, basico, di lunga durata e in settori altamente specializzati, per i distributori d’abbigliamento dia di livello intermedio sia su livelli di alta scala.

La Nazione è oggi anche forte esportatrice di tende, prodotti correlati all’abbigliamento ignifugo e sacchi a pelo.

Oggi l’abbigliamento di lunga durata, il cui boom s’è avviato negli Anni ’90, sulla base del largo consumo e delle sue sempre più espanse richieste, è coperto al 30 per cento globale dal Bangladesh.

Nella fase iniziale, il Bangladesh ha approfondito la realizzazione di settori di abbigliamento basico come le T-shirt, le magliette e i pantaloni. Gli imprenditori hanno insistito nella produzione dell’abbigliamento nonostante le sirene avessero previsto che il settore produttivo dell’abbigliamento del Bangladesh sarebbe collassato dopo l’eliminazione di una quota sistemica il 31 Dicembre del 2004. Invece, le esportazioni di abbigliamento crebbero del 16.48 per cento su base annua, in media, proprio a partire dalla fine del sistema di assegnazione per quote produttive. Oggi il Bangladesh si avvia a produrre 50 miliardi di Dollari USA in termini di controvalore in esportazioni d’abbigliamento entro il 2021, quando la Nazione potrà celebrare il Cinquantesimo Anniversario della sua Indipendenza.

Khondaker Golam Moazzem, direttore aggiunto al settore ricerche del Centro per le Politiche del Dialogo ha affermato che l’obbiettivo è abbastanza ambizioso ma già il solo fatto di porselo così alto è un passo da considerarsi positivo. Cercare l’obbiettivo in sette anni a partire dall’attuale controvalore di 24.5 miliardi di Dollari USA in esportazioni di abbigliamento significa mantenere un tasso di crescita del 20-30 per cento anno per anno, il che è alquanto difficile anche secondo l’esperto del campo.

Allo stesso tempo, il Bangladesh ha sviluppato alcune nuove sedi di destinazione per le proprie esportazioni come il Giappone, l’India, la Cina, la Turchia, la Russia e le Nazioni del LatinoAmerica. «Questi fattori sono positivi per la Nazione», ha aggiunto Khondaker Golam Moazzem.

«Lo slittamento degli ordinativi e delle commesse dalla Cina al Bangladesh è uno dei fattori principali su cui si punta attualmente l’attenzione ma molte altre Nazioni ricevono pure tali grandi livelli di ordinativi», ha aggiunto l’esperto Moazzem, secondo il quale il Bangladesh dovrà nel tempo contenere i costi di produzione, assicurare la capacità di risposta alle richieste e di realizzare beni più durevoli per cercare di rispondere al meglio alle richieste sempre rinnovate del mercato.

Le esportazioni di abbigliamento del Bangladesh sono cresciute del 13.86 per cento anno su anno fino a raggiungere circa 24.5 miliardi di Dollari USA nell’anno fiscale 2013-2014. Il target dell’esportazione per l’anno fiscale corrente si è collocato a 26.90 miliardi di Dollari USA.

Esperti industriali del settore hanno attribuito la crescita ad una forza lavoro ben addestrata, specializzata ed industriosa oltre che ad un buon numero di imprenditori che si sono specializzati nel campo specifico.

Attualmente il Bangladesh è il secondo esportatore mondiale di abbigliamento dopo la Cina. Ma non solo: il settore ha creato lavoro per 4.4 milioni di persone, l’80 per cento di esse sono donne migranti di origine agraria. Le persone esperte del settore affermano che il Bangladesh avrà bisogno di conquistare l’8 per cento del business globale delle forniture d’abbigliamento per un controvalore di 450 miliardi di Dollari USA, sopra l’attuale livello per un 5 per cento, per raggiungere la pietra miliare dei 50 miliardi di Dollari USA in termini di controvalore complessivo. Secondo queste stime, il business globale raggiungerà i 650 miliardi di Dollari USA entro il 2021 con una maggior domanda in crescita di Unione Europea, Stati Uniti, Nazioni estremo-orientali e l’India.

McKinsey & Company, una società di consulenza in management globale, ha previsto che il Bangladesh avrà la capacità di esportare 44.56 miliardi di Dollari USA in prodotti di abbigliamento entro la fine del 2020. Alcuni dei Marchi più prestigiosi del settore come Hugo Boss, Puma, Tommy Hilfiger, G-Star, Diesel, Ralph Lauren, Calvin Klein, DKNY, Nike, Benetton e Mango sono tra i maggiori acquirenti ed appaltatori nel settore dell’abbigliamento tra coloro che si rivolgono da tempo al Bangladesh per le proprie forniture.

«L’obbiettivo di 50 miliardi di Dollari USA di valore complessivo è raggiungibile se alcuni temi come le infrastrutture, l’energia ed il gas saranno meglio e più chiaramente indirizzati da politiche messe a punto con oculatezza dal Governo secondo piani ben disegnati», come affermano gli stessi esperti dell’Ente Manifatturiero Abbigliamento del Bangladesh e l’Associazione degli Esportatori.

 

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